Ven 28 Aprile 2017

FULMI-COTTONE

 
autore di Francesca Falchi |

Dopo un anno sabbatico, passato ad evitare vespai mafiosi supportati da canoni “elettrici” e novelli Renzi apportatori di peste, con la lingua sciolta da ogni catena di Sant’Antonio mi ritrovo ad affrontare una eruzione mediatica che nessun antiacne catodico potrà mai debellare: la bancarotta di Gigi D’Alessio.

Lui, l’unico vero Gigi nazionale, più presente di quello della Cremeria Motta, che quando citofonavi non c’era mai. Lui che ha duettato in Reginella con la Loren sopravvivendo alle tarme, che ha riesumato la Berté sopravvivendo alla Berté, che ha fatto cantare la Marini sopravvivendo al sant’Elia.
Anche se al mare leggete "Il Nome della rosa" di Eco, dandovi arie da esperti di semiotica - convinti che sia qualche branca dell’agricoltura - IO SO che “non digli mai” (da pronunciare alla partenopea senza la “r”) la conoscete meglio dell’Ave Maria. Anche se vi rilassate con la Quinta di Beethoveen (trattasi di sinfonia, non di reggiseno Calzedonia) IO SO che innescate la quarta (di bacino) con “Quando esta noche tramonta il sol  monamour”.

Non mi ero ancora ripresa dall’annullamento del matrimonio della bambola Valeria, che ripiombo nella peritonite acuta della disperazione con Gigi, pignorato pure del platino dei dischi. Ed eccolo il filo interdentale che lega la inte-Rota Marini e le sue Seduzioni al disco Diamond di Gigi: Giovanni Cottone. Un uomo, un fulmine. Uno che ha incenerito mogli amici e soci neanche fosse un termoreattore: da Paolo Berlusconi (defraudato, a quanto pare di 75 milioni di euro, più o meno il valore de Il giornale senza Sallusti) alla prima moglie (che, improvvisandosi Trudi Gambadilegno, ha addirittura cercato di sequestrarlo);  fino a Valeria, sposata con tanto di diretta Tv e dresscode per invitati da Ferrero Rocher,  che, per ottenere l’annullamento, ha dovuto fare la salita di san Giovanni Rotondo in ballerine Lelly Kelly, jeans Carrera e camicetta Oviesse. E poi Gigi e la Lambretta, costata 8 milioni di euro che, a questo punto, era meglio l’Enterprise con il Capitano Kirk che firma gli  autografi a pagamento, almeno ci rientri con la benzina. E mentre il nostro cerca di risarcire il prestito “grazioso” dell’amica Marini (che “in amicizia” gli ha pignorato i beni per 200mila euro ma visto che Gigi le ha fatto incidere un disco e non le ha chiesto i danni, erano pari, direi) il Cottone sembra non avere rimorsi: lui infatti sfila alla Mostra di Venezia con Francesca Cipriani, la soubrette che, in seguito allo scoppio di una tetta, riprodusse la Via lattea in silicone ( una cosa da fare invidia ai plastici di Porta a Porta).

Ora l’idea che Anna (fu Tatangelo) al posto del kajal (pignorato pure quello) debba mettersi il carboncino sotto gli occhi come Fiordaliso all’Isola dei famosi, mi fa paura.

Ma ciò che mi atterrisce di più è che il prossimo 31 dicembre io sia costretta a passarlo con Carlo Conti, i sopravvissuti dei Village People e i resti di Wilma Goich e di Piero Focaccia,  invece che con D’Alessio.

Per questo #iostocongigi.

Fino a quando tramonta il sol, monamour.

 

©Riproduzione riservata