Ven 23 Giugno 2017

Barbara Pala e Antonella Tedde, dall'Isola alla Milano Fashion Week

 

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L’appartenenza alla tradizione sarda reinterpretata in chiave moderna. Il bianco e il nero e i colori a tinte forti, i volumi ispirati a Costantino Nivola e i dettagli dell’abito tradizionale sardo. Per la fashion designer Barbara Pala e la modellista Antonella Tedde, anima del progetto di moda sartoriale Lab PLATDD di Macomer, giocare con i tessuti naturali è fondamentale.

«La cultura dell’Isola è presente e assolutamente evidente anche nella nostra ultima collezione. L’abbiamo però reinterpretata in chiave moderna, affinché anche chi non è sardo la possa capire e indossare».

Nascono così oggetti e abiti unici e originali. I cuscini, i gioielli, i quadri tessili, gli abiti, le collane di matasse di filo colorato «che poi depuriamo con delle perle di ceramica, realizzate dal ceramista Walter Usai, oppure con i gioielli d’argento dell’orafo Nanni Rocca». «Nelle collane è palese la cultura sarda, perché utilizziamo il bottone tipico di Ittiri e anche la collezione moda nasce dall’abito tradizionale. Ne abbiamo ripreso le forme, riadattandole ad una linea moderna. Molte delle nostre realizzazioni artistiche nascono dal riciclo dei nostri scarti. Utilizziamo i rimasugli, i ritagli delle cimose per creare pezzi artistici che diventano pezzi unici».

Barbara Pala ha 35 anni, sposata da un anno, si è formata all’Istituto Marangoni di Milano. Grazie a una borsa di studio vinta con Elle in collaborazione con la Domus Accademy, ha frequentato il Master in Fashion design. «Avevo già iniziato a lavorare con Antonella, che da sola ha portato avanti il progetto mentre io ero a Milano. Poi, quando sono tornata in Sardegna, abbiamo ufficializzato la collaborazione lavorativa».

Antonella Tedde di anni ne ha 47. Da tempo vive a Macomer, è sposata, ha due bambini. «La mia formazione è avvenuta a Firenze. Ho avuto varie esperienze in Toscana e poi ho aperto un laboratorio a Borore, alla fine degli anni Novanta. All’inizio della mia esperienza ero da sola. È un lavoro che faceva mia mamma. Sono appassionata da sempre di modellistica».

Una collaborazione tra due figure professionali completamente differenti, ma che si completano. L’incontro creativo avviene nel 2007: «Barbara è la cugina di primo grado di mio marito, ci conoscevamo – mi racconta Antonella Tedde –.  Un amico mi chiese di realizzare una piccola sfilata, ma non avevo tutti i pezzi pronti, avevo necessità di una persona che mi aiutasse a confezionarne nuovi, a finirne altri. Conoscevo Barbara, sapevo che era una designer, e quindi l’ho contattata». «Mi piaceva lavorare insieme a lei, perché ha sempre mostrato apertura mentale. Le sarte antiche, legate alla tradizione, erano restie a realizzare alcune mie idee, forse troppo innovative. Così è iniziato il nostro percorso». Nel 2009 nasce Lab PLATDD, il progetto che le ha portate a vincere, a settembre dell’anno scorso, il concorso nazionale Young Italian Taylors, organizzato da Confartigianato Moda e quindi a partecipare alla settimana della moda Milanese.

«Barbara dovrebbe essere la parte artistica dell’azienda, colei che disegna – spiega Antonella – . Io, invece, metto in pratica l’idea, realizzo il modello in carta, lo ritaglio e lo confeziono. Ma il nostro punto di forza è questo: non c’è prevaricazione l’una su l’altra, lasciamo spazio all’idea. Non ci fissiamo rigidamente, ma ascoltiamo il parere di ciascuna».

 

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