Mer 23 Agosto 2017

Le Tre Marie: Sandàlia racconta... la leggenda di Bortigali

 
Le Tre Marie: Sandàlia racconta... la leggenda di Bortigali
Statua Santa Mariedda - ph. Proloco Bortigali

miti e leggende

Il Comune di Bortigali appartiene con orgoglio all’associazione "Borghi Autentici d’Italia". Situato nella Regione del Màrghine, ai piedi del Monte Santu Padre, promuove e valorizza le sue bellezze storico-architettoniche e culturali, le sue tradizioni, e tiene in vita le leggende che da secoli aleggiano fra i suoi vicoli e la compagna circostante.

Una in particolare, curiosa - seppure esistente in altre varianti nell’isola -, coinvolge tre donne di nome Maria, ed è molto affascinante per la ricorrenza nella narrazione di numeri divini e alchemici: il 3 e il 7.

Il 3 è considerato numero perfetto dalla scuola pitagorica perché sintesi dell’1 (dispari) e del 2 (pari); dai cinesi perché rappresenta la totalità cosmica cielo-terra-uomo, e dal Cristianesimo perché espressione della Trinità. Il 7 invece ha un significato esoterico legato all’universalità, ma anche divino perché Sette sono i sacramenti, i peccati capitali e i giorni della Creazione nella Bibbia.

Ebbene, la leggenda di Bortigali delle tre Marie è ricca di simbologie numeriche divine, e non a caso, narra di come la chiesa di Santa Maria di Sauccu sia stata costruita per volontà divina. 

Un tempo, a circa tre chilometri dall’attuale Bortigali esisteva un paese chiamato Berre, andato completamente distrutto per cause naturali mai accertate. Alcuni abitanti parlano dello straripamento del fiume Murtazzolu, altri dell’avvento della peste, fatto sta che all’unanimità si ritiene che Berre fosse il primo nucleo abitativo di Bortigali.

Dal devastante evento si salvarono solo sette famiglie che formarono i primi abitanti dell’attuale borgo. Secondo la leggenda da ciò deriva il nome attuale del rione chiamato “Sette Padeddas”, cioè “sette fuochi, sette famiglie”.

In queste famiglie c’erano tre donne di nome Maria sposate con tre pastori. Una notte verso le 3 del mattino, ciascuna di esse sognò una donna vestita di bianco e d’azzurro, che chiedeva alla sognatrice di raggiungere il mattino dopo il proprio marito al pascolo, e di cercare sotto una pianta di sambuco con in mezzo una lunga pietra una statua.

Le Marie domandarono durante il sogno - “Chi siete voi?” e la donna rispose “Sono Santa Maria di Sauccu e dove troverete la mia statua costruirete la mia chiesa, e ogni anno mi farete le novene e la festa dell’8 settembre”. 
Il giorno seguente le tre Marie parlando si accorsero di avere avuto la stessa visione. Leste corsero dai mariti. Ascoltata la storia gli uomini dapprima le derisero e poi dissero “Andiamo a guardare, tanto non perdiamo nulla!”. Allora tutti si incamminarono e meraviglia: trovarono la statua della Santa nel luogo indicato.

Da quel momento secondo la leggenda iniziò la costruzione del santuario di Santa Maria di Sauccu, nel cui onore ancora oggi si celebra la festa che ha inizio il 7 settembre e che continua con la novena.

Nei gosos tramandati di generazione in generazione, cantati durante i festeggiamenti, c’è un chiaro riferimento alla leggenda: “in Sauccu a tre Marias sos bostros designos dezis, et ad ipsas incumandezis s’idea preedidada…amparadenos” (in Sauccu a tre Marie hai dato i tuoi disegni e a loro hai affidato l’idea premediata…proteggici).

Secondo la descrizione della festa di Santa Maria di Sauccu riportata dal Bottiglioni, e dal sacerdote Salvatore Merche, la processione che accompagna la statua di Santa Mariedda durante le celebrazioni (quella ritrovata in base alla storia) fino agli inizi del ‘900 partiva verso le 3 del mattino: proprio l’ora in cui sognarono le 3 Marie.

 

 

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