Gio 22 Giugno 2017

Se non la dai... perdi a briscola

 
autore di Michela Pisu |

Da che esistono i rapporti coniugali esistono anche i tormenti giudiziari. È un’ovvietà delle società moderne: tutto si deve catalogare all’interno di uno schedario che va dalla A di adultero alla Z di zoccola. Eppure, non tutto può essere controllabile quando si parla di amore e sesso, c’è sempre quella fastidiosa incognita della X che fa a pugni con la Y. Allora che fare?

Se il problema è proprio quello delle due incognite genetiche – cito testualmente da un articolo del Wired.it – c’è Ovaria, il rimedio omeopatico che ti elimina i disturbi del climaterio, l’irregolarità mestruale, l’insonnia e pure il lesbismo. Mentre cerco di valutare la veridicità di tale articolo e, soprattutto, sorrido davanti a tale cretinata,  mi soffermo su un’altra domanda, più giuridica che pseudoscientifica: in che modo e quanto più interferire la giurisprudenza nelle faccende di coppia?

Non è la prima volta che scrivo di una sentenza che decreta la regolarità del controllo dei rapporti coitali tra coniugi e, pure quella volta, mi sono domandata se l’intimità sia un valore da conservare gelosamente oppure, se sia meglio optare per una mercificazione costante del sesso. Ad esempio tramite una webcam che possa riprendere passo dopo passo i preliminari e i successivi attimi di vita sessuale. Almeno così, oltre che regolarizzare i rapporti matrimoniali davanti al Grande Fratello, ci si potrebbe avere pure una rendita.

La Cassazione, con la sentenza n°2539 del 5 febbraio 2014, ha deciso che i rapporti coitali tra marito e moglie sono un obbligo scolastico. Se la consegna non dovesse essere sufficiente, allora il tradimento non è oggetto di ripercussioni giudiziarie.

Per la serie “tu non me la dai più, la cerco altrove”, non fa più sintesi con l’abbandono del tetto coniugale.

Ragioniamo…

Se tu non dai una cosa a me io non do una cosa a te!

Se tu non dai una cosa a me io la cerco da un’altra che non sia te!

Fin qui, non c’è nulla di strano. Anzi! Direi che nessuno uomo e nessuna donna necessita di una sentenza di Cassazione per sentirsi liberi di tradire l’uomo o la donna che è in perenne emicrania con il coniuge ma, che magari, mostra una mente molto libera altrove. Ma è davvero corretto fare giurisprudenza sul tradimento?

Come disse il giornalista e il saggista Henry Louis Mencken: “L’adulterio è l’applicazione della democrazia all’amore”.  

 

 

 

 

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