Lun 27 Febbraio 2017

La penultima lettera, poi sarà Grazia Deledda Madesani. Epifania 1900

 
La penultima lettera, poi sarà Grazia Deledda Madesani. Epifania 1900
Ritratto G. Deledda - Museo Deleddiano Nuoro

letteredigrazia

 

Mancano solo quattro giorni all' "obiettivo matrimonio".
Per Grazia, non più giovanissima, la priorità è accertarsi che il fidanzamento, così breve, non sia motivo di incertezza per entrambi alla resa dei conti. Stupisce come la trattativa sentimentale segua l'efficace stile con cui la scrittrice gestisce i suoi rapporti con redazioni di giornale e con case editrici. Nella presente lettera, la penultima prima del matrimonio, addirittura antepone la comunicazione degli ultimi movimenti lavorativi alla poesia del pre matrimonio. Sottilinea al fidanzato l'impegno preso sottintendendo che le promesse vadano mantenute. Sembra avvertire una certa insicurezza di fondo circa il matrimonio fino all'ultimo giorno da nubile. 

 

Mio amato Palmiro, mio dolcissimo sposo, secondo gli oroscopi questa sarebbe la penultima lettera ch'io ti scrivo da fidanzati: domani ti scriverò quella che riceverai lunedì e poi?... poi tutto sarà finito e tutto comincerà... sogno, gioia, splendore...

Stanotte i Re magi sono passati davanti la mia finestra lasciandomi un po' dei loro doni, mirra, incenso ed oro che credo significhino pace gloria ricchezza. La pace l'avrò da te, ed anche la gloria e la ricchezza potrai darmela tu col tuo amore che mi spronerà al lavoro e con questo avrò, anzi avremo fortuna e gloria. Ieri sera mi scrisse Sofia Bisi Albini dicendomi che il traduttore tedesco è disposto a darmi L. 500 per il Vecchio della Montagna e che in maggio questo colto tedesco verrà in Sardegna per conoscermi e far per me un articolo che servirà di prefazione alla traduzione. 

Ti do questa notizia, sicura che ti farà piacere, sebbene in maggio io spero di essere con te a Roma. Questa mattina ho spedito le mie casse all'indirizzo di Maria Manca; siccome dentro c'è il mio estratto del Vecchio della Montagna, ti sarò grata se vorrai portarmi quello che hai tu, se lo hai ancora, che così potrò spedirlo presto al traduttore tedesco che desidera averlo. Anche con la "Rassegna Nazionale" spero fare un buon contratto. 

Per ora pensiamo ad altro: non so dirti le impressioni che in questi giorni provo, certo sarei una ingrata se non mi rattristassi nel dare l'addio a tutte le cose fra cui sono finora vissuta, che mi hanno circondato di sogni, che videro le mie gioie e le mie visioni i miei dolori e nel pensare che dovrò lasciare mia madre e le mie buone sorelle, ma pensando a te, alla nuova vita, ai grandi doveri che me la renderanno utile e buona, al nuovo orizzonte che si spalanca per i miei affetti e per la mia arte, mi sento forte e coraggiosa e felice.

Tu sarai tutto per me, riempirai ogni vuoto, mi ricompenserai d'ogni cosa che lascio, e tutto il mio affetto si concentrerà in te. Sei tu la mia nuova vita, il mio nuovo orizzonte, tu mia madre, mio fratello, mio amico, mio confidente, mio tutto. 

Ora non mi resta che aspettarti e compiere coi fatti tutte le promesse che ti ho fatto a parole. Sono pienamente cosciente. So che cosa andiamo a fare, sento tutta la responsabilità del nostro passo, ma ho piena fiducia nel nostro avvenire. Tu ora riempi tutta la mia vita, senza di te non concepisco più il mio essere. Vieni dunque fidente e lieto; i più dolci auguri ci spargono di rose la via, tutto splende intorno a noi, Dio ci benedice. Saremo felici. 

Vieni, mio adorato, mio signore, mia suprema dolcezza; ti aspetto come la viola aspetta il sole e ti amo dello stesso puro, fresco, fragrante amore. Chiudo gli occhi e ti vedo già vicino a me e porgo al tuo bacio sacro la fronte che ti adora.

Grazia tua

 

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