Mer 23 Agosto 2017

Come il vento. E le nuvole.

 
autore di Antonio Falda |

No, basta. Mi gira la testa. Allora, mi sono fermato. E ti ho messa giù. Ed è come se avessi arrestato la rotazione della terra. A quel punto, tutto si è normalizzato. Quell’estemporaneo attimo in volo ci aveva portato ad immaginare il mondo, così come l’avremmo voluto. Fermarci, aveva significato la nostra momentanea resa, nei confronti di una realtà che non faceva che ossessionare la nostra esistenza.

Avevamo appena fatto una breve corsa. Ti avevo trascinata, all’improvviso, presa per mano. E tu, prima sorpresa, poi, avevi cominciato a ridere. Che non ci riuscivi con quegli stivali. Che ti saresti voluta scalza. A piedi nudi. Per correre a perdifiato. E non fermarti mai più. Verso dove, non aveva importanza. Ora, stavamo immobili. Come il vento. E le nuvole. Come i gabbiani che silenziosi, immaginavamo intorno a noi.