Dom 25 Giugno 2017

Perché?

 
autore di Antonio Falda |

Tu l’avresti posta. Ne sei certo. Nel tentativo di cercare di capire. Di fare chiarezza. E di conseguenza te la saresti anche aspettata. E l’avresti apprezzata. Considerandola opportuna. Giustificando l’esigenza di chi, forse, ne ha il diritto. Invece nulla. Niente. Forse perché un quesito ha di contro solitamente una risposta. Che può essere dal contenuto inatteso. Capace di causare disagio. E contrariare l’interlocutore.

Ma una risposta può anche diventare il pretesto per un ragionamento. Per toccare temi mai affrontati. Provando ad aprirsi. Confrontandosi. Mostrandosi interamente. Con chi non si ha mai avuto il coraggio di parlare. Il fatto è che a volte è più semplice non sapere. Dando per ovvio. Sottinteso. E quindi evitabile. Solamente per la paura di conoscere. Preferendo l’ignoranza di comodo. Le ipotesi silenziose, alla verità.

Una sola parola, seguita da un punto interrogativo. A cui hai immaginato di rispondere un’infinità di volte. Che si porrebbe al centro della questione. Ma potrebbe anche accadere, che quella risposta non trovi, chi la possa cogliere, veramente. Forse, non avverrà mai che la pongano a te. Perlomeno non chi, tra tutti, vorresti che lo facesse. Resterà, lì. Una domanda. Con una risposta. Senza domanda.