Ven 28 Aprile 2017

La fede sarda tradizionale: simbologia e modelli

 

gioielli

Il cerchio simboleggia la perfezione divina e l’eternità, le microsfere invece, i chicchi di grano, augurio di prosperità per la coppia ed evocazione dell’unione profonda fra l'uomo, la donna e la loro terra: la Sardegna. Non manca proprio nulla alla fede sarda per sugellare un legame d’amore.

Lungi dall’essere un semplice gioiello, il suo significato simbolico è dirompente e la circonda di un’aura magica, di un potere celeste che secondo la tradizione è in grado di unire per sempre, di superare gli ostacoli incontrati dall’amore terreno, minacciato dalle debolezze umane.

La leggenda vuole che la fede sarda provenga dalle mani delle janas, che intessendo fili d’oro e d’argento realizzavano piccoli gioielli destinati a impreziosire il "dito d’oro" della ragazza da chiedere in sposa (l’anulare), affinché la magia dell’amore, leggera come una piuma, risalisse la piccola arteria ivi pulsante fino al cuore.

La fede sarda non è solo un gioiello simbolico, perché riveste un grande valore affettivo. Le fedi vengono tramandate di madre in figlia per generazioni, in occasioni molto importanti dal punto di vista emotivo: il fidanzamento ufficiale o la nascita del figlio primogenito. Questi monili sono inoltre assai preziosi, pregiati per la lavorazione quanto per i materiali utilizzati.

La fede sarda “veste” il dito come un bell’abito. La filigrana di oro giallo o argento ricorda un merletto, e le microsfere sembrano piccoli bottoni che celano il segreto di una lavorazione così bella, da sfiorare quella perfezione divina, che fin dalle origini l’anello si propone di rappresentare.

Oggi ai modelli più semplici, quelli a nido d’ape o a foglia, gli orafi aggiungono volentieri corallo, pietre e motivi originali, ma l’armonia di forme essenziali delle fedi tradizionali è unica, e si presenta così.

I modelli a nido d’ape sono formati da minuscoli ricci di filigrana che realizzano quello che sembra appunto un nido di api, i modelli a foglia invece, presentano piccole palmette. Elemento distintivo che accomuna entrambi gli esemplari sono le microsfere.

La fede sarda nuorese si compone di una lastra, che ne delimita i bordi, e da un “gambo” ottenuto con 5 fili d’oro situato nella parte inferiore dell’anello, che si forma progressivamente grazie al restringimento del motivo centrale. Il gambo così realizzato caratterizza anche il modello ogliastrino e quello selargino, mentre nel modello campidanese –quello più diffuso nell’isola-, il gambo è un pezzo separato fuso dietro la fascetta, dalle sembianze ritorte a formare un 8 (il simbolo dell’infinito).

Le fedi campidanesi sono costituite da una fascia romboidale sulla quale si compone il motivo centrale, formato dalle microsfere saldate ad arte. Tutt’attorno infine, il motivo si dipana in delicate foglioline che chiudono il perimetro dell’anello.

La fede selargina rimanda subito ad uno dei matrimoni più conosciuti dell’isola –quello selargino appunto- tutt’ora celebrato secondo l’antico rito. Questi anelli hanno una lavorazione molto raffinata e le loro caratteristiche primarie sono la leggerezza e la trasparenza.

Gli anelli selargini sono realizzati alternando fii lisci e intrecciati, accostati l’uno all’altro e saldati, sui quali viene creata una rete di granuli di media grandezza che vanno a costituire la trama di granulazione, molto fitta.

Come distinguere un modello originale da uno industriale? Nella fede sarda originale il gambo è perfettamente chiuso al centro, e tutti i modelli citati raramente presentano sbavature, nonostante la difficoltà di lavorazione. Le fedi sarde originali sono opere minuziose di gioiellieri esperti, ai quali si consiglia di rivolgersi sempre per evitare di indossare anonimi fac-simile.

 

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