Ven 23 Giugno 2017

Anche le vagine si deprimono

 
autore di Michela Pisu |

Quando nella seconda puntata della quarta stagione di Sex and the city Charlotte, una delle quattro protagoniste della serie, raccontava di avere la vagina depressa, ho sempre pensato che fosse un modo cinematografico di mettere in luce il fatto che spesso – troppo spesso – le donne evitano di menzionare le proprie parti intime.

Mi sbagliavo…

Anche le vagine si deprimono.

Ovviamente si parla di vaginite da stress o di problemi ovulatori (anche questi dati dallo stress); si tratta di cicli mestruali incasinati che ti ricordano quanto gli ormoni contano sull’umore e in tutto il resto della vita di una donna. Niente a che fare dunque con la mancanza di qualcosa di fallico, al massimo – se di mancanza si deve parlare – è di una buona dose di riposo e pure di autostima tutta al femminile.

Se la vagina è depressa è depresso anche il cervello e viceversa: mente e corpo sono una cosa sola e credere che l’uno viaggi in autonomia rispetto all’altro è come credere che un dildo sia uguale ad un cazzo o che un vibratore riproduca come una fotocopia i movimenti pelvici del partner. Alle volte è meglio…

Se la vagina è depressa è necessario curarla: ovuli vaginali, antibiotici, passeggiate all’aria aperta, ricerca di ossitocina, pranzo con le amiche, cena con un buon libro e film di Woody Allen.

Come si riconoscono i sintomi della depressione vaginale?

La tua patatina non piange, né va di matto davanti al tradimento del compagno e neppure batte i pugni (non ha le mani, solo labbra) se al lavoro ti senti inadeguata, la vagina resta silente e aspetta che tu ti accorga di lei.

“La mia vagina è una conchiglia, una tenera conchiglia rosa rotonda, che si apre e si chiude. La mia vagina è un fiore, un tulipano eccentrico, dal centro acuto e profondo, il profumo tenue, i petali delicati ma robusti”.

Eva Ensler è la psicologa che ogni vagina depressa dovrebbe leggere e ascoltare… dopo un buon ginecologo.

 

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