Gio 27 Luglio 2017

Sardegna e Okinawa: Isole Gemelle sul filo della tessitura

 
Sardegna e Okinawa: Isole Gemelle sul filo della tessitura
Laboratorio di Okinawa dove si tesse il bashofu, la fibra di banano

tradizioni

C’è un filo invisibile, lungo migliaia di chilometri che unisce la Sardegna e l’arcipelago giapponese di Okinawa. Una linea trasparente, che cavalca le onde del Mediterraneo e raggiunge l’Oceano Pacifico. Cosa accomuna due Mondi così lontani? A quanto pare molte cose, e il progetto “Isole Gemelle” portato avanti da Stefania Bandinu, dimostra che le apparenti diversità celano intuizioni, arti e culture incredibilmente simili.

Stefania Bandinu ha 36 anni ed è originaria di Nuoro. È un’artista-artigiana autrice di caratteristici e inediti gioielli “narrativi”, come quelli appartenenti alla collezione “Janas”, che raccontano storie, lavorano sulla memoria, composti da metalli abbinati ad altri materiali e illustrazioni come carte geografiche (o nel caso di "Janas" a tessuti"). Qualcuno ricorderà che Janas” è anche il film che poco meno di due anni fa ha fatto il giro delle sale cinematografiche sarde, raccontando l’arte della tessitura in Sardegna. Un’opera eccellente, documentaristica e completa, che ha richiesto molto impegno per essere partorita. Stefania ha visitato vari Comuni dell’isola, tra cui Samugheo, intervistato tessitori, raccolto pezzi di tessuto, ma la fatica ne è valsa la pena.

L’artista ha voluto dedicare un’opera alla sua Sardegna, che grazie alla riprese dei registi Giorgia Boldrini e Giulio Filippo Giunti ha raggiunto un successo inaspettato ma sperato. Dalla proiezione del dvd infatti la pagina Facebook “Janas, Storie di donne, telai e tesori” si è arricchita di utenti fino a diventare una vera e propria community di appassionate e appassionati di tessitura.

L’onda di “Janas” non si è fermata sui Social. Racconta Stefania che «un giorno il dvd è finito nelle mani di Nanako una donna giapponese amante della Sardegna e delle tradizioni tessili. Di lì è arrivato ad una tessitrice di Okinawa, che l’ha spedito ad una docente dell’Università degli Studi dell’omonima isola».

Il viaggio nel gemello arcipelago giapponese inizia qui. L’interesse suscitato dalle tradizioni sarde è stato talmente alto che il film verrà proiettato all’Università di Okinawa (dov’è attivo un corso di laurea in design tessile) e al Museo della Tessitura di Okinawa a fine anno. Il felice incontro fra due culture legate dal filo invisibile della tessitura ha stimolato anche nuove idee.

«È nata l’idea di un secondo progetto, di una nuova collezione di gioielli e di un secondo film chiamato “Isole Gemelle”, che potremo vedere in Europa in Festival, mostre tematiche e Fiere Internazionali dedicate al design a partire dal 2018. La Sardegna e Okinawa sono due Mondi molto simili, patrie gemelle della tessitura, in cui antichissime tradizioni sono ancora vive e i telai producono tesori dell’artigianato artistico e prodotti dal design innovativo. Le abitano le due popolazioni più longeve del Mondo, hanno paesaggi somiglianti e meravigliosi che si fa fatica a distinguerle, hanno storie millenarie, una cultura e una lingua autonoma».

Per realizzare in progetto "Isola Gemelle" sono necessari fondi, per questo la troupe di Janas ha avviato una compagna di crowfounding. Fra le ricompense per chi vorrà aderire ci sono gioielli artigianali, le caprette di Maria Lai, viaggi esperienziali e tante altre sorprese. Per la sua rilevanza a campagna è sostenuta da diversi testimoniali e da personalità legate all’universo della musica, della letturatura e della moda (Paolo Fresu,  Sonia Peana, Michela Murgia e Antonio Marras).

 

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