Lun 21 Agosto 2017

L'Homeschooling è legale. L'Istruzione è d'obbligo ma non la Scuola

 
L'Homeschooling è legale. L'Istruzione è d'obbligo ma non la Scuola
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inocchio e Lucignolo, nella celebre fiaba di Collodi, trascorrevano buona parte del proprio tempo a progettare le giornate nel sospirato Paese dei Balocchi, in una ricreazione perenne.

Tutti noi ricordiamo il trauma infantile delle levatacce mattutine e le lunghe ore sui banchi di scuola tra maestre non sempre materne, preparate e coinvolgenti. Ma talvolta la realtà supera la fantasia ad ampie falcate, tanto da proiettarci sui lidi delle più moderne teorie pedagogiste secondo le quali la Scuola dell'obbligo è vicina alla sua fine naturale. O meglio, dando un'attenta lettura all'articolo 34 della Costituzione Italiana non sarebbe la Scuola ad essere obbligatoria bensì l'Istruzione, in senso infinitamente più lato.

In base alla stretta interpretazione della legge arriva, anche in Sardegna - benché stenti a proliferare - il fenomeno dell'educazione parentale, o Homeschooling, perché homeschoolers si definiscono quei genitori che impartiscono personalmente le proprie concezioni didattiche ai figli, sfumando nettamente il contorno tra attività educativa e istruzione. Ad oggi hanno abbandonato la scuola pubblica e paritaria 269 bambini della Primaria (le vecchie scuole Elementari), 339 ragazzi delle scuole medie e 341 ex iscritti ai Licei.

I forum d'opinione degli homeschoolers propongono un'assistenza continua a chi intenda intraprendere l'esperienza, in ogni regione d'Italia, mettendo a disposizione abbondante materiale divulgativo (a pagamento) proposte di uscite di gruppo per confronto, meetings periodici, opuscoli e manuali.
È certamente interessante valutare pregi e difetti dell'impresa. Il filo conduttore tra i genitori che scelgono l'Istruzione parentale è una brutta esperienza con la Scuola Pubblica e quella Paritaria.

Il pensiero di una delle mamme homeschoolers sintetizza i numerosi interventi delle altre: «La scuola pubblica omologa e livella le persone con l'impiego di un solo libro di riferimento. I bambini devono stare tutti seduti. I bambini sono etichettati come perdenti o vincenti dal sistema scolastico. Bene, i perdenti è meglio che studino a casa». 
Il sistema del 'Contro Scuola', che raccoglie l'esperienza di un gruppo di famiglie homeschoolers, propone una serie di attività parallele a quelle della scuola: viaggi, visite allo zoo e altre iniziative ludiche in risposta ad osservazioni come quelle di una mamma scettica. «Ci sono spunti interessanti ma mio figlio ad esempio non potrebbe fare assolutamente a meno dei suoi compagni di scuola. Con loro è felice, gioca durante e dopo scuola, litiga-media e impara a far la pace o a dimenticare, ma soprattutto attraverso loro impara: imitando un bambino ha iniziato a disegnare. Se avessi seguito le inclinazioni di mio figlio chissà ancora per quanto non avrebbe disegnato, nulla di che se ne faceva a meno, ma e' sempre uno strumento in piu'. Per ciò che riguarda il movimento, il viaggio e conoscere persone nuove si può fare al di la' della scuola, nei tre mesi di vacanza, ma anche andando a cena da un compagno che viene da Paesi lontani».

Più ostile si dimostra un'altra mamma che si dice certo interessata ad assecondare le inclinazioni naturali del proprio bimbo ma solleva un'obiezione precisa: «A scuola non si va solo per imparare discipline e concetti. A scuola si va anche per esercitare competenze sociali nel rapporto con gli altri. E i bambini moderni hanno già famiglie striminzite o monogenitoriali. Vogliamo proprio ridurli all' eremitaggio?».

Non trovano mai risposta però quesiti concreti come la difficoltà oggettiva di genitori che, seppur sinceramente interessati all'iniziativa, sono entrambi lavoratori e non potrebbero occuparsi dell'istruzione parentale, questo target genitoriale non sembra preso in considerazione.
Positiva l'esperienza di una mamma sarda, dell'hinterland cagliaritano, che riporta entusiasta: «Ho già cominciato con l’homeschooling coi miei ultimi quattro bambinini. Credo fermamente nella mia scelta quindi, nonostante sia ancora 'alle prime armi', e sarei ben felice di mettermi a disposizione per sostenere questo grande progetto».

Un papà di Nuoro chiede consiglio, assolutamente interessato all'iniziativa: «Vogliamo prendere tutte le info per poter fare homeschooling a nostra figlia, ma qui a Nuoro non sappiamo come fare e se ci sono famiglie che lo hanno già fatto. Siamo convinti sia la scelta migliore ma abbiamo bisogno di aiuto».
Non è possibile liquidare la tematica con considerazioni aprioristiche, specie in tempi in cui il bullismo e le frequenti esperienze negative legate alla dimensione scolastica pongono più di un interrogativo. L'emergenza educativa esiste, è palpabile, e ogni ipotesi è da valutarsi con grande serietà dal momento che si parla dello sviluppo del bene più grande, il proprio figlio.

Cosa si nasconde, quindi, dietro l'aumento significativo di questo fenomeno? Il filo conduttore, tra i genitori che scelgono l'Istruzione parentale, è una brutta esperienza con la Scuola Pubblica e quella Paritaria. É presto per dire se l'Homeschooling sia una terra di mezzo in cui i problemi sono solo rinviati. I tempi non sono maturi per stilare una casistica di successi o fallimenti in direzione dell'educazione parentale. Difficile azzardare giudizi univoci dietro scelte che coinvolgono una lunga serie di fattori. Certamente i casi sempre più diffusi di maltrattamenti da parte degli insegnanti tra i banchi, specie della scuola primaria e l'imperversare di altrettanti casi gravi di bullismo tra studenti non sono aspetti secondari che spingono alla sicurezza di un contesto familiare per l'apprendimento.

Ma altri sono gli elementi che concorrono ad abbandonare la forma di istruzione pubblica da parte dell'alunno domestico. Tra essi la realtà di numerosissime famiglie affogate dalle spese. I materiali scolastici, i trasporti, i viaggi di istruzione, la schiavitù dei corredi da cancelleria dei marchi più in voga, la mensa incidono in maniera significativa sul bilancio familiare.

Difendersi o imparare, socializzare o puntare alla propria incolumità? Certo l'educazione parentale é una macchina formativa funzionale al suo tempo, ma sarà sufficiente questa rivoluzione pacata e solerte a dire la parola definitiva contro gli episodi della mala scuola? L'emergenza educativa è palpabile e forse l'homeschooling sarà l'ago della bilancia di una nuova calibrazione delle priorità per la scuola e la famiglia italiana.

 

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