Lun 21 Agosto 2017

Sandàlia racconta...La leggenda delle fanciulle sacrificali del Golgo

 
Sandàlia racconta...La leggenda delle fanciulle sacrificali del Golgo
Golgo di Baunei - ph. sardegnadigitallibrary.it

miti e leggende

La leggenda delle fanciulle scarificali del Golgo è simile per interpretazione a molte altre narrate in Sardegna, perché simboleggia metaforicamente il trionfo del cristianesimo sui culti pagani. La religione che si impose sui riti antichi dell’isola è rappresentata nella storia che segue da San Pietro che, con il suo intervento, libera la comunità da un terribile Dio Serpente.

La vicenda è ambientata in uno dei luoghi più affascinanti del Baunese: il Monumento Naturale Su Sterru, gestito dalla Comunità Montana n° 11 dell’Ogliastra. Su Sterru è comunemente chiamata la Voragine del Golgo, ed è un inghiottitoio naturale a singola campata ritenuto fra i più profondi d’Europa. 

Si racconta che in tempi antichi vivesse fra le montagne di Baunei un enorme serpente, in grado di uccidere chiunque col solo sguardo e di devastare gli abitati con la sua furia ogni qualvolta ne avesse voglia, sterminando le greggi e i raccolti. L’unico modo per placare la sua rabbia era offrirgli ogni anni in sacrificio una fanciulla (in una diversa versione della leggenda le fanciulle sono 7), scortarla fino al Golgo e abbandonarla affinché il mostro se ne saziasse.

Un dì San Pietro, in visita in Sardegna nei pressi della Voragine, incontrò la ragazza di turno che piangeva disperata, seduta su una pietra in attesa del suo destino e le chiese: “Perché piangi?”. Ella rispose: “Piango perché devo essere sacrificata al serpente”. “Non disperare” – rispose il santo - “Stai tranquilla e torna a casa che io vi libererò da lui”.

Fu così che San Pietro si recò al monte in attesa del serpente, e all’improvviso, il mostro si fece avanti dalla fitta vegetazione. Senza timore, il santo gli andò incontro, lo afferrò per la coda e lo gettò a terra con violenza, dopo averlo fatto volteggiare in aria. La caduta fu talmente forte che il serpente sprofondò dando vita alla Voragine del Golgo. (Si tratta di una storia popolare naturalmente, perché Su Sterru in realtà si è formata a causa di fenomeni di erosione e da crolli delle pareti basaltiche).

Secondo la storia, grata della liberazione, la comunità di Baunei decise di costruire una chiesa dedicata a San Pietro, ancora oggi presente sull’altopiano. La leggenda delle fanciulle sacrificali ad ogni modo, ha dato origine ad un un modo di dire locale, che si utilizza quando avanza qualcosa da mangiare, cioè: Su prangiu de su colovru deppede bessire! (il pranzo del serpente deve saltare fuori!).

Per la sua difficoltà e per la pericolosità la Voragine del Golgo è accessibile solo agli specialisti (nel 1976 vi morì il giovane Antonio Carta nel tentativo di fotografarne l'interno). Le leggende però continuano ad aleggiare attorno all'abisso, e c'è chi dice che passando di notte nelle sue vicinanze si possano udire lamenti provenienti dall'interno: sarebbero anime infernali che cercano di comunicare col modo dei vivi.

 

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