Mer 24 Maggio 2017

Marisa Pavan. La prima attrice sarda nominata agli Oscar

 
autore di Manuela Stacca |
Marisa Pavan. La prima attrice sarda nominata agli Oscar
ph. Jane Allen - marisapavan.com
Tempo di lettura: 4 minuti

A

ll'inizio ha vissuto all'ombra della sorella gemella Anna Maria Pierangeli, ma alla fine, insieme alla grande Anna Magnani, è stata la prima attrice italiana a ricevere una nomination agli Oscar. Altera, schiva, ambiziosa ma per nulla attratta dal mondo dorato di Hollywood, Marisa Pavan era molto diversa dalla sorella, più ingenua ed espansiva, sognatrice e vulnerabile, che passò alla storia come l'unico grande amore del divo ribelle James Dean.

Maria Luisa Pierangeli (questo il suo vero nome) nasce a Cagliari il 19 giugno 1932, venti minuti dopo la sorella gemella Anna Maria. A soli tre anni lascia la Sardegna e si trasferisce con la famiglia a Roma. Nella capitale, la giovane Maria Luisa studia lingue straniere, a differenza della sorella che preferisce le arti, come la pittura e la scultura. 

Nel 1948 avviene la svolta. Vittorio De Sica scopre Anna Maria, che ottiene un ruolo da protagonista in Domani è troppo tardi, al fianco dell'attore. Il film ha un enorme successo e, notata dalla Metro Goldwyn Mayer, ottiene un contratto di 7 anni a Hollywood.

Maria Luisa non è interessata alla carriera di attrice, ma nel 1950 segue la sorella in California, insieme alla madre Enrica e alla sorella minore Patrizia, in assenza del padre, morto da qualche anno. «Nostro padre è morto a 40 anni quando noi ne avevamo 15. La presenza dell'uomo in famiglia noi non l'abbiamo mai avuta, siamo cresciute in un ambiente tutto al femminile. Mamma ci ha fatto da padre e da madre ed è stata il nostro unico modello parentale. Siamo state donne combattenti e siamo riuscite a sopravvivere. Ci siamo battute come uomini», racconta l'attrice.

Anna Maria assume il nome “Pier Angeli” e in poco tempo diventa una star. Maria Luisa, invece, continua a studiare lingue e giornalismo lontana dai riflettori. La sua carriera cinematografica, infatti, ha inizio con un piccolo scherzo, orchestrato dal produttore americano Albert Romolo Broccoli, amico di famiglia, che le chiede di recitare per gioco davanti a un pubblico sconosciuto. Maria Luisa accetta e senza rendersene conto si ritrova negli studi della 20th Century Fox per fare un provino con il regista John Ford, che la sceglie per il suo nuovo film Uomini alla ventura (1952).

«Non avrei mai immaginato che un semplice e stupido gioco avrebbe dato inizio, un giorno, alla mia carriera di attrice», dice Maria Luisa che, nonostante l'iniziale disinteresse, si scopre sempre più appassionata alla recitazione. A differenza della sorella gemella, però, decide di non firmare alcun contratto esclusivo e assume un agente. È in questo momento che Maria Luisa diventa Marisa Pavan, in onore di un ufficiale ebreo che la sua famiglia aveva nascosto durante la Seconda Guerra Mondiale, e del quale l'attrice era rimasta affascinata.

Nel 1953 conosce l'attore francese Jean-Pierre Aumont, che sposerà tre anni dopo il 27 marzo 1956 a Santa Barbara. Di lei, il marito disse: “Ha una mente molto profonda e una vera maturità che nessuno ha mai notato”. È proprio insieme al marito che Marisa torna nuovamente nella sua terra d'origine, la Sardegna. La prima impressione di Cagliari non è però entusiasmante. La definisce infatti una città “non proprio bella” ma rimane colpita dalla bellezza della costa isolana.

Il 1956 è un anno importante per Marisa e per la sua carriera. L'anno prima viene scelta per interpretare la figlia di Anna Magnani ne La rosa tatuata, scritto su misura dal drammaturgo Tennessee Williams per l'attrice romana. Il trionfo della pellicola è senza eguali: la Magnani ottiene la nomination agli Oscar come Miglior attrice protagonista, mentre Marisa ottiene quella come non protagonista.
Quella notte, il 21 marzo 1956, Marisa non vince l'ambita statuetta (conquisterà invece un Golden Globe) ma sale comunque sul palco per ritirare l'Oscar della Magnani, rimasta a casa per scaramanzia. Una serata “magica”, come verrà definita anni dopo dall'attrice sarda, che all'annuncio di Jerry Lewis della vincitrice si precipita sul palco, dimenticando persino il discorso preparato di ringraziamento. Da quel momento seguono una serie di pellicole americane, che la vedono al fianco di Gregory Peck (L'uomo dal vestito grigio, 1956), Lana Turner (Diana la cortigiana, 1956), Tony Curtis (Mezzanotte a San Francisco, 1957) e Yul Brynner (Salomone e la regina di Saba, 1959).

Mentre Marisa vive a Parigi una vita stabile con il marito e i due figli, Jean-Claude e Patrick, la sorella Anna Maria inizia a mostrare segni preoccupanti a causa della carriera in declino, della morte dell'amato James Dean - mai accettato da Enrica e Marisa - e dalla fine di due matrimoni (il primo con Vic Damone, il secondo con Armando Trovajoli).
Anna Maria cade così in depressione, soffre di attacchi di panico, comincia a bere e a nulla serve l'aiuto di Marisa (che si occuperà anche del figlio Andrew) e dell'amica Debbie Reynolds, che cercheranno in tutti i modi di reintrodurla a Hollywood. Nel 1971 verrà trovata morta nella sua abitazione a Beverly Hills, si presume a causa di un errato dosaggio di farmaci.

Al contrario della sorella, Marisa non sarà mai ossessionata dal successo. Negli anni '60 si allontana dal cinema e inizia a lavorare in televisione. Una delle sue ultime pellicole, la vede al fianco di Marcello Mastroianni in Niente di grave, suo marito è incinto (1973).

 

Attualmente Marisa vive a Gassin, in Francia, e si occupa di eventi benefici e di raccolte fondi per la ricerca per l'Alzheimer. In Italia ha fatto ritorno nel 2010, in occasione di una mostra dedicata alla carriera della sorella. Entrambe, per anni, sono state dimenticate dal nostro paese e solo di recente si è iniziato a compiere un'operazione di recupero per ricordare Anna Maria e di riconoscimento nei confronti di Marisa, di due attrici sarde che hanno lasciato un segno nella storia del cinema internazionale.

 

©Riproduzione riservata

 

Tags: cinema   storie di donne