Gio 23 Marzo 2017

‘STIZIA T’A BRUCE-IRI (!)

 
autore di Francesca Falchi |

In un tempo in cui “tempus fugit ma botulino imperat”, riducendo tre quarti dello star system ad una televendita Eminflex e l’unica differenza tra Meg Ryan e Mickey Rourke sono le nove settimane e mezzo con Kim Basinger, solo LUI aveva mantenuto inalterato il suo charme da benzinaio nuorese, quello che mentre ti controlla l’olio e ti pulisce il parabrezza ti viene un caldo ma un caldo che se scatta la scintilla esplode la stazione, scoppia un incendio e la zona si tramuta in una sagra del cinghiale arrosto e della provola affumicata.

In un tempo in cui “barba non facit philosophum ma depilatio facit sopraciglias”, tramutando la fauna maschile in cloni di Moira Orfei e l’unica differenza tra l’ala di gabbiano e la coda di rondine sta nella quantità di guano ai suoi piedi, solo LUI aveva mantenuto inalterato il suo glamour da pescatore algherese, quello che mentre ti vende le cozze e ti eviscera l’orata cominci a sudare ma a sudare che se gli stringi la mano o sgusci via come un’anguilla all’olio di Bilboa protezione 2 o sei talmente appiccicosa modello pattella, che per staccarti non è sufficiente neanche il motopicco smantella asfalto dell’A.N.A.S.

In un tempo in cui “pecunia non olet ma ascellae mortae sunt”, costringendoti a viaggiare su tutti i P possibili con un arbre magique ai frutti tropicali sotto il naso e l’unica differenza tra la morte e la vita passa tra una maglietta vista bosco e le All stars vista stagno, solo LUI aveva mantenuto inalterata la sua allure da idraulico casteddaio, quello che mentre ti smonta il tubo della cucina come se stesse strangolando a mani nude un anaconda, ti viene un nodo ma un nodo che hai paura che, se gli porgi la chiave inglese, o lo selli alla spagnola con tanto di salto ad ostacoli del bidet o lo baci alla francese con risucchio tipo stura lavandino aspirandogli gli organi interni.

Perché non vi era bastato far passare George Clooney come un latin lover in stato confusionale, che, invece di riempire la valigia di calze e mutande, viaggiava con il Nespresso in capsule tanto da chiederti se, baciandolo, facesse la schiuma come il cappuccino.

Perché non vi era bastato mortificare Antonio Banderas, mettendolo ad infornare treccine flauti e macine tanto da sembrare Nonna Papera piuttosto che il focoso psicopatico di Legami, che lì, al Mulino Bianco, ti saresti fatta molare come il grano, ed il flauto lo avresti non solo impastato ma maneggiato e pure suonato, se solo te lo avesse chiesto.

No. Voi “CREATIVI” dovevate superare il limite.

Dovevate fare il tirassegno con l’ultimo baluardo della mascolinità, tramutare in paperella da fiera dell’est il macho man per eccellenza, frantumandolo senza pietà.

Colui che aveva riportato la canottiera bianca alla sua funzione primigenia, dopo che il nostro immaginario erotico era miseramente naufragato tra la frittatona di cipolle del ragionier Fantozzi e il pelo leghista di Bossi. 
Lui, quello duro a morire, che si calava dai cavi degli ascensori, combatteva l’esercito delle 12 scimmie e faceva saltare in aria gli asteroidi.

Avete smerigliato l’erotismo dell’ultimo sex symbol, ficcandolo in smoking dentro un’Ape guidata da un contadino ciociaro, dopo che si è perso in una pineta a Sabaudia e non riesce a far funzionare neanche un cellulare.

Lo avete talmente rincoglionito che invece di pogare con gli Aerosmith, canta Ti amo di Tozzi.

Voi avete fatto di BRUCE WILLIS l’equivalente maschile della Sora Lella.

E se un giorno vi incontrerò, sappiate che anche io vedo la gente morta.

A cominciare da voi.