Mar 22 Agosto 2017

Falstaff, l'eredità spirituale di Verdi in un'Opera comica

 

dietro le quinte

Il 10 febbraio del 1893 la Gazzetta Piemontese, descrivendo la prima del Falstaff al Teatro alla Scala di Milano della sera precedente, raccontò dello stupore del pubblico che si trovò “dinnanzi a un Verdi che non sospettava”. La novità che sbalordì gli spettatori è che l’ottantenne Giuseppe Verdi, in quella che rimarrà alla storia come la sua ultima opera, potesse cambiare totalmente genere, passando dalla tragedia alla commedia e con un libretto talmente ironico (Arrigo Boito si ispirò a Le allegre comari di Windsor oltre che, parzialmente, a Enrico IV di Shakespeare) da strappare grasse risate al pubblico. Fu un successo clamoroso. Verdi venne trascinato a forza al proscenio e la Gazzetta racconta una standing ovation in cui “in platea si grida, si picchia coi piedi, si battono furiosamente le mani”.

In realtà non era la prima volta che Verdi si cimentava con l’opera comica. Nel 1840 aveva avuto uno sfortunato esordio con Un giorno di regno la cui memoria è stata cancellata da un’intera produzione lirica dedicata al melodramma.

Dopo 45 anni da quella clamorosa prima alla Scala, Falstaff giunse anche a Cagliari. Era il 1938 e il palco era quello del Teatro Civico. Da allora ci sono state 5 edizioni cagliaritane e domani al Teatro Lirico andrà in scena la sesta con la prestigiosa regia di Daniele Abbado, la direzione d’orchestra di Donato Renzetti e le scene minimaliste di Graziano Gregori che ha allestito un palco inclinato regalando agli spettatori la sensazione di una visione quasi dall’alto della Taverna della Giarrettiera e delle altre stanze in cui si svolge quest’opera buffa.

La storia è quella del grasso e borioso Sir John Falstaff (interpretato nel primo cast dal baritono Roberto De Candia che ci ha accolto in questa video intervista dietro le quinte durante l’intervallo delle prove generali). 
Con l’intenzione di rifarsi economicamente, Falstaff tenta di raggirare due dame facoltose, Alice Ford (interpretata nel primo cast da AlexPenda, nel secondo da Cinzia Forte) e Meg Page (Chiara Marù/Veta Pilipenko). Scoperto l’inganno, le due signore decidono di vendicarsi escogitando una burla. Intanto il marito di Alice, in accordo col Dottor Cajus (Enrico Zara) e i servitori di Falstaff, preparano a insaputa delle donne un altro tranello. Ma questo è solo il primo dei due intrecci di beffe ed equivoci. Nell’ultimo atto, insieme a Falstaff, pure Ford (Thomas Tatzl/Luca Grassi) e Dottor Cajus diventano vittime d’una macchinazione messa in piedi dalle donne.

Così, paradossalmente, l’intera produzione teatrale di Verdi si chiude con un coro che proclama: «Tutto nel mondo è burla. Tutti gabbati! Tutti gabbati!» in un cinico “lieto fine” che rappresenta magnificamente il testamento artistico del geniale compositore, ma anche la fine di un’epoca, l’Ottocento, con i suoi fasti romantici e le speranze risorgimentali, anticipando, con intuito senza pari, le problematiche esistenziali del secolo a venire.

 

 

Orari delle rappresentazioni al Teatro Lirico di Cagliari

 

 

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