Mar 28 Marzo 2017

Quando Troia era solo una città. L'Iliade e la caduta delle Dee

 

libri che passione

Perché la parola "Troia", che una volta indicava una delle più belle città del mondo antico, è diventata un epiteto ingiurioso per una donna? Che cosa a che fare questo mutamento di significato col processo antropologico di evoluzione culturale?

Mirella Santamato, scrittrice e giornalista romana, nel suo ottavo saggio dal titolo volutamente provocatorio (Quando Troia era solo una città, Uno editori) racconta di come l’Iliade descriva il processo di evoluzione dell’umanità e dell’organizzazione sociale. Un processo segnato dal passaggio da una società matrilineare a una patriarcale in cui la divinità della donna venne annullata e demonizzata. Questo passaggio, che segna l’abbandono di un sistema sociale basato sulla cooperazione per uno incentrato sul dominio e lo sfruttamento delle persone, ha cambiato le sorti dell'umanità permanendo, con le sue tragiche conseguenze, sino ad oggi.
La ricerca dell'autrice, che tra le sue pagine fa spesso riferimento anche alla Sardegna, porta – secondo Mauro Biglino che ha curato la prefazione – “a rivoluzionarie scoperte per aiutarci a scoprire il mondo antico e a decodificare i molti enigmi del mondo moderno”.

Ospite a Cagliari in un incontro organizzato dalla Prefetta Giuliana Perrotta per la Festa della donna, l’autrice ci racconta il significato della sua opera.

 

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