Mar 28 Marzo 2017

"Di questo amore non si deve sapere". Il segreto di Lenin

 

libri che passione

"9 ottobre 1920, le otto del mattino. A Mosca le notti d'autunno sono lunghe e la luce del giorno non ha ancora invaso le strade. Alla stazione Kazanskij un uomo cammina su e giù per la banchina, di tanto in tanto alza gli occhi, si guarda attorno, poi li riabbassa e riprende a camminare". 

Comincia così, dalla fine di una storia appassionante e segreta iniziata nel 1909 in un fumoso Cafè parigino e conclusa in una fredda mattina di una stazione di Mosca, l'ultimo libro di Ritanna Armeni, Di questo amore non si deve sapere (ed. Ponte alle Grazie).

L’uomo che con gli occhi rossi di pianto aspetta la bara del suo grande amore è Vladimir Il'ič Lenin, il padre della rivoluzione bolscevica, e lei è Inessa Armand, una donna di incredibile fascino e straordinaria modernità, intelligente, colta, spregiudicata e volutamente dimenticata dalla storia. Del suo legame con Lenin non si doveva parlare e tantomeno scrivere. Le pagine di Ritanna Armeni restituiscono diritto alla memoria di un pezzo di storia dimenticato, ricostruendo la vita di una donna libera, fuori dagli schemi che non si è mai piegata ai diktat delle etichette sociali e politiche. Inessa era una rivoluzionaria di origini aristocratiche, moglie di un ricchissimo industriale russo e madre di cinque figli, parlava quattro lingue, suonava il piano con riconosciuto talento ed era impegnata nella lotta per i diritti delle donne, ma il suo legame con Lenin, seppure fortissimo, totale e disperato, era da nascondere perché socialmente inaccettabile. Nessuno poteva farne cenno anche se, in realtà, si trattava  di un fatto noto a tutti, compresa la moglie di Lenin al cui fianco, durante i funerali di Inessa, il maggiore leader rivoluzionario del Novecento si sciolse in un pianto disperato e senza freni. Per suo volere, il corpo di Inessa è sepolto davanti alle mura del Cremlino, vicino a John Reed, come in una palese dimostrazione di quello che era il ruolo di questa donna aldilà del silenzio e dell’ipocrisia. Un ruolo per cui, se è vero ciò che racconta lo storico Louis Fischer, da allora il capo dell'Urss non avrebbe più amato nessuno, «nemmeno se stesso».

Ritanna Armeni, che ha seguito le sue tracce partendo dalle poche testimonianze esistenti e ripercorrendo i suoi passi in Europa, le ridà voce restituendoci il ritratto dolce e indomabile di una donna che più che al passato sembra appartenere al nostro futuro. Inessa lascia alle donne un’eredità spirituale racchiusa in un messaggio che l’autrice, ospite del Festival letterario Éntula, organizzato dall'associazione Lìberos, ci racconta in questa video intervista girata alla Locanda dei Buoni e Cattivi a Cagliari.

Ritanna Armeni, scrittrice e giornalista professionista, ha condotto con Giuliano Ferrara la trasmissione di La7 Otto e Mezzo. È stata caporedattrice al periodico Noi donne, al Manifesto, L’Unità, Rinascita e al quotidiano Il Riformista. Nel 1998 è stata portavoce dell’ex Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, del quale ha curato, con Rina Gagliardi, il volume Devi augurarti che la strada sia lunga.
Tra le varie opere, con Ponte alle Grazie ha pubblicato La colpa delle donne (2006), Prime donne. Perché in politica non c'è spazio per il secondo sesso (2008), Parola di donna. Le 100 parole che hanno cambiato il mondo raccontate da 100 protagoniste (2011).

 

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