Ven 23 Giugno 2017

La pietra del paragone di Rossini in versione tecnologica

 

dietro le quinte

Qualunque sia la vostra idea di un’Opera lirica, dimenticatela. La pietra del paragone in scena al Teatro Lirico di Cagliari, grazie all’innovativa regia di Giorgio Barberio Corsetti e Pierrik Sorin, è quanto di più lontano si possa immaginare dall’idea comune di una rappresentazione operistica. Maquette, chroma key, split screen e combinazione di piani cinematografici disegnano una scenografia tecnologica che sbalordisce. Non a caso è firmata da due tra i principali esponenti del teatro di ricerca.

L’opera giovanile di Rossini, che rompeva gli schemi già al suo debutto nel 1812 rappresentando – fatto inusuale - scenari della contemporaneità, ora diventa futuristica. Le telecamere ai lati del palco riprendono piccole scenografie e le proiettano sul fondo dello scenario, sovrapponendo su grandi schermi l’immagine dei cantanti. La visione è multipla, caleidoscopica, e i primi piani costringono ad una recitazione completamente inusuale per un palco teatrale. Dal gesto ampio si passa alla messa in scena del dettaglio e il teatro diventa cinema. Gli effetti illusori e la magia antica dell’Opera si sposano con la tecnologia contemporanea e ci restituiscono le atmosfere dei film americani anni Sessanta con i costumi (di Cristian Taraborrelli) alla Jackie Kennedy e i colori acidi e squillanti della Pop Art.

Il dramma giocoso inaugurò il successo di un Gioachino Rossini appena ventenne che, grazie anche alla comicità del testo del libretto di Luigi Romanelli, conquistò il Teatro alla Scala dove ci furono 53 repliche. La fama delle Opere successive del compositore oscurarono questo dramma giocoso che venne quasi dimenticato.

Il Teatro Lirico di Cagliari lo mette in scena per la prima volta e lo ha fatto con la direzione d'orchestra del Maestro Francesco Ommassini e l’applauditissima coproduzione del parigino Théâtre du Châtelet e il Regio di Parma che ha vinto il "Premio Abbiati 2007" quale miglior allestimento per regia, scenografie e video. Uno spettacolo capace di inchiodare alle poltrone anche i bambini a cui, non a caso, il Teatro ha dedicato diverse repliche con rappresentazioni ridotte e accompagnate dal racconto di Massimiliano Medda nei panni di un comico Rossini narrante.

La storia è rocambolesca e racconta di intrighi, amore, falsità e smascheramenti. Il conte Asdrubale (interpretato nel primo cast da Gianluca Margheri e, nel secondo, da Alessandro Abis) ha una corte vivace di amici e spasimanti. Come scoprire se amicizia e amore sono autentici o se mirino tutti solo alla sua ricchezza? Lo svelerà un intrigo degno della pietra del paragone, il minerale che si usa per verificare se un oggetto è in vero oro. Si fingerà povero e tutto diventerà chiaro. Sarà allora la volta della marchesa Clarice (Aya Wakizono/Irene Molinari) verificare l’autenticità dell’amore del conte. Una nuova pietra del paragone. Tutto si conclude – come è ovvio per un’Opera buffa – con un lieto fine.

A raccontarcelo, in questa video intervista dietro le quinte del teatro, è Massimiliano Medda che giovedì alle 17 presenterà la versione ridotta per bambini e famiglie (con ingresso al costo di 5 euro) che sarà replicata venerdì alle 11 per le scuole. La versione integrale, invece, andrà in scena stasera e venerdì alle 20.30 e domenica alle 17.

 

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