Donna Sarda http://www.ladonnasarda.it/ Donna Sarda donnasarda.it donnasarda.it http://www.ladonnasarda.it/img/donnasarda.png http://www.ladonnasarda.it/ Sa burrida a sa casteddaia http://www.ladonnasarda.it/cucina-ricette/ricette-tradizionali/7181/sa-burrida-a-sa-casteddaia.html Caratteristica della cultura gastronomica isolana non si fa fatica a trovarla proposta nei ristoranti locali in diversi periodi dell'anno <div class="separator">Il piatto tipico del capoluogo sardo vede come ingrediente principale il Gattuccio di mare, cotto con abbondante aceto, aglio e abbondanti noci tritate e servito solitamente come antipasto.</div><div class="separator">La sua origine si pensa risalga al tempo del Medioevo, dal provenzale <em>bouride,</em> e si narra siano stati i Genovesi ad introdurlo nella citt&agrave; isolana. In Liguria, infatti, esiste un piatto tradizionale chiamato Burrida e che, anche se presenta ingredienti diversi (come l'utilizzo dello stoccafisso) vede comunque il pesce come ingrediente &nbsp;principale.&nbsp;</div><div class="separator">&nbsp;</div><div class="separator">&nbsp;</div><div class="separator"><strong>INGREDIENTI</strong></div><div class="separator">&nbsp;</div><div class="separator"><div class="separator">1 Kg di Gattuccio di mare tagliati a pezzi lasciando da parte il fegato<br />due bicchierini di aceto di vino bianco<br />100 gr di noci sgusciate<br />uno spicchio d'aglio<br />q.b. di olio extra vergine di oliva</div><div class="separator">a piacere un paio di cucchiai di aceto balsamico<br />q.b. di sale</div><div class="separator">&nbsp;</div><div class="separator">&nbsp;</div><div class="separator"><strong>PROCEDIMENTO</strong>&nbsp;</div><div class="separator"><ol><li class="separator">Il Gattuccio di mare che acquistate dal pescivendolo, fatevelo pulire e &nbsp;tagliare a pezzi.<br /><br /></li><li class="separator">In una padella antiaderente, mettete un paio di cucchiai di olio evo, sbucciate, tagliate a met&agrave; l'aglio e fatelo rosolare.&nbsp;<br /><br /></li><li class="separator">Mettete a bollire dell'acqua in una pentola dai bordi bassi.&nbsp;<br /><br /></li><li class="separator">Appena raggiunge il bollore aggiungete i pezzi del pesce, mettete il fegato in un colino e immergetelo nella stessa acqua (come da fotografico). Fate cuocere 10 minuti.<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc3b16.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc3b16.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li class="separator">Nel frattempo tritate finemente le noci.&nbsp;<br /><br /></li><li class="separator">A questo punto scolate il pesce e mettetelo in una capiente ciotola di vetro.&nbsp;Il fegato invece aggiungetelo al soffritto d'aglio e fatelo sciogliere schiacciandolo leggermente con una forchetta.&nbsp;<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc474b.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc474b.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li class="separator">Aggiungete l'aceto di vino, a piacere il balsamico e aggiungete le noci.<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc5d08.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc5d08.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li class="separator">Mescolate, spegnete e aggiungete il composto di noci sopra il pesce senza mescolarlo.<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc68e5.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39bc68e5.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /><br /><br /><br /></li></ol></div><div class="separator">&nbsp;</div></div> NEWS cucina ricette ricette tradizionali Wed, 24 May 2017 09:00:54 GMT http://www.ladonnasarda.it/cucina-ricette/ricette-tradizionali/7181/sa-burrida-a-sa-casteddaia.html daniela.mammano 2017-05-24T09:00:54Z Sa coccoi prena http://www.ladonnasarda.it/cucina-ricette/ricette-tradizionali/7179/sa-coccoi-prena.html Andare alla riscoperta delle tradizioni gastronomiche sarde sta diventando una fonte inesauribile di cultura e di continue sorprese: oggi parliamo de "sa coccoi prena" <p>Un tempo i pastori ogliastrini avevano l&rsquo;abitudine di portarsi sui pascoli una focaccia farcita da mangiare come piatto unico.&nbsp; Ancora oggi questa focaccia, il &ldquo;Sa Coccoi Prena&rdquo;, viene preparato nelle case dell'entroterra, in particolare quando si preparano i tipici &ldquo;culurgiones&rdquo; perch&eacute; il ripieno del Sa Coccoi &egrave; lo stesso di questa meravigliosa specialit&agrave; sarda.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>INGREDIENTI per circa 40 COCCOI:</strong></p><p>1 Kg&nbsp; di farina 00<br />250 gr di semola<br />un panetto di lievito di birra<br />una ciotola di acqua tiepida (circa 300 gr)<br />15 gr di sale<br />due cucchiai di olio etra vergine di oliva<br />una cipolla<br />uno spicchio di aglio<br />una manciata di menta fresca<br />150 gr di formaggio casagedu<br />4 cucchiai di parmigiano grattugiato<br />4 cucchiai di pecorino grattugiato<br />un pizzico di sale</p><p>&nbsp;</p><p><strong>PROCEDIMENTO</strong></p><p>Qualche giorno&nbsp; prima prendete il casagedu, prelevatelo dal suo liquido, mettetelo dentro un colapasta e salatelo da entrambi i lati (questo accorgimento serve per farlo seccare e quindi asciugare). Riponetelo in frigorifero o se c'&egrave; freddo lasciatelo fuori in un luogo fresco e asciutto lontano dalla luce diretta.</p><p><em><strong>Preparazione della pasta</strong></em></p><ol><li>In una planetaria, posizionando prima la foglia, mettete la farina, la semola e date una prima mescolata.<br /><br /></li><li>Sciogliete il lievito di birra in met&agrave; dell'acqua tiepida e aggiungetela alle farine. Aggiungete il sale, sostituite la foglia con il gancio e lavorate l'impasto, aggiungendo la restante acqua un p&ograve; alla volta per controllare la consistenza (all'occorrenza aggiungetene ancora).<br /><br /></li><li>Lavorate l'impasto almeno per 15 minuti.<br /><br /></li><li>Prendete una ciotola, infarinate il fondo e posizionate all'interno la palla di impasto.&nbsp;<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c3997e32a.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c3997e32a.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li>Coprite con un foglio di carta da forno e con una coperta di lana, lasciando lievitare per un'ora (fino al doppio del volume) in un posto caldo della casa.</li></ol><p><em><strong>Preparazione del ripieno</strong></em></p><ol><li>Lavate e sbucciate le patate, mettetele a cuocere con poca acqua per evitare se si impregnino, e ancora calde, passatele con uno schiacciapatate.<br /><br /></li><li>In una padella antiaderente mettete due cucchiai di olio evo, sbucciate la cipolla e l'aglio e tritateli.&nbsp;Lasciate rosolare in padella e aggiungete alle patate.&nbsp;<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39950e95.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39950e95.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li>Sbriciolate il casagedu,&nbsp;aggiungete un p&ograve; alla volta il parmigiano e il pecorino grattugiato e le foglie di menta spezzettate con le mani. Aggiustate si sale e tenete da parte.<br /><br /></li><li>Riprendete l'impasto che avr&agrave; raddoppiato il suo volume, tagliatene un pezzo alla volta, stendetelo con il mattarello in&nbsp; una sfoglia di 5 mm di spessore e con un coppa pasta del diametro di 10 cm realizzate dei cerchi.&nbsp;<br /><br /></li><li>Posizionate al centro di ognuno di essi due cucchiai di ripieno.&nbsp;<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c3995256c.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c3995256c.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li>Prendete i bordi della pasta e pizzicatela con pollice e indice su tutto il perimetro per sigillare i bordi.&nbsp;<br /><br /></li><li>Mettete della carta da forno su una larga e piatta teglia e posizionate, distanziandoli i coccoi prena. Infornate in forno preriscaldato a 200&deg; gradi per circa 40 minuti controllando la cottura che dipende dal vostro forno.&nbsp;<br /><br /><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39952c73.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39952c73.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><br /><br /></li><li>Sono deliziose consumate calde ma ottime anche fredde, come del resto le mangiavano i pastori quando andavano al pascolo.</li></ol><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39953f9e.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c39953f9e.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> NEWS cucina ricette ricette tradizionali Wed, 24 May 2017 08:23:53 GMT http://www.ladonnasarda.it/cucina-ricette/ricette-tradizionali/7179/sa-coccoi-prena.html daniela.mammano 2017-05-24T08:23:53Z Medichesse rurali: denunciate dall'Ordine ma amate dal popolo http://www.ladonnasarda.it/storie/7174/medichesse-rurali-denunciate-dall-ordine-ma-amate-dal-popolo.html Curavano la malaria con l'erba Centaura, con la Piantagine contrastavano il fuoco di Sant'Antonio. Le medichesse erano la salvezza di ogni comunità e non venivano pagate <p>Quella delle <strong>antiche medichesse sarde</strong>&nbsp;&egrave; una figura minimizzata dai libri di storia locale, spesso liquidata come un ambiguo personaggio dedito a pratiche superstiziose in cambio di un tozzo di pane e un certo riscatto sociale. Si trattava invece di una vera professione femminile extra domestica.</p><p>Nella societ&agrave; tradizionale <strong>era disdicevole che la donna si occupasse di una mansione che non riguardasse la casa</strong>, o al pi&ugrave;, i possedimenti di famiglia, nel caso di un <em>clan</em> benestante. D'altra parte, era per&ograve; impensabile che ogni villaggio o complesso rurale disponesse anche di un solo medico, per via degli elevati costi delle cure e per la scarsit&agrave; di figure specializzate.</p><p>La conoscenza di pratiche e rimedi medicamentosi era dunque in mano alle donne ed era d'obbligo nel "corredo" del saper fare di una sposa. La fidanzata metteva a disposizione del futuro marito, assieme a <span style="color: #0000ff;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/5101/sa-doda-decideva-il-futuro-di-ogni-sposa.html" target="_blank">sa doda</a></span></strong></span>, l'arte medica che ne faceva una buona <em>meri de domu</em>. Sembra superfluo osservare che le conoscenze diagnostiche e terapeutiche dei professionisti fossero d'altra portata, ma gli interventi di primo soccorso erano eseguiti con certificata efficacia da queste donne chiamate "empiriche" o "pratiche", perch&eacute; non tutte sviluppavano la stessa attitudine nella pratica medica.&nbsp;</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c363a4b50.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c363a4b50.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>Uno dei primi memorialisti a dare notizia dell'<strong>arte delle medichesse</strong>&nbsp;&egrave; l'abate Angius nel 1833 riguardo alla sanit&agrave; nel Sulcis: "<em>Non sempre nelle alterazioni della salute ricorresi ai medici. Quasi ogni famiglia ha la sua raccolta di certe erbe indigene</em>". <br />Per avere la misura delle condizioni sanitarie dell'epoca occorre ricordare che in periodo unitario la Sardegna conta ancora 105 comuni su 371 privi di ogni servizio sanitario, e 310 di essi non ha la farmacia.</p><p><strong>L'intervento delle medichesse</strong> non concerneva soltanto l'attivit&agrave; farmaceutica<em> ante litteram</em> ma anche la cura di lombaggini, che all'epoca erano definite "accavallamento dei nervi", ed eseguivano anche dei massaggi fisioterapici. Con l'avanzare della cultura medica ufficiale e del diffondersi degli albi di erboristi e farmacisti il ruolo sociale delle medichesse venne severamente attaccato. L'antropologa Eugenia Tognotti documenta, con un'ampia ricerca condotta sul fondo del Protomedicato dell'Archivio di Stato di Cagliari, il nutrito <em>corpus</em> di denunce: "<em>dei professionisti della medicina, dai medici ai medici-chirurghi ai flebotomi patentati, cio&egrave; in possesso dell'abilitazione ad esercitare, concessa dall'autorit&agrave; competente</em>".</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c363aa077.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c363aa077.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>Nonostante i ricorsi dell'ordine medico rimaneva salda la <strong>forte autorevolezza che le medichesse esercitavano presso la comunit&agrave;</strong>. Prova del fatto ne &egrave; ad esempio la richiesta datata all'anno 1810 dell'amministrazione del villaggio di Maracalagonis che, privo di un medico, chiede al Protomedicato l'autorizzazione che una donna: "<em>Antonia Maria Carta, moglie di Giovanni Querba di Nuoro, molto perita nel sanare alcune infermit&agrave; esterne continui&nbsp;a mettere a disposizione la sua abilit&agrave; per applicare i mezzi di guarire tutte quelle persone che ne abbisognano, considerato che essa &eacute; mossa pi&ugrave; presto dalla carit&agrave; che dall'interesse"</em>.</p><p><strong>Tante le denuncie,</strong> praticamente identiche, raccolte nel tempo. Si pensi che, ancora, successiva di quasi vent'anni, &egrave; la denuncia anonima ai danni del farmacista Pietro Sircana di La Maddalena che affidava "<em>la tanto delicata distribuzione dei medicinali a sua moglie, donna quasi illetterata"</em>. <br />La Sardegna dovr&agrave; aspettare il<strong> 1902 perch&eacute; la prima medica ufficiale nonch&eacute; prima laureata dell'isola, Paola Satta</strong> eserciti legittimamente la sua professione.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p> NEWS tradizioni antropologia medicina popolare Tue, 23 May 2017 10:10:41 GMT http://www.ladonnasarda.it/storie/7174/medichesse-rurali-denunciate-dall-ordine-ma-amate-dal-popolo.html ilaria.muggianu.scano 2017-05-23T10:10:41Z Bandidos e Balentes il film sardo mette d'accordo critica e botteghino http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7173/bandidos-e-balentes-il-film-sardo-mette-d-accordo-critica-e-botteghino.html Microcosmi differenti e coesistenti nelle mille Sardegne degli anni '50. Poche sale, nessuna pubblicità e grande successo. Quali sono gli elementi che hanno spianato la strada al lungometraggio sardo? <p>Critici cinematografici e pubblico non hanno dubbi:<strong> "Bandidos e Balentes. Il Codice non scritto"</strong>&nbsp;&egrave; un piccolo prodigio della settima arte. Il lungometraggio, che sembrava essere il frutto spontaneo di una stagione cinematografica regionale in ripresa, stupisce tutti per numeri e primati a livello nazionale, nonostante si tratti di una piccolissima produzione indipente.</p><p>Con sole nove sale di proiezione nella sola Sardegna "<em>Bandidos e Balentes</em>" scala presto la classifica nazionale posizionandosi ben presto al venticinquesimo postocontro film con quattrocento sale nazionali di distribuzione.</p><p><strong><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c31c578d6.450.0.jpg" alt="" align="left" data-didascalia="Locandina del film " data-credits="" />Da cosa deriva il successo del film prodotto e diretto dal trentasettenne Fabio Mulas?</strong> I fattori sembrano essere molteplici, e non di secondario rilievo appare la scelta del paesaggio da parte dell'ideatore Gianluca Pirastu, l'impero silvestre di una faida governata, sedata e talvolta domata dall'elemento portante: il matriarcato barbaricino degli anni '50.&nbsp;<br />I personaggi vivono e lottano nell'ambientazione di un imprecisato villaggio dell'entroterra ma le storie narrate nulla hanno a che vedere con la fantasia, si tratta infatti di episodi realmente accaduti.</p><p>La sceneggiatura di <strong>Antonio Pischedda tratteggia l'universo femminile</strong> nei suoi simbolismi materni e sororali, le sue dannazioni e contraddizioni. Una faida che alimenta l'incendio del giudizio comunitario nella narrazione di una scheggia di vita, un omicidio, vicenda che governa tutte le altre a venire.</p><p>Storie nelle storie sono quelle appartenenti ai protagonsti del film. Tra i personaggi principali <strong>Luca Locci, che in tanti ricorderanno per il sequestro nel 1978</strong>, quando il piccolo Luca, bimbo di appena sette anni venne rapito in&nbsp;un soleggiato pomeriggio estivo mentre giocava con gli amichetti sotto casa, a Macomer.</p><p>Protagonista assoluta &egrave; invece l'attrice <strong>Katia Corda</strong>, anche lei legata a un clamoroso caso di cronaca, <strong>il naufragio della Costa Concordia</strong> nelle acque dell'Isola del Giglio, in questi giorni tornato prepotentemente alla ribalta mediatica per via della sentenza definitiva di condanna del comandante Francesco Schettino.</p><div style="text-align: center;"><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c31c56a3f.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c31c56a3f.450.0.jpg" alt="" width="541" height="320" align="center" data-didascalia="da sinistra Caterina Murino, Katia Corda, Fabio Mulas, Guenda Goria" data-credits="" /></a></div></div><p><strong>La vicenda umana di Angheledda</strong>, nella pluripremiata interpretazione della Corda, si agita e combatte accanto a un mondo femminile che fuori dalla Barbagia si trasforma. &Egrave;&nbsp;il proclama di un mondo parallelo che cambia nell'evoluzione delle gonne che si accorciano, si stringono, scoprono il ginocchio con sempre pi&uacute; audacia e sempre meno stoffa, ma certe malizie non toccano Angheledda. Schermata dalla sicurezza del fazzoletto interagisce, sfida e vive di quel clima di polvere e sangue senza mai troppe parole, men che meno di quelle della modernit&agrave;.</p><p><strong><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c31c5559c.450.0.jpg" alt="" align="left" data-didascalia="Katia Corda" data-credits="" />Mulas sembra immortalare quadri d'epoca</strong> con un obiettivo che incanta e permette al pubblico di gioire e struggersi per le scelte di una comunit&agrave; fatta pi&ugrave; di differenze che di consonanze. Angheledda &eacute; raffinata creatrice di trame intense, utili a raccontare il momento storico di un'isola alienata nel silenzio granitico della macchia di Barbagia corrosa dalla disamistade mentre nel resto dell'Italia si respira il boom economico.</p><p>Tradizionale e innovativo ad un tempo, <strong>l'opera di Mulas strega persino i critici sacerdotali del Cinematografo di Gigi Marzullo</strong>. La longeva trasmissione di Rai Uno convoca regista e protagonista per discutere del piccolo capolavoro. Davanti alla critica di studio - vero spauracchio anche di registi e attori di vecchio corso - i giovani artefici del successo di "Bandidos e Balentes" fanno il pieno di encomi con un unico appunto negativo, la scarsa distribuzione.</p><p>Tengono a puntualizzare i critici che <strong>il film &eacute; richiesto anche in America, Gerusalemme, Australia e Asia</strong> ad onta di una modesta distribuzione e pubblicit&agrave;. Gli errori umani che marchiano a fuoco le dinastie di "Bandidos e Balentes" non cadono mai nello stettacolo pirotecnico fine a se stesso e non passa inosservato nei circuiti che contano.</p><p><iframe src="//www.youtube.com/embed/SEkV5HwQXW0" width="100%" height="350"></iframe></p><p>L'opera &egrave; fresca vincitrice di due grossi riconoscimenti nel giro di poche settimane. Tra i pi&ugrave; recenti il Primo premio conquistato al <strong>"Coral Coast Film International Festival"</strong>, dopo mezzo secolo Mulas riesce a riportare in Sardegna il prestigioso titolo. Di poche ore la conquista del Premio speciale della Critica internazionale al <strong>"The Gulf of Naples Indipendent Film"</strong>, mentre il titolo di Migliore Attrice Protagonista &eacute; andato alla potenza espressiva di Katia Corda e della sua Angheledda che ritira il Premio avvolta nello splendido scialle da sera di fattura sarda.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p> NEWS cinema banditismo storie Mon, 22 May 2017 19:27:14 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7173/bandidos-e-balentes-il-film-sardo-mette-d-accordo-critica-e-botteghino.html ilaria.muggianu.scano 2017-05-22T19:27:14Z Celiachia: in Sardegna oltre seimila casi http://www.ladonnasarda.it/salute/7172/celiachia-in-sardegna-oltre-seimila-casi.html Per la settimana nazionale della celiachia, sabato 27 maggio a Cagliari un convegno per fare il punto sulla malattia <p>La <strong>dieta senza glutine</strong> per i celiaci non &egrave; una scelta alimentare ma l&rsquo;unica terapia possibile. Sono circa 6 milioni i consumatori che seguono in modo ingiustificato un'alimentazione&nbsp;<em>gluten free</em>&nbsp;spendendo oltre 100 milioni di euro per prodotti di cui non avrebbero bisogno. Partendo da questo presupposto, &egrave; dedicata alla nutrizione e all'educazione alimentare la terza edizione della&nbsp;&ldquo;<strong>Settimana Nazionale della Celiachia</strong>&rdquo;.</p><p>Promossa dall&rsquo;Associazione Italiana Celiachia (AIC), a&nbsp;<strong>Cagliari&nbsp;</strong>la settimana&nbsp;verr&agrave; celebrata con il convegno dal titolo&nbsp;<strong>"Celiachia e dermatite Erpetiforme"</strong><strong>&nbsp;che si terr&agrave;&nbsp;sabato 27 maggio dalle 08 alle 14.30 al Caesar's Hotel.&nbsp;</strong></p><p>"Atrofia dei villi non solo celiachia" &egrave; il tema della relazione che&nbsp;<strong>Paolo Usai Satta, gastroenterologo del Brotzu,</strong>&nbsp;porter&agrave; al convegno.&nbsp;"I villi sono la struttura dell'intestino che ha lo scopo di assorbire le sostanze nutritive. Quando i villi sono atrofici ne consegue un malassorbimento di zuccheri, grassi e vitamine", spiga il gastroenterologo. "La malattia celiaca &egrave; il migliore prototipo di atrofia dei villi ed &egrave; causata da una reazione immunitaria al glutine. Togliendo il glutine dalla dieta i villi riprendono il loro vigore e la loro forma originaria.&rdquo;</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c2f1bf336.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c2f1bf336.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>"<strong>In Sardegna le persone con celiachia sono oltre 6mila</strong>, 6,197 per la precisione, 4.690 donne e 1.507 uomini; la celiachia &egrave; l&rsquo;intolleranza alimentare pi&ugrave; frequente a livello mondiale&rdquo;, spiega&nbsp;<strong>Maria Teresa Russo, presidente regionale dell'Associazione Italiana Celiachia (AIC)</strong>. &ldquo;In Sardegna il problema riguarda l'<strong>impossibilit&agrave; di frazionare i buoni acquisto mensili</strong>&nbsp;<strong>erogati dal servizio sanitario</strong>&nbsp;per il rifornimento di prodotti senza glutine, per cui il celiaco &egrave; costretto a spenderli in un unico posto, o solo in farmacia o solo in un punto vendita autorizzato".&nbsp;Una patologia che nel tempo sta registrando sempre pi&ugrave; casi.&nbsp;"La ragioni della crescita della diffusione della malattia sono da ricercare in vari fattori", afferma &nbsp;<strong>Maria Teresa Russo</strong><strong>,&nbsp;&ldquo;a partire dalle maggiori conoscenze scientifiche e dalla maggiore attenzione da parte della classe medica, passando per la pi&ugrave; elevata specificit&agrave; degli esami di laboratorio; in generale, poi, c'&egrave;&nbsp;anche una maggiore informazione tra cittadini, media, operatori della ristorazione e comunit&agrave; scientifica&rdquo;.&nbsp;</strong></p><p>Nel convegno si parler&agrave; anche di&nbsp;<strong>celiachia della pelle</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>dermatite erpetiforme</strong>.&nbsp;"La celiachia, nella sua storia naturale pu&ograve; determinare varie alterazioni della cute, con significato soprattutto carenziale, spesso aspecifiche o manifestazioni infiammatorie pi&ugrave; severe, correlate con le alterazioni immunologiche di base, ma che potrebbero manifestarsi anche in pazienti non celiaci, come l&rsquo;orticaria, l&rsquo;alopecia o la vitiligine", spiega<strong>&nbsp;Laura Atzori della&nbsp;Clinica Dermatologica dell'Universit&agrave; di Cagliari</strong>. &nbsp;&ldquo;Le alterazioni cutanee quindi, sommandosi alle sofferenze e limitazioni della malattia&nbsp;celiaca, compromettono in maniera importante&nbsp;la qualit&agrave; di vita dei pazienti, con lo svantaggio di essere visibili e di renderli inequivocabilmente malati, agli occhi estranei".&nbsp;</p><p>Tra i problemi connessi con la celiachia, c'&egrave; anche l'indebolimento delle ossa, con conseguente osteoporosi. "I dati epidemiologici in possesso del ministero della Salute denunciano che il 50 per cento dei pazienti affetti da celiachia ha l&rsquo;osteoporosi", spiega&nbsp;<strong>Antonio Capone,&nbsp;&nbsp;direttore della Clinica Ortopedica dell'Ospedale Marino di Cagliari.</strong>&nbsp;&nbsp;</p><p>Negli ultimi anni lo spettro dei disordini glutine-correlati si &egrave; arricchito di questa nuova entit&agrave;: la&nbsp;<strong>gluten sensitivity</strong>. La sensibilit&agrave; al glutine non &egrave; una forma attenuata di celiachia ma&nbsp;una patologia a s&eacute; stante con&nbsp;tanti sintomi in comune: gonfiore addominale, problemi intestinali, cefalee, problemi ostetrico-ginecologici, malattie reumatiche.</p><p>L&rsquo;obiettivo della Settimana nazionale della Celiachia &egrave; anche informare i pazienti e aiutarli ad avere una dieta varia, gustosa e sana grazie a poche, semplici regole: la dieta di esclusione deve essere seguita per tutta la vita, ma &egrave; importante sapere, per esempio, che il numero di alimenti &ldquo;permessi&rdquo; &egrave; di gran lunga superiore a quello dei cibi proibiti.</p><p>L&rsquo;ideale &egrave; scegliere i&nbsp;<strong>locali attenti alle esigenze dei celiaci</strong>, nei quali si pu&ograve; trovare un pasto sicuro e buono: per rendere la vita pi&ugrave; semplice ai pazienti &egrave; nato perci&ograve; il progetto Alimentazione Fuori Casa di AIC. Sono ormai pi&ugrave; di 4mila i ristoranti, le pizzerie, gli alberghi, le gelaterie, i laboratori artigianali che, in tutta Italia, hanno seguito un percorso di formazione da parte di AIC e sono monitorate da nostri tutor: l&rsquo;elenco si pu&ograve; consultare su&nbsp;<a href="http://www.celiachia.it/">www.celiachia.it</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="http://www.celiachia.sardegna.it/">www.celiachia.sardegna.it</a>.</p><p>Poter mangiare fuori casa in tranquillit&agrave; &egrave; un importante passo avanti per migliorare la qualit&agrave; di vita dei pazienti.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> NEWS alimentazione celiachia Mon, 22 May 2017 07:38:07 GMT http://www.ladonnasarda.it/salute/7172/celiachia-in-sardegna-oltre-seimila-casi.html admin 2017-05-22T07:38:07Z Biennale di Venezia: Maria Lai vince la sfida e Ulassai diventa storia http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/7171/biennale-di-venezia-maria-lai-vince-la-sfida-e-ulassai-diventa-storia.html la liasion tra Maria e Christine Macel, curatrice della cinquantasettesima Biennale di Venezia, è un filo laborioso tra arte e spettatore. Educa gli individui attraverso il gesto e la partecipazione. <p><strong>Quattro teli</strong> bianchi inchiostrati di parole tagliano lo spazio aereo dei magazzini dell&rsquo;Arsenale di Venezia, e la piccola e immensa Maria Lai accoglie i visitatori nel primo padiglione della 57esima Biennale d&rsquo;arte.</p><p>Tra brulicanti e timorosi pensieri che la sua presenza inizi e finisca qui, con quest&rsquo; opera minore rispetto alla ricca produzione di lavori, bastano invece <strong>nove passi</strong> (distanza dall&rsquo;ingresso dell&rsquo;Arsenale al primo lavoro esposto) perch&eacute; &nbsp;&ldquo;<em>l&rsquo;immenso si imbarchi nell&rsquo;isola</em>&rdquo; e la Sardegna venga celebrata per la <strong>seconda volta</strong> nella madre di tutte le mostre d'arte.</p><p>Era il 1907 quando Francesco Ciusa, primo incontro con la scultura dell&rsquo;artista ogliastrina, ricevette un riconoscimento per <a href="http://www.ladonnasarda.it/storie/4659/riaffiora-dalla-leggenda-la-madre-dell-ucciso.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><strong>&ldquo;La madre dell&rsquo;ucciso&rdquo;</strong></span>.</a> <br /><strong>Servono centodieci anni perch&eacute; l&rsquo;Isola torni alla Biennale di Venezia</strong>, nel <em>padiglione dello Spazio comune</em>, uno dei temi trattati in questa edizione che apre il percorso dell&rsquo;Arsenale.</p><p>Costruire <em>mondi Possibili</em> ripartendo da &ldquo;un umanesimo inteso come <em>atto di resistenza</em>, <em>di liberazione e di generosit&agrave;&rdquo; , </em> &egrave; quanto ha chiesto la direttrice Christine Macel agli artisti che celebra in questa Biennale,&nbsp;mettendone in evidenza il loro agire, la spiritualit&agrave;, il rapporto con il sapere e con la comunit&agrave;.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c21530326.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c21530326.450.0.jpg" alt="" width="571" height="419" align="center" data-didascalia="Area espositiva che accoglie le opere di Maria Lai" data-credits="" /></a></div><p>Dentro questa cornice, <strong>il lavoro di Maria Lai ha trovato una compiuta collocazione</strong> con ben otto opere esposte che coprono un tempo di quarant&rsquo;anni di attivit&agrave;, a battesimo proprio qui a Venezia, ai Magazzini del sale, in occasione di una mostra collettiva femminile per la Biennale del 1978. Maria vi partecip&ograve; nel settore della Poesia visiva, trattando il tema della materializzazione del linguaggio con il suo primo libro cucito, <em>libro Alfa</em>, fatto di pane e filo: alfabeto della vita nel suo spiegarsi come dicotomia tra semplicit&agrave; e complessit&agrave;, modernit&agrave; e tradizione, esistenze fragili e ricordi coriacei.</p><p><strong>Fili e nastri sono stati la trama</strong> per uscire da questo labirinto di incertezze anche quando raccont&ograve; di Ulassai e della sua gente con una performance collettiva insieme ai suoi abitanti. Legarono tutti insieme con un nastro azzurro le loro case divise da inimicizie e diffidenza, e poi il paese alla montagna, generosa nella sua aspra bellezza. <br />Questo video-testimonianza dell&rsquo;evento presente all&rsquo;Arsenale, realizzato da Tonino Casula, suo amico e artista che meriterebbe al pari di Maria un posto alla Biennale, &egrave; tutto ci&ograve; che resta di quell&rsquo;arte <em>in</em>utile, intangibile, invendibile, eppure cos&igrave; graffiante nella memoria di una comunit&agrave;.</p><p><strong>Questa &egrave; la liaison tra Maria e Christine Macel, </strong>ovvero il desiderio di educare gli individui ad interpretare l&rsquo;arte attraverso il gesto e la partecipazione<strong>.</strong> E in questo modo si spiegano alcune opere inserite nel Padiglione dello Spazio comune, in un fitto dialogo e rimando tra terre e popoli, tra Sardegna e Spagna per esempio, dove l&rsquo;elemento del tessuto, come reticolato di tradizione e legami di persone, &egrave; la sintassi visiva di questi lavori; o in altri similari nei quali i visitatori sono invitati a cucire su una grande am&agrave;ca qualcosa di personale come segno del loro passaggio.&nbsp;</p><p>La Macel ha costruito intorno agli artisti un percorso per argomenti trasformando lo spettatore in un attivista di <em>cose d&rsquo;arte</em>, dotandolo di strumenti per una pi&ugrave; compiuta analisi delle opere in mostra; se da una parte sdogana l&rsquo;arte contemporanea come un conclave di autorialit&agrave;, dall&rsquo;altra fa di questa Biennale un grande laboratorio in cui il gesto artistico lambisce il terreno elementare della didattica, affrontando i temi della sostenibilit&agrave;, del riciclo e dei legami tra uomini e popoli.&nbsp;</p><p>Se la sfida di Christine Macel &egrave; ripensare un mondo umanamente possibile sul filo di un&rsquo;arte facile e condivisa, Maria la sua sfida l&rsquo;ha vinta con questa Biennale:<br /> <span style="font-size: 18pt;"><em><strong><span style="color: #808080;">&laquo;Vorrei solo che di me restasse la storia di Ulassai&raquo;.</span></strong></em></span></p><p>&nbsp;<iframe src="//player.vimeo.com/video/218027629?title=0&amp;amp;byline=0" width="100%" height="350"></iframe></p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&nbsp;&copy;Riproduzione riservata</span></p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> NEWS arte ulassai biennale venezia arte contemporanea maria lai Fri, 19 May 2017 14:37:20 GMT http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/7171/biennale-di-venezia-maria-lai-vince-la-sfida-e-ulassai-diventa-storia.html matilde.gianfico 2017-05-19T14:37:20Z Giacomo Mameli: “Racconto le donne perché hanno una marcia in più” http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7169/giacomo-mameli-racconto-le-donne-perche-hanno-una-marcia-in-piu.html Nel suo ultimo lavoro, "Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano" esprime, ancora una volta, la sua attenzione verso il mondo femminile. Lo scrittore ogliastrino ci spiega perché. <p>Nel suo ultimo libro, <em>Come figlie, anzi. Donne migranti raccontano</em>, il giornalista e scrittore di Perdasdefogu <strong>Giacomo Mameli</strong> racconta, ancora una volta, le donne. &laquo;Ho sempre avuto un rapporto familiare con l&rsquo;universo femminile&raquo;, spiega Mameli nel corso dell&rsquo;intervista che ci concede in attesa&nbsp;della presentazione del suo ultimo lavoro alla Fiera del libro di Torino.</p><p><strong>Una vita dedicata al giornalismo</strong>, &laquo;svolto sul campo&raquo; precisa, poi nel 2006 arriva l&rsquo;esordio nella narrativa con <em>La ghianda e la ciliegia</em>, che gli vale il premio nazionale di letteratura &ldquo;Giampiero Orsello&rdquo;.&nbsp;L&rsquo;attenzione per i temi legati all&rsquo;emancipazione femminile &egrave; sempre molto forte, perch&eacute; &ndash; dice lo scrittore &ndash; &laquo;senza la loro attivit&agrave; la Sardegna sarebbe morta. Le donne hanno una marcia in pi&ugrave; rispetto agli uomini&raquo;.</p><p>Il desiderio di affermazione e la voglia di riscatto della donna sono argomenti particolarmente cari a Mameli e molto presenti nella sua narrativa. Storie reali di donne, ma che definiscono profili e percorsi di vite differenti. &laquo;Mentre &ndash; sottolinea l&rsquo;autore &ndash; le ragazze di paese, poverissime, partite dalla Sardegna per "andare serve" in continente di <em>Le ragazze sono partite</em> (2015) erano in genere analfabete, le badanti descritte in <em>Come figlie, anzi</em> sono quasi tutte laureate e hanno una professionalit&agrave; elevatissima, perch&eacute; sanno essere molto versatili&raquo;.</p><p><strong><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c1f945e3b.450.0.jpg" alt="" align="left" data-didascalia="" data-credits="" />Perch&eacute; dunque questa sua particolare attenzione per il mondo femminile?&nbsp;<br /></strong>Quando lavoravo come giornalista mi rendevo conto che quando mi trovavo in Sardegna o in altre regioni italiane, la parte pi&ugrave; operosa nei paesi e nelle citt&agrave; era rappresentata dalle donne&hellip; se, ad esempio, a Ulassai non ci fosse la cooperativa tessile Su Marmuri non esisterebbe l&rsquo;attivit&agrave; manifatturiera. Lo stesso vale per Fonni, dove il sindaco era una donna e produceva anche i salumi e i formaggi. A Oschiri vive invece un&rsquo;allevatrice che ascolta Mendelssohn e Mozart mentre munge le capre. Quei pochi paesi attivi in Sardegna sono in mano alle donne. A San Teodoro, a Siniscola, a Galtell&igrave;, a Villamassargia, a Guspini, a Sanluri senza le donne non ci sarebbero i dibattiti culturali. C&rsquo;&egrave; una capacit&agrave; del fare femminile che rende viva l&rsquo;Isola, perch&eacute; la loro attivit&agrave; &egrave; concreta&raquo;.</p><p><strong><em>Come figlie, anzi</em></strong><strong> narra le vicende di dodici donne che lavorano in Italia soprattutto come badanti. Come nasce questo suo ultimo lavoro e quale messaggio vuole esprimere?<br /></strong>Volevo ci fosse la rappresentanza di tutto il mondo. Esclusa l&rsquo;Australia, ci sono le donne dell&rsquo;America latina, le Africane del Senegal e dell&rsquo;Eritrea (una delle testimonianze pi&ugrave; drammatiche), quelle dell&rsquo;Est, le Ucraine, le Rumene, le Filippine e le Brasiliane. Storie vere, delle quali ho dato notizia con la stessa logica con la quale avevo raccontato le domestiche sarde in <em>Le ragazze sono partite</em>. Anche storie di violenze di genere, soprattutto per quanto riguarda le ragazze dell&rsquo;Est, di maltrattamenti in famiglia. Quasi non volevo raccontarle, ma avrebbe significato offuscare la realt&agrave;. Come spiega il titolo, le badanti sono considerate figlie per quelle persone che assistono.</p><p><strong>Come &egrave; stato, invece, il rapporto con le donne della sua famiglia, che ruolo hanno avuto nella sua vita?<br /></strong>Questo ultimo libro &egrave; dedicato a mia bisnonna paterna, che &egrave; arrivata in Sardegna dal Piemonte per fare l&rsquo;insegnante elementare a Escalaplano e a Perdasdefogu, e a mia nonna materna, giunta in Sardegna dalla provincia di Salerno. Ho avuto una zia, zia Irene, che &egrave; stata per me una seconda mamma. Loro sono venute qui via mare e sono state fortunate, mentre oggi tante donne annegano nel grande cimitero del Mediterraneo. &nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&nbsp;</span></p> NEWS libri scrittore donne famiglia giornalismo Thu, 18 May 2017 15:11:05 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7169/giacomo-mameli-racconto-le-donne-perche-hanno-una-marcia-in-piu.html admin 2017-05-18T15:11:05Z Licenziata dalla banca perché madre. La battaglia di Giuseppina http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7168/licenziata-dalla-banca-perche-madre-la-battaglia-di-giuseppina.html Giuseppina Naimoli è l'ex apprendista del Banco di Sardegna che ha portato la banca in tribunale perché sostiene di essere stata discriminata. Il suo contratto è cessato dopo le assenze per maternità <p>La sua<a href="https://www.change.org/p/a-tutte-le-donne-e-mamme-discriminata-dalla-banca-perch%C3%A9-madre" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;"> petizione</span></strong></a> sulla piattaforma digitale<span style="color: #000000;">&nbsp;"Change.org" </span>ha raggiunto le 20 mila adesioni in poco tempo. &laquo;Ho gridato il mio dolore e sono stata ascoltata. Non mi aspettavo tutto questo sostegno&raquo;, esordisce cos&igrave; al telefono<strong> Giuseppina Naimoli</strong>, l'ex apprendista trentottenne del Banco di Sardegna che ha fatto causa, procedimento ancora in corso, alla banca perch&eacute; non &egrave; stata confermata dopo il periodo di prova.</p><p>&laquo;<strong>Sono stata l'unica su 200 dipendenti a essere stata mandata a casa</strong>&raquo;. Il motivo? &laquo;Ho fatto pi&ugrave; assenze di tutti per via delle maternit&agrave;&raquo; cos&igrave; asserisce. Una discriminazione, secondo Giuseppina, patita per il suo essere mamma. Nei sette anni di apprendistato, Naimoli ha avuto due bimbi, Iole e Andrea, che oggi&nbsp;hanno tre e cinque anni. &laquo;Ho iniziato a lavorare nel 2008 appena laureata. Sono entrata in banca grazie a mia madre attraverso il progetto scambio ideato per i dipendenti che accettavano di andare in pensione anticipatamente lasciando cos&igrave; il proprio posto ai figli. Mi avevano garantito che il contratto di apprendistato veniva stipulato&nbsp;per un risparmio iniziale e che sarebbe durato quattro anni&raquo;.</p><p><strong>Nel 2011 Giuseppina ha la prima gravidanza</strong>. Rimane a casa dieci mesi. Poi dopo essere rientrata dalla maternit&agrave;, cinque mesi dopo rimane di nuovo incinta: &laquo;Mi sentivo tranquilla. Ho semplicemente scelto di stare a casa coi miei bambini perch&eacute; non avevo aiuti. Mia madre abita a Siniscola e non poteva venire a Sassari. Non riuscivo a fidarmi delle babysitter. Ho anche avuto dei disturbi legati alle gravidanze, per questi motivi ho deciso di prendermi i congedi non obbligatori. Giorni di assenza recuperati in toto attraverso le proroghe del contratto&raquo; sostiene. Giuseppina lamenta di essere stata spostata otto volte in sette anni, l'unica- dichiara ancora- a essere stata sottoposta a questo trattamento.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15c1c53cd12.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15c1c53cd12.450.0.jpg" alt="" align="middle" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>&laquo;<strong>La banca mi ha illusa fino all'ultimo</strong>. Ha aspettato che il mio secondo figlio compisse un anno per mandarmi a casa. Non ho mai ricevuto, per esempio, un richiamo. Se ho lavorato male perch&eacute; l'azienda non me lo ha comunicato? Mi hanno trattata in modo disumano cambiandomi sempre mansione. Dopo l'ennesimo trasferimento avevano deciso di farmi tornare in filiale. Invece il 27 febbraio 2015 sono stata convocata dai miei superiori. Mi hanno comunicato istantaneamente la conclusione del rapporto di lavoro. Sono scoppiata a piangere davanti a tutti, clienti compresi. Mi &egrave; crollato il mondo addosso&raquo;.</p><p><strong>Una decisione, quella della banca, confermata da una lettera</strong>, in seguito recapitata a casa, in cui non viene espressa la motivazione della cessazione dell'apprendistato. &Egrave; la legge che lo consente: il datore di lavoro al termine del periodo di prova pu&ograve; non confermare l'apprendista senza che debba dare motivazioni valide.&nbsp;Giuseppina, assistita dell'avvocato Vittorio Perria, decide di portare il Banco di Sardegna in tribunale, quello di Sassari. &laquo;Sono stata mandata via per le assenze che ho fatto dovute alle maternit&agrave;&raquo; lo ribadisce ancora. Giuseppina&nbsp;ne &egrave; convinta. &laquo;Ho subito un'ingiustizia perch&eacute; ho messo davanti la mia famiglia e poi la carriera. Sono orgogliosa della mia scelta e non mi pento di quello che ho fatto. Non &egrave; un crimine&raquo;.</p><p><strong>L'istanza presentata da Giuseppina &egrave; per&ograve; stata rigettata dal giudice del lavoro.</strong> &laquo;La ricorrente - dicono gli atti- &nbsp;non ha fornito elementi di fatto idonei a fondare, in termini precisi e concordanti, la presunzione di discriminazione invocata&raquo;. Il Banco di Sardegna - si legge ancora nei documenti ufficiali - &laquo;ha avuto altre lavoratrici interessate da gravidanze durante l&rsquo;apprendistato, sono state confermate dalla Banca e, pertanto, pu&ograve; affermarsi che <strong>nessuna discriminazione vi &egrave; stata nei confronti di Naimoli</strong> in ragione del suo stato di gravidanza, posto che tale evento ha interessato contestualmente altre apprendiste assunte alla scadenza del contratto&raquo;.</p><p>&laquo;Mi sono messa contro un colosso e sono consapevole che sar&agrave; difficile provare questa discriminazione. La mia &egrave; una battaglia per tutte quelle donne che devono ancora giustificarsi perch&eacute; fanno figli&raquo; replica Naimoli che ha impugnato il rigetto e ora sta aspettando la seconda sentenza da maggio dell'anno scorso. &laquo;La burocrazia sta ledendo ancora di pi&ugrave; i miei diritti. Nel frattempo sono stata bollata e non ho pi&ugrave; trovato lavoro. Dentro di me si &egrave; annidata una profonda sofferenza. Tutto quello che mi &egrave; successo non ha colpito solo me, ma anche i miei figli e tutta la mia famiglia&raquo;.</p><p>Sar&agrave; il tribunale a decidere l'esito di questa contesa. C'&egrave; per&ograve; da riflettere. Nonostante vi siano delle leggi che tutelano le donne tra gravidanza e maternit&agrave;, fatti come questi dimostrano che nel 2017<span style="color: #ff0000;">&nbsp;</span>&egrave; ancora necessario fare chiarezza su diritti e doveri che regolamentano i contratti di lavoro in Italia.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> NEWS diritti di genere donne lavoro Thu, 18 May 2017 13:51:30 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7168/licenziata-dalla-banca-perche-madre-la-battaglia-di-giuseppina.html federica.ginesu 2017-05-18T13:51:30Z Tutti i nomi e gli eventi del festival Leggendo Metropolitano 2017 http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7167/tutti-i-nomi-e-gli-eventi-del-festival-leggendo-metropolitano-2017.html Dall'8 all'11 giugno si svolgerà a Cagliari il festival internazionale di letteratura. I grandi nomi, gli eventi da non perdere e la video intervista al direttore artistico <p>La nona edizione del<strong> Festival internazionale di letteratura Leggendo Metropolitano</strong>, <strong>che dall&rsquo;8 all&rsquo;11 giugno</strong> animer&agrave; Cagliari con oltre 50 eventi e <strong>70 personalit&agrave;</strong> del mondo scientifico e culturale, quest&rsquo;anno &egrave; dedicata alla memoria. Le riflessioni verteranno sul difficile equilibrio<em> Tra la memoria e l&rsquo;oblio</em>, perch&eacute; a osservarne gli abusi e le distorsioni di cui &egrave; capace il nostro cervello, sembra lecito domandarsi se, a volte, non sia meglio dimenticare.</p><p><strong>A raccontare il tema &egrave;</strong> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/magazine/intervista/3416/il-leggendo-quotidiano-di-saverio-gaeta-tra-cultura-autori-e-festival.html" target="_blank">Saverio Gaeta</a></strong></span></span>, direttore artistico e organizzatore del Festival. Alla presentazione di mercoled&igrave;, gli assessori regionali alla Cultura, Paolo Frau, e alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessena, al Turismo regionale, Barbara Argiolas, e del Comune di Cagliari, Marzia Cillocu, lo hanno riconosciuto come uno degli appuntamenti culturali pi&ugrave; importanti per l&rsquo;Isola.&nbsp;<iframe style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="//player.vimeo.com/video/217738739?title=0&amp;amp;byline=0" width="100%" height="350"></iframe></p><p>Il festival, che si svolger&agrave; nei bellissimi scenari dei <strong>Giardini Pubblici</strong> e del <strong>Teatro Civico di Castello</strong> di <strong>Cagliari</strong> oltre ai luoghi coinvolti per gli eventi collaterali, vedr&agrave; grandi ospiti, come il Presidente del Senato, <strong>Pietro Grasso</strong>, e il giornalista d&rsquo;inchiesta de <em>L&rsquo;Espresso</em>, <strong>Lirio Abbate</strong>, tra i cento eroi dell&rsquo;informazione secondo <em>Repoters sans Fronti&egrave;res</em>.</p><p>Grandi scrittori si confronteranno sul rapporto tra memoria, letteratura e vita: il premio Strega <strong>Edoardo Albinati</strong>, il tedesco <strong>Emanuel Bergmann</strong>, <strong>Carmine Abate</strong>, <strong>Gianni Biondillo</strong> e lo spagnolo <strong>Sergio del Molino</strong>. Anche la <strong>scienza</strong> e la <strong>tecnologia</strong> sono protagoniste a Leggendo Metropolitano 2017: sui meccanismi del cervello, su memoria e digitale interverranno tra gli altri la neuroscienziata Premio Leibniz <strong>Hannah Monyer </strong>e <strong>Derrick de Kerckhove</strong>, erede intellettuale di Marshall McLuhan.&nbsp;<iframe style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="//player.vimeo.com/video/217740138?title=0&amp;amp;byline=0" width="100%" height="350"></iframe></p><p>Tra i moltissimi<strong> eventi collaterali</strong> <strong>di questo festival spiccano il laboratorio</strong> all<span style="text-decoration: underline;">&rsquo;</span><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/magazine/approfondimento/6153/orto-botanico-di-cagliari-150-anni-di-natura-storia-e-arte.html" target="_blank">Orto Botanico</a></span></span>&nbsp;"</strong>Biblioteca Vivente"<strong>,</strong>&nbsp;la mostra dello street artist <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;"><strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/magazine/intervista/4626/manu-invisible-lo-street-artist-mascherato.html" target="_blank">Manu Invisible</a></strong></span></span>&nbsp;ispirata ad Antonio Gramsci, le passeggiate tematiche di Legambiente, i BookCamp sotto il grande albero ai Giardini Pubblici, il laboratorio e il concerto dei <strong>Gaudats Junks Band</strong>, che suonano strumenti musicali nati dal riciclo di oggetti di scarto, e la maratona cinematografica "Notturno Metropolitano" che da mezzanotte alle 6 del mattino proietter&agrave; i film scelti in collaborazione con la Fondazione <strong>Film Commision</strong> all&rsquo;Hostel Marina<em>.</em></p><p>Quest&rsquo;anno, <strong>l&rsquo;ingresso nel viale dei Giardini</strong> avr&agrave; anche un&rsquo;area dedicata alla LetteraturaChilometro0 dall'AES-Associazione Editori Sardi e un corner coordinato dal Circolo dei Lettori Miele Amaro per le presentazioni. Tra le novit&agrave;, <strong><em>C&rsquo;&egrave; un posto (anche) per te</em></strong>, un progetto in collaborazione con il Policlinico Universitario di Cagliari, che porta gli appuntamenti del festival in streaming nella hall dell&rsquo;Ospedale, e <strong><em>Voci dal passato</em></strong> (in collaborazione con l&rsquo;Associazione Orientare, l&rsquo;Associazione Editori Sardi e la Mediateca del Mediterraneo) un&rsquo;occasione di diffusione della cultura realizzata predisponendo l&rsquo;ascolto di audiolibri (8, 9 e 10 giugno alle 16.00 nella Grotta della Vipera, in anteprima, sabato 20 maggio alle 16).</p><p><strong>Il festival, </strong>utilizzando solo energia verde, carta riciclata, macchine a trazione ibrida e offrendo al pubblico acqua della rete idrica comunale,<strong> &egrave; ecosostenibile</strong>. Per recuperare le inevitabili emissioni di CO<sub>2</sub>, partecipa al progetto di riforestazione in Basilicata di AzzeroCO<sub>2</sub> e ha il patrocinio del <strong>Parlamento Europeo, </strong>Ministero dei Beni Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Assessorati alla Cultura e al Turismo della Regione, gli Assessorati alla Cultura e al Turismo del Comune di Cagliari, Fondazione Sardegna, Universit&agrave; degli Studi di Cagliari, Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, Fondazione Agnelli, Legambiente Italia e Legambiente Sardegna.</p><p><a href="http://www.leggendometropolitano.it/programma/">Il programma completo</a>&nbsp;</p><p><strong>&nbsp;</strong></p><p><strong>&nbsp;</strong></p><p style="text-align: right;">&nbsp;<span style="font-size: 10pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p><strong>&nbsp;</strong></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> NEWS festival leggendo metropolitano letteratura libri Thu, 18 May 2017 02:08:58 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7167/tutti-i-nomi-e-gli-eventi-del-festival-leggendo-metropolitano-2017.html cristina.muntoni 2017-05-18T02:08:58Z L'Homeschooling è legale. L'Istruzione è d'obbligo ma non la Scuola http://www.ladonnasarda.it/magazine/approfondimento/7166/l-homeschooling-e-legale-l-istruzione-e-d-obbligo-ma-non-la-scuola.html Qual è la situazione in Sardegna? Abolizione della Scuola dell'obbligo? Dalla polemica sulla "Buona Scuola" all'estinzione della Scuola Pubblica e Paritaria. Qual è il futuro dell'Istruzione italiana? <p>P</p><p>inocchio e Lucignolo, nella celebre fiaba di Collodi, trascorrevano buona parte del proprio tempo a progettare le giornate nel sospirato Paese dei Balocchi, in una ricreazione perenne.</p><p>Tutti noi ricordiamo il trauma infantile delle levatacce mattutine e le lunghe ore sui banchi di scuola tra maestre non sempre materne, preparate e coinvolgenti. Ma talvolta la realt&agrave; supera la fantasia ad ampie falcate, tanto da proiettarci sui lidi delle pi&ugrave; moderne teorie pedagogiste secondo le quali <strong>la Scuola dell'obbligo &egrave; vicina alla sua fine naturale</strong>. O meglio, dando un'attenta lettura all'articolo 34 della Costituzione Italiana non sarebbe la Scuola ad essere obbligatoria bens&igrave; l'Istruzione, in senso infinitamente pi&ugrave; lato.</p><p><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c0e010832.450.0.jpg" alt="" align="right" data-didascalia="" data-credits="" />In base alla stretta interpretazione della legge arriva, anche in Sardegna - bench&eacute; stenti a proliferare - <strong>il fenomeno dell'educazione parentale, o <em>Homeschooling</em></strong>, perch&eacute; homeschoolers si definiscono quei genitori che impartiscono personalmente le proprie concezioni didattiche ai figli, sfumando nettamente il contorno tra attivit&agrave; educativa e istruzione. Ad oggi hanno abbandonato la scuola pubblica e paritaria 269 bambini della Primaria (le vecchie scuole Elementari), 339 ragazzi delle scuole medie e 341 ex iscritti ai Licei.</p><p><strong>I forum d'opinione degli homeschoolers</strong> propongono un'assistenza continua a chi intenda intraprendere l'esperienza, in ogni regione d'Italia, mettendo a disposizione abbondante materiale divulgativo (a pagamento) proposte di uscite di gruppo per confronto, meetings periodici, opuscoli e manuali. <br />&Egrave; certamente interessante valutare pregi e difetti dell'impresa. Il filo conduttore tra i genitori che scelgono l'Istruzione parentale &egrave; una brutta esperienza con la Scuola Pubblica e quella Paritaria.</p><p><strong><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c0e012a04.450.0.jpg" alt="" align="right" data-didascalia="" data-credits="" />Il pensiero di una delle mamme homeschoolers</strong> sintetizza i numerosi interventi delle altre: &laquo;La scuola pubblica omologa e livella le persone con l'impiego di un solo libro di riferimento. I bambini devono stare tutti seduti. I bambini sono etichettati come perdenti o vincenti dal sistema scolastico. Bene, i perdenti &egrave; meglio che studino a casa&raquo;.&nbsp;<br />Il sistema del 'Contro Scuola', che raccoglie l'esperienza di un gruppo di famiglie homeschoolers, propone una serie di attivit&agrave; parallele a quelle della scuola: viaggi, visite allo zoo e altre iniziative ludiche in risposta ad osservazioni come quelle di una mamma scettica. &laquo;Ci sono spunti interessanti ma mio figlio ad esempio non potrebbe fare assolutamente a meno dei suoi compagni di scuola. Con loro &egrave; felice, gioca durante e dopo scuola, litiga-media e impara a far la pace o a dimenticare, ma soprattutto attraverso loro impara: imitando un bambino ha iniziato a disegnare. Se avessi seguito le inclinazioni di mio figlio chiss&agrave; ancora per quanto non avrebbe disegnato, nulla di che se ne faceva a meno, ma e' sempre uno strumento in piu'. Per ci&ograve; che riguarda il movimento, il viaggio e conoscere persone nuove si pu&ograve; fare al di la' della scuola, nei tre mesi di vacanza, ma anche andando a cena da un compagno che viene da Paesi lontani&raquo;.</p><p><strong><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c0d077482.450.0.jpg" alt="" align="right" data-didascalia="" data-credits="" />Pi&ugrave; ostile si dimostra un'altra mamma</strong> che si dice certo interessata ad assecondare le inclinazioni naturali del proprio bimbo ma solleva un'obiezione precisa: &laquo;A scuola non si va solo per imparare discipline e concetti. A scuola si va anche per esercitare competenze sociali nel rapporto con gli altri. E i bambini moderni hanno gi&agrave; famiglie striminzite o monogenitoriali. Vogliamo proprio ridurli all' eremitaggio?&raquo;.</p><p><strong>Non trovano mai risposta per&ograve; quesiti concreti</strong> come la difficolt&agrave; oggettiva di genitori che, seppur sinceramente interessati all'iniziativa, sono entrambi lavoratori e non potrebbero occuparsi dell'istruzione parentale, questo target genitoriale non sembra preso in considerazione. <br />Positiva <strong>l'esperienza di una mamma sarda</strong>, dell'hinterland cagliaritano, che riporta entusiasta: &laquo;Ho gi&agrave; cominciato con l&rsquo;homeschooling coi miei ultimi quattro bambinini. Credo fermamente nella mia scelta quindi, nonostante sia ancora 'alle prime armi', e sarei ben felice di mettermi a disposizione per sostenere questo grande progetto&raquo;.</p><p><strong>Un pap&agrave; di Nuoro</strong> <strong>chiede consiglio</strong>, assolutamente interessato all'iniziativa: &laquo;Vogliamo prendere tutte le info per poter fare homeschooling a nostra figlia, ma qui a Nuoro non sappiamo come fare e se ci sono famiglie che lo hanno gi&agrave; fatto. Siamo convinti sia la scelta migliore ma abbiamo bisogno di aiuto&raquo;.<br />Non &egrave; possibile liquidare la tematica con considerazioni aprioristiche, specie in tempi in cui il bullismo e le frequenti esperienze negative legate alla dimensione scolastica pongono pi&ugrave; di un interrogativo. L'emergenza educativa esiste, &egrave; palpabile, e ogni ipotesi &egrave; da valutarsi con grande seriet&agrave; dal momento che si parla dello sviluppo del bene pi&ugrave; grande, il proprio figlio.</p><p><strong><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/14/uid_15c0e0116af.450.0.jpg" alt="" align="right" data-didascalia="" data-credits="" />Cosa si nasconde, quindi, dietro l'aumento significativo di questo fenomeno?</strong> Il filo conduttore, tra i genitori che scelgono l'Istruzione parentale, &egrave; una brutta esperienza con la Scuola Pubblica e quella Paritaria. &Eacute; presto per dire se l'Homeschooling sia una terra di mezzo in cui i problemi sono solo rinviati. I tempi non sono maturi per stilare una casistica di successi o fallimenti in direzione dell'educazione parentale. <strong>Difficile azzardare giudizi univoci</strong> dietro scelte che coinvolgono una lunga serie di fattori. Certamente i casi sempre pi&ugrave; diffusi di maltrattamenti da parte degli insegnanti tra i banchi, specie della scuola primaria e l'imperversare di altrettanti casi gravi di bullismo tra studenti non sono aspetti secondari che spingono alla sicurezza di un contesto familiare per l'apprendimento.</p><p>Ma altri sono gli elementi che concorrono ad abbandonare la forma di istruzione pubblica da parte dell'alunno domestico. Tra essi la realt&agrave; di numerosissime famiglie affogate dalle spese. I materiali scolastici, i trasporti, i viaggi di istruzione, la schiavit&ugrave; dei corredi da cancelleria dei marchi pi&ugrave; in voga, la mensa incidono in maniera significativa sul bilancio familiare.</p><p><strong>Difendersi o imparare, socializzare o puntare alla propria incolumit&agrave;?</strong> Certo l'educazione parentale &eacute; una macchina formativa funzionale al suo tempo, ma sar&agrave; sufficiente questa rivoluzione pacata e solerte a dire la parola definitiva contro gli episodi della mala scuola? L'emergenza educativa &egrave; palpabile e forse l'homeschooling sar&agrave; l'ago della bilancia di una nuova calibrazione delle priorit&agrave; per la scuola e la famiglia italiana.</p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p> NEWS scuola diritti educazione Wed, 17 May 2017 22:01:36 GMT http://www.ladonnasarda.it/magazine/approfondimento/7166/l-homeschooling-e-legale-l-istruzione-e-d-obbligo-ma-non-la-scuola.html ilaria.muggianu.scano 2017-05-17T22:01:36Z Il benessere nella memoria delle donne sarde http://www.ladonnasarda.it/salute/7165/il-benessere-nella-memoria-delle-donne-sarde.html Degli antichi rituali legati al culto dell'acqua e della capacità di comunicare con la Natura, la donna sarda conserva ancora memoria, e non si tratta di magia: ne parla la Naturopata Patrizia Cossu <p>La donna sarda &egrave; guaritrice, esperta di&nbsp;<strong>benessere</strong> dalla notte dei tempi e "operatrice" della medicina Tradizionale, riconosciuta oggi dalla stessa OMS (Organizzazione Mondiale&nbsp;della Sanit&agrave;).&nbsp;Venne accusata di stregoneria perch&eacute; conosceva <strong>il potere delle parole e degli elementi della natura.</strong>&nbsp;Le sue facolt&agrave; per&ograve;, ritenute "magiche" nel Medioevo, hanno ora una risposta scientifica e<strong>&nbsp;</strong>la naturopatia ne divulga la conoscenza.</p><p>Disciplina che non sostituisce ma affianca le&nbsp;<strong>cure allopatiche</strong>, e il cui obiettivo &egrave; riequilibrare<strong>&nbsp;</strong>la&nbsp;persona, la Naturopatia utilizza&nbsp;<strong>rimedi naturali che agiscono in modo preventivo</strong>, complementare e integrativo, partendo dall'approccio psico-somatico.</p><p>Il suo scopo non &egrave; lontano da quello che un tempo si proponeva la <strong>medicina popolare</strong>: riconciliare l'Essere Umano con la Natura che lo ospita per favorire una buona qualit&agrave; di vita<strong>.&nbsp;</strong>Le curiosit&agrave; sull&rsquo;argomento le svela<strong>&nbsp;</strong>Patrizia Cossu, Naturopata.</p><p>&laquo;La scienza dimostra che <strong>il corpo umano &egrave; un</strong> <strong>campo elettromagnetico</strong>&nbsp;contenente una grande quantit&agrave; di informazioni, e che il cuore genera un campo magnetico circa 5mila volte pi&ugrave; intenso di quello del cervello, rappresentando la qualit&agrave; delle nostre emozioni e dei nostri pensieri.&nbsp;Ogni messaggio - prosegue Patrizia Cossu - che deriva da questo campo &egrave; in grado di generare <strong>energia armonica</strong> o di trasformarsi in terreno fertile per l'instaurarsi di manifestazioni patologiche&raquo;.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c30b623a5.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c30b623a5.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="ph. sardegnadigitallibrary" data-credits="" /></a></div><p><strong>Le donne sarde, </strong>di questo tipo di comunicazione col Mondo, ne hanno sempre saputo qualcosa, e ne coservano ancora memoria.&nbsp;Confezionavano amuleti imbevuti di<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><strong> <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/magazine/approfondimento/5841/is-brebus-le-parole-intrise-di-mistero-e-magia.html" target="_blank">brebus</a>&nbsp;</strong></span>per trasmettere positivit&agrave;, certe che i&nbsp;fonemi armoniosi aiutassero la salute delle persone e le proteggessero dalle influenze negative. <strong>Parlavano alle erbe e agli oggetti </strong>per farli "interagire" con il campo elettromagnetico della persona.</p><p>&laquo;La realt&agrave; terapeutica in cui si muovevano quelle donne e la sacralit&agrave; dei rituali&nbsp;- racconta la Naturopata - sono state pian piano distorte e inquinate da una Societ&agrave; che ha reciso il rapporto con le Forze della Madre Terra. Ma&nbsp;<strong>la Sardegna rimane fertile dal punto di vista energetico </strong>e&nbsp;permette di evolvere, grazie alla sua Natura selvaggia, che parla ancora a chi riesce a comunicare con lei&raquo;.</p><p><strong>La Sardegna &egrave; una Terra terapeutica,</strong> un&rsquo;isola antichissima che ancora celebra, specie nella <span style="color: #000000;">Notte di San Giovanni,<span style="color: #0000ff;"><strong> <a style="color: #0000ff;" href="http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/6292/s-abba-muda-il-rito-delle-acque-nella-notte-di-san-giovanni.html" target="_blank">la potenza dell&rsquo;acqua</a></strong></span></span> e delle erbe che agevola il &ldquo;risveglio&rdquo; &nbsp;dell'Uomo alla sua vera Natura e al rapporto con l'Universo. Ma la donna sarda conserva ancora memoria della sua capacit&agrave; di comunicare con la Natura?&nbsp;&laquo;Per tradizione molte di noi conoscono le erbe officiali, la cristalloterapia, l&rsquo;energia delle pietre. Oggi sta rinascendo la consapevolezza della forza femminile, che permette alla donna sarda di manifestare tutta la sua conoscenza antica, senza aver pi&ugrave; paura di essere tacciata di stregoneria&raquo;.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c30aa0deb.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c30aa0deb.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="Trasformazione di molecole d'acqua. Studi di Masaru Emoto." data-credits="" /></a></div><p>Non c'&egrave;ra magia nei riti dell'isola, se non quella intesa come attivazione delle forze naturali...e le donne ne erano catalizzatrici. Prendiamo il culto dell'acqua in Sardegna<strong>.&nbsp;<br />L'isola &egrave; disseminata di</strong> <strong>pozzi sacri</strong> costruiti attorno a sorgenti (il Pozzo di Santa Cristina a Paulilatino, la Fonte Su Tempiesu a Orune), e le cerimonie che si svolgevano erano legate alle espressioni del Creato, all'acqua in special modo perch&eacute; elemento indispensabile per la sopravvivenza.&nbsp;La fisica quantistica&nbsp;oggi ha dato valenza scientifica a quelle cerimonie definite "mistiche".</p><p>La Cossu si riferisce agli studi di Masaru Emoto, i quali hanno dimostrato che <strong>l'acqua ha una coscienza e una memoria</strong>, capace di recepire la frequenza di parole scritte e di vibrazioni sonore.&nbsp;Nelle fotografie di Emoto si vedono molecole d'acqua ghiacciare, in bellissimi cristalli, in presenza di energia emozionale positiva (<strong>nella foto, l'acqua sottoposta alla Pastorale di Beethoven</strong>). Le stesse per&ograve;, assumono strutture non armoniche se esposte a frequenze o parole negative.&nbsp;</p><p>Il corpo umano, cos&igrave; come il nostro Pianeta, &egrave; composto per il 70% di acqua: &egrave; evidente perci&ograve; che parole ed emozioni positive possono creare una realt&agrave; armoniosa per tutti.&nbsp;</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c30b61f45.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c30b61f45.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="ph. sardegnadigitallibrary" data-credits="" /></a></div><p>&laquo;&Egrave; essenziale trattare bene l'acqua del nostro corpo esprimendoci con amore e gratitudine. <strong>Gli antici rituali possono aiutarci nella quotidianeit&agrave;</strong> se riconosciamo gli effetti delle leggi fisiche che ci governano, prima fra tutte quella di risonanza".&nbsp;"Un ruolo chiave &egrave; svolto dalla naturopatia, che educa le persone e fa ri-emergere la capacit&agrave; di dialogare con il proprio corpo e la propria anima. E' "guardare" finalmente ci&ograve; che si ha davanti agli occhi!&raquo; conclude Patrizia.</p><p><strong>Dissetarsi e non semplicimente bere,</strong> nutrirsi e non sfamarsi, per liberarsi dalla schiavit&ugrave; di una vita frenetica che impedisce di comunicare col proprio corpo e con la Natura.&nbsp;Lo stato di benessere &egrave; una condizione che va ripristinata, e in tal senso, <strong>le donne sarde hanno memoria del segreto del benessere...devono solo ricordarlo.</strong></p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p> NEWS benessere natura Wed, 17 May 2017 19:11:26 GMT http://www.ladonnasarda.it/salute/7165/il-benessere-nella-memoria-delle-donne-sarde.html admin 2017-05-17T19:11:26Z Il coro Duennas di Villanova Monteleone, dodici anni di musica http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/7163/il-coro-duennas-di-villanova-monteleone-dodici-anni-di-musica.html È un coro di voci femminili nato nel 2005. Valorizzare il patrimonio musicale della Sardegna è il suo principale obiettivo. La storia del coro Duennas <p>Il canto rompe il silenzio surreale nella chiesa di Santa Giulia, a Padria. Il coro femminile <strong><em>Duennas</em></strong> di Villanova Monteleone, diretto dal maestro Andrea Zinchiri, intona l&rsquo;<strong>Ave Maria</strong>.</p><p><iframe src="//player.vimeo.com/video/217915478?title=0&amp;amp;byline=0" width="100%" height="350"></iframe></p><p>Nel paese sardo dal passato storico prestigioso, dove nell'altopiano di Baddenare sono scavate le Domus de janas, le cantanti del coro sono state invitate in occasione di Monumenti Aperti per un itinerario musicale in alcuni luoghi simbolo del piccolo centro abitato del Logudoro-Meilogu, a sessanta chilometri da Sassari.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c187e01f4.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c187e01f4.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="ph Paolo Carta" data-credits="" /></a></div><p>Inizialmente composto da circa trentatr&eacute; voci femminili, attualmente il gruppo comprende ventitr&eacute; donne. Tra le componenti, la pi&ugrave; grande &egrave; la settantaduenne Mena Lorettu, contralto; il soprano Narcisa Carboni, la pi&ugrave; giovane: quest&rsquo;anno compir&agrave; diciannove anni, ma ne aveva sedici quando &egrave; entrata a far parte delle Duennas. Il maestro, Andrea Zinchiri, ricorda l&rsquo;esordio: &laquo;Era il 2005 quando il &ldquo;<strong>coro maschile de Iddanoa</strong>&rdquo;, invit&ograve; cinque ragazze a partecipare alla Sacra Rappresentazione, che organizziamo ogni anno nel nostro paese, Villanova Monteleone. In occasione della Settimana Santa il maestro Paolo Carta le coinvolse per la prima volta nella esecuzione di <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ladonnasarda.it/magazine/approfondimento/5102/l-attitadora-e-s-attidu-il-canto-che-accompagnava-la-morte.html" target="_blank"><strong>S<strong>&rsquo;attit</strong>u</strong></a></span>, il lamento funebre affidato anticamente alle voci femminili per esprimere il dolore per la perdita del defunto. Abbiamo quindi deciso di fondare il coro, che &egrave; cresciuto negli anni&raquo;.</p><p>Valorizzare il patrimonio musicale della Sardegna &egrave; il principale obiettivo dei fondatori del coro Duennas. Dai brani pi&ugrave; noti della tradizione, come <strong><em>No Potho Reposare</em></strong> e&nbsp; <strong><em>Nanneddu Meu</em></strong>, a quelli (riadattati in versione corale) tratti dai testi del poeta villanovese Raimondo Piras. Riconosciuto il pi&ugrave; grande estemporaneo della Sardegna, alla sua memoria viene dedicato ogni anno il prestigioso premio di poesia sarda &ldquo;Remundu Piras&rdquo;.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c187e1124.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c187e1124.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="ph Paolo Carta" data-credits="" /></a></div><p>Le coriste del gruppo Duennas sono legate ai grandi autori della tradizione sarda del passato, ma anche ai nostri poeti del presente. A Padria hanno eseguito <strong>Mere Manna</strong>, la bellissima poesia in musica del cantautore <strong><a href="Piero Marras">Piero Marras</a></strong>. &laquo;Marras non ha sentito questa nostra versione &ndash; dice il maestro Zinchiri &shy; &ndash; ma tre anni fa ha accolto l&rsquo;invito a partecipare alla seconda edizione dell&rsquo;evento che organizziamo a Villanova in occasione della Festa della donna. Era stato chiamato per parlare dei diritti femminili&raquo;. Una ricorrenza particolarmente sentita in paese, quella della Festa della donna, dimostrata anche dalla presenza del giornalista Giommaria Monti, autore del libro &ldquo;Hina, questa &egrave; la mia vita&rdquo;, dedicato alla ragazza pachistana uccisa dal padre che non accettava il suo stile di vita &ldquo;all&rsquo;occidentale&rdquo;. Il prossimo 3 giugno &egrave; invece prevista a Villanova Monteleone una Rassegna dedicata ai cori femminili, organizzata ogni anno all'interno del Santuario di Nostra signora di Interrios. Quest&rsquo;anno saranno invitati i gruppi di Orosei, di Belv&igrave; e di Osilo.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c187e153b.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c187e153b.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="ph Paolo Carta" data-credits="" /></a></div><p>Del repertorio del coro Duennas fanno parte anche diversi brani inediti. Tra questi l&rsquo;<strong>Ave Maria</strong>&nbsp;composta&nbsp;dal maestro Zinchiri. &laquo;Alcune interpretazioni&nbsp;hanno particolare affinit&agrave; con le voci femminili, come il <strong><em>Piantu e sas mamas</em></strong>, musicata da Rizzu, sul testo di Raimondo Piras. Anche <em>No Potho Reposare</em> e&nbsp; <em>Nanneddu Meu</em>&nbsp;fanno un certo effetto cantate dalle donne, perch&eacute; offrono un punto di vista differente, altri valori&raquo;. Un elemento di punta del coro Duennas &egrave; la solista <strong>Antonella Fenu</strong>. Ha 26 anni, canta da oltre dieci anni. &Egrave;&nbsp; sposata, ha due figli. &laquo;Tra i pezzi del nostro repertorio c&rsquo;&egrave; <strong><em>Ninna Noa, </em></strong>un brano, come &egrave; noto, di Andrea Parodi. L&rsquo;ho arrangiato per adattarlo al coro. Antonella la cantava quando era in attesa di suo figlio. Poi quando il bambino &egrave; nato, il coro lo cullava, cantando per lui <em>Ninna Noa</em>&raquo;.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;">&nbsp;<span style="font-size: 10pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> NEWS tradizioni musica piero marras Wed, 17 May 2017 03:05:07 GMT http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/7163/il-coro-duennas-di-villanova-monteleone-dodici-anni-di-musica.html admin 2017-05-17T03:05:07Z La giornata del naso rosso per donare sorrisi ai bimbi malati http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7162/la-giornata-del-naso-rosso-per-donare-sorrisi-ai-bimbi-malati.html Arriva anche a Cagliari la Giornata del Naso Rosso per raccogliere fondi a favore dell'associazione di clownterapia Vip Italia Onlus. Appuntamento il 21 maggio al parco di Terramaini <p>Un'intera giornata di festa, dalle 9.30 alle 20.00, per sensibilizzare, informare e promuovere la <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/3263/terapia-del-sorriso-a-cura-del-dottor-clown.html" target="_blank">clownterapia</a></span></strong>. Anche a Cagliari, nel Parco di Terramaini, oggi verr&agrave; celebrata la Giornata Nazionale del Naso Rosso, giunta alla tredicesima edizione. La manifestazione, nata nel 2005 e promossa dall'<span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/3263/terapia-del-sorriso-a-cura-del-dottor-clown.html" target="_blank">Associazione Vip Italia Onlus</a></strong></span>, approda nel capoluogo sardo dopo la tappa di Sassari del 7 maggio scorso.</p><p><strong>Il programma &egrave; ricco. Giochi e intrattenimenti per tutte le et&agrave;</strong>, laboratori artistici, stand e attrazioni, acrobati ed equilibristi. Alle 17 il consueto charivari dei clown, lo spettacolo comico, ogni anno rinnovato, dalle mille sorprese. Per regalare momenti di gioia e raccogliere fondi necessari alla formazione dei 3000 volontari clown che in tutta Italia si prodigano per i bimbi malati.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15c167e4a99.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15c167e4a99.450.0.jpg" alt="" align="middle" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p><strong>Naso rosso e camice dai mille colori.</strong> Righe variopinte, fiori disegnati sulle guance e tanta allegria. I volontari entrano in corsia portando un arcobaleno di vita che infonde buonumore e strappa una risata di gioia. La malattia e le cure sono difficili da affrontare. I bambini e le bambine ricoverati in ospedale devono cercare di non perdere la voglia di giocare, di divertirsi, di sognare. Difficile tra pareti asettiche, aghi e macchinari vari.</p><p><strong>Ecco perch&eacute; i dottori clown entrano in azione.</strong> Missione: far ritrovare, attraverso la magia del gioco, il sorriso e infondere speranza e forza necessarie per poter guarire e lasciare la stanza dell'ospedale. Laurea in positivit&agrave; &egrave; il primo requisito richiesto per poter ottenere, dopo la formazione, il riconoscimento ufficiale: la targhetta Vip, Vivere in positivo, filosofia di vita e acronimo che &egrave; anche il nome dell'associazione. <br />Attiva dal 2004, Vip Sardegna, sezione della onlus Vip Italia Clownterapia, &egrave; un'associazione di &ldquo;volontariato puro&rdquo;, ma accurato. &Egrave; d'obbligo, infatti, frequentare i corsi base e specialistici in clownterapia e circo sociale che ciclicamente l'associazione attiva. Il prossimo si terr&agrave; in autunno il 6-7-8 ottobre a Cagliari.</p><p>Attiva a livello regionale nel reparto di pediatria dell'ospedale Brotzu di Cagliari, a Sassari nella clinica universitaria ed invece a Tempio all'ospedale Dettori, l'associazione vuole trasformare i sorrisi che spuntano nei visi e nei cuori dei bimbi in cure che alleviano il dolore.</p><p>Dietro i colori e la simpatia c'&egrave; &ldquo;vocazione alla cura e disponibilit&agrave; di tempo&rdquo; perch&eacute; il clowning &egrave; un un atto unico di assistenza e amore.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&nbsp;&copy;Riproduzione riservata</span></p><p>&nbsp;</p> NEWS terapia del sorriso volontariato bambini Tue, 16 May 2017 16:11:54 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7162/la-giornata-del-naso-rosso-per-donare-sorrisi-ai-bimbi-malati.html federica.ginesu 2017-05-16T16:11:54Z In Germania per studiare la neurogenesi: Consuelo e la sua ricerca http://www.ladonnasarda.it/storie/7159/in-germania-per-studiare-la-neurogenesi-consuelo-e-la-sua-ricerca.html Per due volte non ha passato il test di ingresso in Medicina ma non si è persa d'animo. Dopo la laurea in Neuropsicobiologia è partita in Germania e ora studia la neurogenesi nel cervello dell'adulto <p>Tutto per lei &egrave; iniziato quando, per ben due volte, non ha passato il test di ingresso alla facolt&agrave; di Medicina. Forse all&rsquo;inizio non credeva che quel piccolo &ldquo;fallimento&rdquo; avrebbe rappresentato la porta d&rsquo;ingresso per i suoi successi futuri aprendole la strada verso una brillante, nuova carriera.</p><p>Cos&igrave; <strong>Consuelo Fois,</strong> 31enne cagliaritana, ha deciso di iscriversi in Biologia e continuare per quella strada: &laquo;Non ho passato il test neanche la seconda volta ma ormai i miei studi in Biologia si stavano sviluppando in maniera soddisfacente. Cos&igrave; decisi di abbandonare il sogno di diventare psichiatra&raquo;, e nel 2011 si laurea in Neuropsicobilogia. &laquo;Nel frattempo ho iniziato a guardarmi intorno per poter fare un dottorato all&rsquo;estero. Nell&rsquo;estate del 2012 sono stata invitata a spese del mio capo a fare un colloquio in Germania, a Mainz (Magonza). Non riuscivo a crederci, viaggio e hotel pagati solo per fare un colloquio mi sono parsi una cosa incredibile!&raquo;. A fine anno ha cos&igrave; inizio il suo dottorato.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c0fbab553.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c0fbab553.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="Il gruppo del laboratorio al completo" data-credits="" /></a></div><p>Consuelo nello specifico s<strong>i occupa di studiare la Neurogenesi nel cervello dell&rsquo;adulto</strong>: una scoperta abbastanza recente, iniziata circa 20 anni fa e naturalmente molto interessante ed estremamente studiata perch&eacute; potrebbe rappresentare una cura per malattie neurodegenerative come l&rsquo;Alzheimer e il Parkinson. <br />&laquo;In pratica cerco di capire per quale ragione nel cervello dell'adulto si aggiungano nuovi neuroni e lo faccio con due tecniche: microscopia a due fotoni e optogenetica&raquo;.</p><p><strong>Un lavoro che la appassiona</strong> e la rende soddisfatta degli sforzi intrapresi finora: &laquo;Pensando unicamente alla linea di ricerca e alle tecniche che utilizzo posso dirmi estremamente soddisfatta ma purtroppo la passione non dipende solo da quello&raquo;. Un capo di laboratorio intelligente e disponibile e un team di colleghi che sono come una grande famiglia: un qualcosa che chiss&agrave; se in Italia avrebbe mai trovato. &laquo;<strong>Mi scuso in partenza con tutti coloro che possono considerarmi arrogante</strong> o ingrata nei confronti della mia Terra ma certo la differenza si sente nella vita quotidiana e anche in quella lavorativa. Dal punto di vista lavorativo &egrave; difficile fare paragoni. La differenza maggiore riguarda probabilmente il lato economico. I soldi qui che non mancano e questo ti permette sicuramente di elevare il livello della ricerca che fai rendendoti libero di investire sulle tue idee. D&rsquo;altra parte vorrei sfatare il mito che all&rsquo;estero non esistano fenomeni come il nonnismo o il favoritismo. Esistono dovunque, in Germania come in Italia&raquo;.</p><p>Per ora la vita di Consuelo &egrave; destinata ad essere trascorsa a Mainz, tra l&rsquo;Universit&agrave; e il laboratorio, ma <strong>la ricercatrice non nasconde la volont&agrave;, prima o poi, di tornare nella sua isola</strong>: &laquo;In questo momento non ho in previsione di tornare. Viaggiare &egrave; sempre stato il mio sogno e, ora che lo sto facendo per lavoro &egrave; ovviamente tutto pi&ugrave; semplice. Sicuramente in un futuro lontano (o relativamente lontano, qualche anno) vorrei tornare in Sardegna. Non credo sia possibile staccarsi per troppo tempo dall&rsquo;isola, la nostalgia &egrave; pi&ugrave; forte di molte aspirazioni lavorative!&raquo;.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c0fbaaa52.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c0fbaaa52.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="Con i colleghi durante un giro in canoa" data-credits="" /></a></div><p><strong>La ricercatrice ha inseguito il suo sogno</strong> e, con costanza e impegno, &egrave; riuscita a coronarlo: per lei le strade della vita sono ancora tutte da scrivere e costruire ma Consuelo ha qualcosa da dire a tutti i ragazzi e le ragazze sarde che sono indecisi sul proprio percorso: &laquo;Consiglio a tutti di partire, &egrave; una delle esperienze pi&ugrave; significative che si possano fare. Per me &egrave; stato il modo migliore per conoscere me stessa, i miei limiti e per capire ci&ograve; che voglio e ci&ograve; che non mi si addice&raquo;. Facendole capire quale fosse la sua vera strada.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p> NEWS sarde nel mondo ricerca università germania cagliari Mon, 15 May 2017 14:51:51 GMT http://www.ladonnasarda.it/storie/7159/in-germania-per-studiare-la-neurogenesi-consuelo-e-la-sua-ricerca.html admin 2017-05-15T14:51:51Z "Same as me", per una nuova cultura del rispetto http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7158/same-as-me-per-una-nuova-cultura-del-rispetto.html Marilisa Piga e Nicoletta Nesler ancora una volta riescono a conciliare arte, informazione e servizio. Dopo il clamoroso successo del primo docu film Lunadigas eccole con l'attenzione alle disabilità <p>Speciale &egrave; la parola d'ordine legata all'impresa di formidabile umanit&agrave; compiuta da Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, gi&agrave; registe del<strong> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/succede-che/6054/lunadigas-il-valore-di-non-essere-madri.html" target="_blank">successo planetario di Lun&aacute;digas</a></span></span></strong>. Speciale &egrave; il senso civico delle artiste &nbsp;e speciali i protagonisti della fatica documentaristica che vede la luce esattamente quindici anni fa negli studi radiofonici della Rai.</p><p>All'epoca dell'iniziativa, pionieristica nello stile in cui del resto sono abituate ad operare le due artiste, <strong>era fatto impossibile sentire in radio la voce di persone sorde, persone spastiche o persone con la sindrome di down</strong>. Un tab&ugrave; pi&ugrave; o meno tacito e condiviso. Le due artiste provvedono a scardinare lo <em>status quo</em>: <strong>consegnano il microfono a cinque ragazzi con la sindrome di down</strong>.<strong>&nbsp;</strong>&laquo;Bene, oggi condurrete la puntata di "Lo dice la radio"&nbsp;&raquo;.</p><p>Il programma in cento puntate dedicate ai vari aspetti della disabilit&agrave; fa epoca, entra a far parte della storia della Rai. La puntata con i cinque conduttori speciali &egrave; gelosamente custodita in audio e video nei preziosi archivi della televisione italiana. <br /><strong>Alessandra, Bonni, Marina, Mario e Sebastiano</strong> saranno in seguito protagonisti di "A nostro gradimento", documentario di 30 minuti, sempre per la regia di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, che in tanti ricorderanno all'interno del programma d'approfondimento "Storie Vere", su Rai Tre.</p><p>Oggi, dopo quindici anni, i ragazzi parteciperanno con Marilisa e Nicoletta alla rassegna <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.facebook.com/events/522100894846295/" target="_blank">"Same as me: per una nuova cultura del rispetto"</a></strong></span></span>. Verr&agrave; proiettato il documentario "A nostro gradimento" a cui seguir&agrave; un dibattito con i due ragazzi con sindrome di down Alessandro Fadda e Sebastiano Casciu, che all'epoca erano adolescenti.<strong> Il momento &egrave; fonte d'arricchimento per quanti hanno a che fare quotidianamente con l'impegno, la responsabilit&agrave; e la vicenda umana d'amore con la disabilit&agrave;</strong>.</p><p>Le testimonianze dei ragazzi diversamente abili e delle loro famiglie si incroceranno a quelle del pubblico senza una mediazione ma con veracit&agrave; e gusto della scoperta, e la necessit&agrave; di comprendere per intervenire con cognizione di causa , maggior conoscenza e nuovi stimoli nella realt&agrave; della disabilit&agrave; nel mondo del lavoro, della scuola, dello sport, della musica in altre parole nella vita.</p><p>Lo speciale appuntamento &egrave; per <strong>marted&igrave; 16 maggio alle 20:30 a Pirri</strong>, in via Santa Maria Chiara 24 A. La sede sar&agrave; accessibile anche alle persone diversamente abili portatrici di carrozzina.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata&nbsp;</span></p> NEWS diritti disabilità Sat, 13 May 2017 20:08:26 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7158/same-as-me-per-una-nuova-cultura-del-rispetto.html ilaria.muggianu.scano 2017-05-13T20:08:26Z Lettera di Heminas a Boldrini http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7157/lettera-di-heminas-a-boldrini.html La rete Heminas ha inviato una lettera alla Presidente della Camera per sollecitare il suo intervento per l'introduzione della norma sulla Doppia Preferenza di Genere della Legge elettorale sarda <p style="background: white; vertical-align: baseline; margin: 0cm 0cm 15.0pt 0cm;">&nbsp;</p><p>La rete <strong>Heminas</strong> ha inviato <strong>una lettera alla Presidente della Camera dei Deputati&nbsp;Laura Boldrini</strong> per sollecitare il suo intervento a favore della richiesta di introduzione immediata della norma sulla <strong>Doppia Preferenza di Genere nella legge elettorale della Regione Sardegna</strong>. "<em>Ci rivolgiamo a lei, che sappiamo non solo sensibile al tema della democrazia paritaria ma garante dell'unit&agrave; legislativa e della applicazione delle leggi repubblicane</em> - scrivono le donne di Heminas - <em>perch&eacute; rivolga alle Assemblee regionali, e in particolare a quella della Sardegna, il Suo autorevole richiamo a rispettare le leggi dello Stato</em>".</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/4/uid_15c018caab9.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/4/uid_15c018caab9.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>Alla Boldrini, Heminas spiega la situazione della legge elettorale sarda scrivendo: "<em>Abbiamo posto l'urgenza del superamento del grave squilibrio di rappresentanza che vede soltanto 4 donne su 60 nel Consiglio regionale della Sardegna, appena una in pi&ugrave; rispetto alla rappresentanza di genere nel 1949. Pertanto abbiamo chiesto al Consiglio l'introduzione immediata della doppia preferenza di genere</em>". Nella lettera viene ricordato quanto accaduto nel 2013: "<em>Allora la norma sulla doppia preferenza fu richiesta a gran voce da tante associazioni femminili, ma fu 'bocciata' a scrutinio segreto dal Consiglio regionale. Oggi il pericolo &egrave; legato agli orientamenti prevalenti nella maggioranza consiliare che punta a subordinare l'approvazione della norma alla discussione sulla pi&ugrave; generale riforma elettorale</em>". Ci&ograve; comporta il rischio di &ldquo;<em>arrivare ad una molto verosimile consultazione elettorale anticipata senza aver ottemperato nemmeno all&rsquo;adeguamento previsto, questa volta, dalla legge n. 20 del 2016</em>&rdquo;. Un rischio che &egrave; stato ben spiegato gioved&igrave; su La Nuova Sardegna dalla magistrata della rete Heminas Simonetta Sotgiu, raccontando che il tentativo di non votare la norma singolarmente, inserendola &ldquo;nel magma confuso della modifica di tutta la legge elettorale&rdquo;, come &egrave; stato proposto dal vicecapogruppo del PD durante l&rsquo;audizione in Commissione, significherebbe &ldquo;deviare e svilire la richiesta (&hellip;) La modifichino pure, se ci riescono &ndash; continua Sotgiu -, ma intanto approvino una norma semplice semplice, che possono direttamente mutuare dalla legge 20, senza alcuna fatica. Anche perch&eacute; in caso contrario, ove si andasse a votare con questa "pessima" legge, che per&ograve; va bene tutti gli eletti che vogliono essere rieletti, l'intervento della Corte Costituzionale, sarebbe inevitabile&rdquo;.&nbsp;</p><p>Da qui l'appello "all'autorevole richiamo della presidente a rispettare le leggi dello Stato" espresso con la lettera.</p><p style="background: white; vertical-align: baseline; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; font-variant-numeric: inherit; font-stretch: inherit; line-height: inherit; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 15.0pt 0cm;"><a href="https://www.facebook.com/SasHeminas/posts/1902245466726197">Qui il contenuto integrale della lettera</a></p> NEWS diritti di genere heminas boldrini doppia preferenza di genere Sat, 13 May 2017 11:17:14 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7157/lettera-di-heminas-a-boldrini.html admin 2017-05-13T11:17:14Z Premiati i volontari che hanno salvato i documenti della MEM http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7156/premiati-i-volontari-che-hanno-salvato-i-documenti-della-mem.html Ieri mattina la MEM, l'Anai Sardegna e il Comune di Cagliari hanno premiato i 231 volontari che a settembre sono accorsi a salvare i documenti dell'Archivio storico. Tra loro, anche 5 bambini <p>&Egrave; il tardo pomeriggio del 16 settembre quando, dopo un <strong>nubifragio</strong> notturno, l&rsquo;Associazione Nazionale Archivistica Italiana lancia <strong>un appello su Facebook</strong>.</p><p>&ldquo;<strong><em>EMERGENZA ALLA </em><em>MEM</em><em>!!!!!!!!</em></strong></p><p><em>In seguito alle piogge della scorsa notte, si sono verificate delle infiltrazioni d'acqua nel deposito della Mediateca del Mediterraneo, dove &egrave; conservato il prezioso patrimonio documentario dell'Archivio storico del Comune di Cagliari e l'altrettanto prezioso patrimonio bibliografico della Biblioteca Studi Sardi. Purtroppo sia libri che documenti sono stati bagnati. </em><em>C'&egrave; bisogno dell'aiuto di volontari</em>&rdquo;</p><p>Il pensiero immediato &egrave; che l&rsquo;idea che quei documenti possano andare perduti equivale a <strong>un&rsquo;amputazione della memoria storica della mia citt&agrave;</strong>. Sarebbe un danno incalcolabile che avrebbe gli effetti di una lobotomizzazione su una persona che conserva ricordi preziosi per tutti. Mi tornano in mente i tesori scoperti tra quelle pagine, le storie di vita emerse da quegli archivi e riportate in questo giornale e tra le pagine dei libri che abbiamo scritto.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c01696dc4.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c01696dc4.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="volontari a lavoro" data-credits="" /></a></div><p>Mai come durante il momento in cui corre un pericolo, la percezione che la citt&agrave; ci appartenga diventa cos&igrave; forte. Correre a salvarla diventa l&rsquo;unico pensiero possibile. Lo spiego ai miei figli. Mancano due mesi perch&eacute; compiano 9 e 12 anni e c&rsquo;&egrave; il rischio calcolato che mi dicano che preferiscano andare a giocare. Invece mi stupiscono. L&rsquo;idea di dare una mano gli entusiasma. Forse, salvare un tesoro che servir&agrave; anche per le prossime generazioni gli sembra un&rsquo;avventura pi&ugrave; significativa di quelle che vivono virtualmente con i video giochi.</p><p>La mattina dopo ci troviamo alla MEM. Incontriamo la direttrice, le archiviste e altri volontari. Ci affidano il compito di tagliare carta assorbente e di metterla tra le pagine dei libri. L&rsquo;atmosfera &egrave; di tensione e allerta, ma anche di fiducia e allegria. Il lavoro di recupero sembra infinito e alle 13:30 lanciamo l&rsquo;appello di ricerca volontari con La Donna Sarda.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c016971f7.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c016971f7.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="volontari a lavoro" data-credits="" /></a></div><p>Accorrono in tanti. Cos&igrave; numerosi da richiedere l&rsquo;organizzazione di turni. Dal 17 settembre al 25 ottobre risponderanno all&rsquo;appello in 231.</p><p>Alla fine, arriva il verdetto. <strong>Ce l&rsquo;abbiamo fatta. I documenti sono salvi.</strong></p><p>Sono trascorsi molti mesi e, inaspettato, ci arriva un invito.</p><p>Tutti i volontari sono stati chiamati alla MEM ieri mattina per un ringraziamento ufficiale. La direttrice della Mediateca Dolores Melis, la presidente dell&rsquo;Anai Sardegna Francesca Desogus e l&rsquo;Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Paolo Frau hanno consegnato degli attestati a tutti e questa inattesa restituzione ci amplifica la percezione tangibile di aver aiutato a salvare qualcosa di prezioso: la nostra memoria storica. I 5 baby volontari ricevono anche dei libri in regalo. Ma l&rsquo;attestato che davvero non dimenticheranno mai &egrave; l&rsquo;essere stati definiti &ldquo;eroi&rdquo; nel video dedicato a quei giorni.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c01697676.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c01697676.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="premiazione dei volontari" data-credits="" /></a></div><p>Torniamo a casa con la sensazione che la citt&agrave; ci appartenga davvero e che prenderci cura di un bene comune &egrave; come prenderci cura di noi stessi. Niente scuola, ieri, per i piccoli volontari, ma la lezione &egrave; stata indimenticabile.</p><p>&nbsp;</p><p><iframe src="//player.vimeo.com/video/217282089?title=0&amp;amp;byline=0" width="100%" height="350"></iframe></p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: center;">Video Anna Maria Oppo</p> NEWS mem emergenza volontari archivio nubifragio Sat, 13 May 2017 09:37:39 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7156/premiati-i-volontari-che-hanno-salvato-i-documenti-della-mem.html cristina.muntoni 2017-05-13T09:37:39Z Sara Gerini a Scienze motorie. Campionessa nella vita e nello sport http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7155/sara-gerini-a-scienze-motorie-campionessa-nella-vita-e-nello-sport.html Sorda oralista è la prima sarda a vestire la maglia della nazionale di volley. Da anni combatte le barriere che affliggono i disabili. In aula magna di Medicina un incontro formativo con gli studenti <p><strong>Sport e formazione. </strong>L&rsquo;aula magna della facolt&agrave; di Medicina - Cittadella universitaria, Monserrato - ha ospitato nei giorni scorsi <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ladonnasarda.it/storie/6577/atleta-e-guerriera-sara-in-campo-per-i-diritti-dei-sordi.html" target="_blank">Sara Gerini</a></strong></span>. L&rsquo;evento, curato dal presidente del corso di laurea in Scienze motorie e sportive, Andrea Loviselli, con interventi dei docenti-pedagogisti, Manola Bacchis e Massimiliano Zonza, sui temi &ldquo;Lo sport &egrave; vita&rdquo; e &ldquo;Specialit&agrave; nello sport&rdquo;. L&rsquo;incontro ha coniugato una straordinaria storia umana e sportiva con le attenzioni e la formazione degli studenti dell&rsquo;ateneo di Cagliari.<strong>&nbsp;</strong></p><p><span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ladonnasarda.it/storie/6577/atleta-e-guerriera-sara-in-campo-per-i-diritti-dei-sordi.html" target="_blank">Sara Gerini &egrave; sorda oralista dalla nascita.</a></strong></span> <strong>Il suo appello a favore dell&rsquo;abbattimento delle barriere ha avuto venti milioni di clic.</strong> Unica sarda a vestire la maglia della nazionale di pallavolo, gioca un mondiale, vince l'argento agli Europei in Turchia nel 2011, approda al beach volley e viene eletta, tra udenti e non udenti, miglior giocatrice sarda. Miete successi anche nel beach tennis, disciplina di cui &egrave; istruttrice. Originaria di Carbonia, 37 anni, Sara ha parlato il 3 marzo scorso, Giornata dell&rsquo;udito, nell&rsquo;aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. A seguire, &egrave; stata madrina al Ferrara film festival: il primo completamente accessibile ai sordi. Per gli studenti un racconto affascinante ed istruttivo. Elementi chiave di una donna forte, dentro e fuori, semplicit&agrave; e tenacia. La famiglia quale pilastro fondamentale, la scuola indispensabile per un percorso di ricerca dell&rsquo;equilibrio psicofisico e sociale. &ldquo;Lo sport &egrave; parte della mia vita. Un episodio? Ricordo un cartone animato degli anni &rsquo;80. Si chiamava &ldquo;Schira e Milo campioni della pallavolo&rdquo;.</p><p><iframe src="//www.youtube.com/embed/7iWcokOYf7o" width="100%" height="350"></iframe></p><p><strong>Gli interventi.</strong> All&rsquo;incontro coordinato dal professor Loviselli, oltre ai docenti, ha preso parte anche la&nbsp; madre di Sara: tenace quanto la figlia nell&rsquo;educarla e nell&rsquo;insegnarle il linguaggio parlato con metodi logopedici. &ldquo;Un risultato eccellente. Sara sfida se stessa e gli altri per il raggiungimento di vittorie con valori puri, compete con fair play, cerca soluzioni e alternative. Vanno promosse e sostenute le potenzialit&agrave; e i valori dell&rsquo;individuo, senza negare i limiti ma mettendo in evidenza le capacit&agrave; che ognuno possiede&rdquo; &egrave; il messaggio rilanciato dagli specialisti.</p><p>&nbsp;<iframe src="//www.youtube.com/embed/YPGMeq9kT10" width="100%" height="350"></iframe></p><p><strong>La lezione</strong>. Con la pallavolo, gioco di squadra vincente, quale riferimento gli studenti hanno assistito rapiti alla lezione di Sara Gerini. Il mantra? &ldquo;Se devo sbagliare e perdere devo farlo in piedi&rdquo;. E non solo. &ldquo;Quando lo sport annulla le barriere, fa vincere il dolore e ti insegna a vivere&rdquo; ha rilanciato la campionessa. Dalla platea interesse, partecipazione e condivisione. Pi&ugrave; tanti selfie con Sara. In breve, una mattinata costruttiva e utile: &ldquo;Per il futuro lavorativo, magari da allenatori, gli allievi del nostro corso triennale hanno constatato che - spiega Andrea Loviselli - uno dei primi gradini, nello sport e nella vita, riguarda la comprensione e la rilevanza dell&rsquo;umanizzazione&rdquo;.</p><p><strong>&nbsp;</strong></p><p>&nbsp;</p> NEWS storie di sport università di cagliari disabilità pallavolo Sat, 13 May 2017 09:14:28 GMT http://www.ladonnasarda.it/succede-che/7155/sara-gerini-a-scienze-motorie-campionessa-nella-vita-e-nello-sport.html admin 2017-05-13T09:14:28Z Nonna Murru di Baunei e l'elisir di lunga vita http://www.ladonnasarda.it/storie/7154/nonna-murru-di-baunei-e-l-elisir-di-lunga-vita.html Cent'anni sono tanti da indossare, ma Nonna Murru di Baunei (Emauela Murru all'anagrafe) li porta con eleganza e mille sorrisi. Qual è il segreto della sua longevità? <p>Arriva pian piano aiutata dalla figlia Anna, col suo vestito a pois bianchi e neri, lo scialle e il fazzoletto in testa, che nasconde una lunga treccia di capelli d&rsquo;argento.&nbsp;</p><p><strong>&ldquo;Nonna Murru&rdquo;</strong> &ndash; come la chiamano a Baunei - ha le gote rosee: un trucco naturale e senza inganni che s'illumina al suo sorriso, sempre presente.&nbsp;Indossa un orecchino d&rsquo;oro sul lobo destro, e mi mostra fiera le scarpe, calde e comode<strong>. Altre paia mi dir&agrave; poi, le ha consumate in <em>chent&rsquo;annos</em> di vita facendo su e gi&ugrave; da Baunei</strong>.</p><p>Mi siedo a terra vicino a lei, pronta ad ascoltare i racconti del focolare cosciente che -probabilmente- avr&ograve; bisogno di un traduttore.&nbsp;Mentre parla mi stringe le mani, e non le lascia fin quando un'ora dopo varcher&ograve; la porta per andar via. &Egrave; forte come un albero che resiste alla tempesta, solare e <strong>materna</strong>, anche con me, un perfetta sconosciuta piombata a casa sua da chiss&agrave; dove e perch&eacute;.</p><p>Arriva la fatidica domanda<strong>: &ldquo;Figgia de chine sesi?&rdquo;.&nbsp;</strong>Non una parente, una continentale piuttosto, ma il calore e la cordialit&agrave; della "nonna di tutti" non tremano per una forestiera, che ha la voglia di mettere a suo agio, comunque, come una di famiglia.</p><p>Non ero fra i figli, i nipoti e i pronipoti che nel 2016 hanno celebrato con lei<strong> il suo 100&deg; compleanno</strong>, che l'hanno abbracciata in una foto ricordo estremamente numerosa mostrata da sua figlia.&nbsp;<strong>Emanuela Murru &egrave; nata il 15 novembre 1916 e quest&rsquo;anno compir&agrave; 101 anni</strong>.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c035b805c.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c035b805c.450.0.jpg" alt="" width="506" height="506" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p>Cresciuta in Ogliastra, a <strong>Baunei</strong>, &egrave; stata testimonial due anni fa di <strong>gioielli artigianali</strong>, che ha indossato con classe e onore. Il servizio fotografico a detta del promotore, &egrave; un tributo agli anziani e alla loro bellezza, che va oltre l&rsquo;apparenza e diventa patrimonio di tutti per mezzo delle loro storie.&nbsp;</p><p><strong>Nonna Murru &egrave; bella in queste foto come lo era da giovane,</strong> quando in cerca di libert&agrave; tent&ograve; di opporsi al matrimonio &ldquo;suggerito&rdquo; dalla zie, che la volevano unire a tale&nbsp;Ignazio Moretti. Dopo qualche ritrosia si fece convincere, racconta la genita Anna, e &ldquo;per fortuna!&rdquo; -aggiunge pronta Emanuela-, perch&eacute; negli anni scopr&igrave; che il futuro marito era un uomo buono, onesto e lavoratore.&nbsp;Si spos&ograve; con un abito povero ma dignitoso, composto da gonna beige e corpetto verde<strong>: un fiore fra i capelli e disse s&igrave;</strong>. Dopo le nozze inizi&ograve; a tirar su la famiglia, i figli, e badava a casa, <strong>cucinava sempre il pistoccu</strong> e lo scambiava col vicinato, com'era d&rsquo;uso all&rsquo;epoca.</p><p>Al tempo lo scambio di alimenti fra famiglie (pane, fichi, dolci) era all&rsquo;ordine del giorno, perch&eacute; rimediava alla povert&agrave;, permetteva di variare l&rsquo;alimentazione e faceva s&igrave; che le pietanze prodotte in abbondanza non andassero sprecate. Mentre Ignazio suo marito stava all&rsquo;ovile di Cala Biriola, e si dava fare fra <em>su barraccu</em> e <em>sa corte </em>con le capre,<strong> Emanuela andava a Tortol&igrave; per vendere formaggio a piedi</strong>,<strong>&nbsp;</strong>perch&eacute; la corriera non c&rsquo;era e in qualche modo ci si doveva pur arrangiare (<strong><em>&ldquo;Us pese funtisi sa corriera mia!&rdquo; </em></strong>commenta ironicamente indicandosi i piedi).</p><p>A Baunei carne in casa non se ne mangiava perch&eacute; era roba da ricchi, pesce nemmeno.&nbsp;<strong>Nei pressi di cala Sisine c&rsquo;erano foche che prendevano il sole </strong>(ormai scomparse)&nbsp;ma non si toccavano se non per estrarre grasso e fare il sapone. Le pietanze &ldquo;regine&rdquo; della tavola erano <em>su casu</em>, le patate e i legumi, per dolci le<span style="text-decoration: underline;"> <span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;"><strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/cucina-ricette/ricette-tradizionali/6804/le-seadas.html" target="_blank">seadas</a></strong></span></span> e i deliziosi amaretti.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c035b67a1.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/1/uid_15c035b67a1.450.0.jpg" alt="" width="634" height="421" align="center" data-didascalia="" data-credits="" /></a></div><p><strong>Emanuela racconta pezzi di vita</strong>, momenti che non ritorneranno pi&ugrave;, ma vivi nella sua mente (e oggi anche nella mia) come fossero ieri.&nbsp;Non voglio distrurbarla chiedendo quale sia la <strong>ricetta dell&rsquo;elisir di lunga vita</strong>. Dalle parole della figlia Anna per&ograve;, mi faccio una mia idea.&nbsp;</p><p><strong>Sar&agrave; il cibo il segreto di longevit&agrave;?</strong> Le lunghe scarpinate fino a Tortol&igrave;? Di certo un mix di questi elementi &ldquo;spolverato&rdquo; d&rsquo;aria buona d&rsquo;Ogliastra, e la positivit&agrave; di Emanuela ci ha messo lo zampino.</p><p>Mi congedo con la promessa di tornarla a trovare e le chiedo se sar&ograve; la benvenuta. Mi guarda con occhi vispi, stringe ancora le mani e risponde s&igrave;. Uscendo da casa vado via un po&rsquo; pi&ugrave; ricca, ed &egrave; merito suo. <br /><strong>Fragile custode dei saperi di una volta,</strong> roccia memore di scorci di Sardegna,&nbsp;Nonna Murru &egrave; donna, madre, nonna e <strong>patrimonio culturale dell'Isola.</strong></p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;">&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><span style="font-size: 10pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p>&nbsp;</p> NEWS storie di donne centenari baunei Fri, 12 May 2017 20:22:31 GMT http://www.ladonnasarda.it/storie/7154/nonna-murru-di-baunei-e-l-elisir-di-lunga-vita.html admin 2017-05-12T20:22:31Z Baby Pit Stop a Cagliari, passeggiare con i bimbi oggi è più facile http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/7153/baby-pit-stop-a-cagliari-passeggiare-con-i-bimbi-oggi-e-piu-facile.html A Cagliari è stato attivato il circuito dei Baby Pit Stop, un percorso in cui i negozi del centro città ospitano spazi gratuiti e accesibili a tutti genitori per poter cambiare i propri bimbi <p>A Cagliari cambiare il proprio bimbo fuori casa non sar&agrave; pi&ugrave; un problema. &Egrave; nato il circuito dei<span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;"> <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilclubdeigenitori.it/baby-pit-stop/" target="_blank">Baby Pit Stop</a></span></strong>.</span> Linguaggio mutuato dai cambi gomma della Formula Uno per individuare spazi accoglienti e riservati in cui mamme e pap&agrave; potranno sostituire il pannolino.</p><p>Uno dei progetti del <strong>Club dei Genitor</strong>i, costola dell'associazione culturale Eptacordio: &laquo;Ci occupiamo di genitorialit&agrave; - spiega <strong>Aline Now&egrave;</strong> ingegnera che vuole dedicarsi all'impresa sociale, insieme alla fotografa <span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/3221/ma-tu-di-dove-sei-la-nuova-sfida-di-gisella-congia.html" target="_blank">Gisella Congia</a></span></strong></span> ha ideato l'iniziativa sulla scia di quello che sta accadendo nel resto d'Italia. - Il club nasce per dare supporto alle famiglie e andare incontro ai bisogni pratici dei genitori&raquo;.</p><p>Non &egrave; sempre facile trovare <strong>un luogo pubblico dove ci sia un fasciatoio</strong>. &laquo;Pu&ograve; sembrare banale, ma non lo &egrave; - aggiunge - Ho una figlia di due anni e mezzo e so cosa significa non trovare questo servizio&raquo;.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15bfc2c1015.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15bfc2c1015.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="Sibille Moda Capelli" data-credits="" /></a></div><p>A inaugurare il circuito ci ha pensato l'associazione culturale Eutropia che per il primo maggio ha creato nella sua sede una postazione temporanea usufruita da tre pap&agrave;.&nbsp;<br />Sono gi&agrave; attivi anche i baby pit stop permanenti. <strong>Completamente gratuiti</strong> e accessibili a tutti. Sono tre, collocati all'interno di altrettante attivit&agrave; commerciali al centro di Cagliari.</p><p>Stefania Carta &egrave; la titolare del salone in <strong>via Ospedale 25 "Sibille Moda Capelli"</strong>, la prima che ha aderito: &laquo;Ho subito sposato questa iniziativa per poter dare la possibilit&agrave; a padri e madri o a chi accompagna i bimbi di poter usare uno spazio apposito con fasciatoio per poterli accudire&raquo;.</p><p>Anche Serenella e Germana Cuccu hanno aderito con entusiasmo: &laquo;Avevamo gi&agrave; un'area giochi&raquo;. Nello spazio laboratorio del loro negozio <strong>Sardinnya, in via Torino 6, </strong>il tavolo &egrave; a disposizione anche per allattare. &laquo;Non abbiamo il fasciatoio fisso, ma quello mobile&raquo;. Protetto dalla custodia, &egrave; accompagnato dal kit fornito dal Club dei Genitori. Lenzuolino monouso, sacchetto per gettare il pannolino e il guest book, libricino in cui descrivere l'esperienza ed annotare il proprio nome per lasciare un feedback al Club. Alla porta d'ingresso del negozio sono affissi l'adesivo che indica la presenza del baby pit stop e il regolamento.</p><div style="text-align: center;"><a class="imgblog" href="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15bfc2c1f22.1500.0.jpg"><img src="http://donnasarda-galleria.softfobia.com/medias/10/uid_15bfc2c1f22.450.0.jpg" alt="" align="center" data-didascalia="Gelateria Aresu" data-credits="" /></a></div><p>Il terzo &egrave; nella <strong>Gelateria Aresu</strong> in via Monti 58 . &laquo;Quando abbiamo saputo del progetto, abbiamo deciso subito di partecipare - dice Elisa Aresu - &laquo;Ci piace l'idea di dare alle famiglie tutto quello di cui possono avere bisogno&raquo;.</p><p>&laquo;Non ci fermiamo qui - spiega ancora Aline Now&eacute; - vorremo fare una mappatura online dell'esistente, perch&eacute; ci sono dei luoghi provvisti di fasciatoio, ma bisogna conoscerli&raquo;.<br />Attraverso l'iniziativa "Dona il tuo fasciatoio" sar&agrave; poi possibile donare il proprio perch&eacute; un negozio lo adotti e possa creare cos&igrave; un baby pit stop. &laquo;Abbiamo gi&agrave; due fasciatoi e un'attivit&agrave; interessata&raquo;.</p><p>Un'occasione per creare nuove forme di incontro e ospitalit&agrave; tra negozi e cittadinanza. Tante donne in campo per sensibilizzare il territorio ai bisogni familiari, quelli di mamme e pap&agrave;.</p><p>&nbsp;</p><p style="text-align: right;"><br /><span style="font-size: 12pt;">&copy;Riproduzione riservata</span></p><p>&nbsp;</p> NEWS essere mamma famiglia bambini Fri, 12 May 2017 09:43:29 GMT http://www.ladonnasarda.it/cose-belle/7153/baby-pit-stop-a-cagliari-passeggiare-con-i-bimbi-oggi-e-piu-facile.html federica.ginesu 2017-05-12T09:43:29Z