Lun 21 Agosto 2017

Le poesie di Andrea Melis, un esperimento tra letteratura e marketing

 

libri che passione

È una sera di luglio e, in mezzo al vociare caotico e rumoroso della piazza virtuale di Facebook, appare all’improvviso un post che sembra una finestra aperta in un mondo che viaggia a un altro ritmo. È un live di Andrea Melis, scrittore, grafico, operatore di call center, padre e molte altre cose.

Andrea sta inquadrando tutte le sfumature di un cielo infuocato al tramonto in un luogo di cui si perdono i confini. Mentre inquadra la distesa rossa tra terra e cielo, all’improvviso appare un ragazzo che suona un’arpa elettronica. Lo spettacolo è di una bellezza sbalorditiva e, mentre Andrea inquadra il Sole che scompare tra corde dell’arpa, la musica si sparge su quello che - scoprirò poi - è l’altipiano della Giara di Gesturi. I like e i commenti scorrono inarrestabili in coda alla finestra del live. Cosa sta succedendo? Cos’è tutta questa bellezza? Per chi? Cosa stanno facendo?

La performance di Raoul Moretti da inizio a una sorytelling con cui Andrea sta tenendo incollati i suoi amici al suo profilo FB dal primo luglio. Un post al giorno pubblicizza un libro che ancora non c’è col supporto di venti artisti (come Tiziana Troja, Monica Twins Tronci, Giorgia Atzeni, le ceramiste Ariu, Francesca Saba, Chiara Figus, Francesco Medda, Giacomo Casti e tanti altri). L'operazione di marketing ha trasformato in un brand un un libro di poesie. Quello che lui stesso definisce "il genere più bullizzato della letteratura". Ma se nessuno ci avrebbe scommesso, ora c'è da ricredersi perché Bisogni, una raccolta di 50 “poesie urgenti d’amore, di lotta e di sogni” ha già una platea pagante che aspetta la sua copia.

Il volume, che in copertina mostra un cane che lascia in terra i suoi bisogni a forma cuore, uscirà a settembre. Sino al 31 luglio una campagna di crowdfunding sostiene un progetto che sovverte le normali fasi di gestazione della pubblicazione di un libro. Come in un gioco a piramide rovesciata, qui c’è prima la vendita, la distribuzione, le recensioni e la presentazione rispetto alla pubblicazione del volume. Trasformare i like nel gesto concreto del pagamento del prezzo di copertina sembra quasi utopia. Ma lui c’è riuscito. La quota dei 2 mila euro prefissata è stata raggiunta e sino al 31 sarà ancora possibile partecipare al crowndfunding aggiudicandosi in anteprima il libro che verrà stampato col self publishing. Il ricavato di questo progetto andrà a finanziare il prossimo lavoro in cui Andrea raccoglierà i dialoghi magico-surreali, ma anche molto concreti, con sua figlia. Matilde è una bambina che si domanda cose come “Papà, perché nelle favole ci sono sempre le streghe e non gli streghi?”.

Gli adulti invece si chiedono cose come quale sia la causa e la soluzione del femminicidio. Andrea lo spiega in versi con una poesia che regala a La Donna Sarda e di cui si fa cenno in questa video intervista per la quale un ringraziamento speciale va a Raoul Moretti che ha prestato al sottofondo musicale il brano Das Umheimlich (Feat Rica Scherl & Valerio Corzani), tratto dal suo disco Harpness.

 

 

Femminicidio 

"Se nascono troppi maschi verrà la guerra" 

Dicevano le nonne 

"Le donne non si toccano nemmeno con un fiore" 

Ma se mi piacciono i fiori 

Mica si può dire 

Che sei subito frocio 

e alla visita militare ti mandano dallo psicologo 

"Non piangere come una femminuccia" 

Fai l'uomo 

Dimostra di avere le palle 

Chi porta i pantaloni? 

Mica ti puoi vestire di rosa 

Commuoverti per i film romantici 

Amare le poesie sdolcinate 

Fare le vocine flebili 

Danzare a occhi chiusi 

Cantare in falsetto 

Mica puoi giocare con le bambole 

Imparare a cucire 

Fare a maglia 

Portare i capelli lunghi 

O mostrarti nudo alla vita 

Tu devi essere uomo 

Come si conviene 

Tutto il resto è roba da culattoni, 

Invertiti, Caghineri, Pederasti 

Effeminati Gay Omosessuali 

Checche Culattoni 

“Prima le signore” si è sempre detto

E un motivo ci sarà

Ci sarà un motivo se

tutte le donne che mi hanno educato, 

mamme, maestre, fidanzate, 

mogli, professoresse, catechiste, 

nonne, zie e vicine di casa

Complici 

di tutti gli uomini che mi hanno educato 

Padri, nonni, zii, amici e compagni di scuola e di spogliatoio

Tutti e tutte

insieme

Non hanno che compiuto sempre lo stesso delitto 

quello di uccidere 

La donna che è in me 

Pezzo per pezzo 

colpo su colpo

Nient'altro mi avete insegnato, 

uccidere e fare a pezzi la donna che è in me

Ed è un miracolo che io sia cresciuto uomo 

Che non uccide le donne fuori di se. 

Mica do colpe, no:

ma un assassino è un assassino e basta. 

E femminicidio è una brutta parola 

Di cui siamo tutti vittime. 

E questa è una poesia antipatica 

fastidiosa 

screanzata

e fuori luogo.

Perché a nessuno piace scoprire che abbiamo sbagliato tutto. 

E che poteva non andare così

e che cambiare si può:

Per salvare una donna 

Lascia che due uomini si amino 

Lascia che un uomo pianga 

che non debba nascondersi quando soffre 

Lascia che un uomo sia libero di fallire

di perdere

di gioire.

Per salvare una donna, 

salva un uomo.

 

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