Mer 23 Agosto 2017

Su Sentzu. L'Assenzio sardo tra poesia e scienza

 
Su Sentzu. L'Assenzio sardo tra poesia e scienza
foto panorama.it

rimedi naturali

Il nome della pianta Artemisia Absinthium, altrimenti nota come Assenzio, è una pianta amara in ogni sua parte ed è, probabilmente, questa la ragione del nome greco "pianta senza diletto". Tuttavia l'Assenzio è da sempre chiamata "erba santa" per le sue numerose proprietà medicamentose. Il nome è un omaggio ad Artemide, dea protettrice delle piante medicinali che giovano alla donna.

Ancora una volta, mondo cristiano e pagano si sovrappongono lungo la storia della Sardegna. La leggenda vuole, infatti, che su Sentzu (l'Assenzio in lingua sarda) fosse cresciuto per la prima volta dove Maria stendeva i panni del bambino Gesù. Nell'Isola la pianta trova omogenea diffusione in ogni regione, ad ogni altitudine ed in ogni periodo dell'anno, benchè se ne consigli la raccolta tra la primavera e la fine dell'estate.

Pianta dalle mille virtù, l'Assenzio è un semiarbusto erbaceo perenne che cresce spontaneamente conferendo alle campagne sarde il suggestivo manto vellutato e argenteo. Resiste bene al caldo delle torride estati sarde ma teme gli inverni di montagna. La pianta regala un ottimo surrogato dei pesticidi chimici per la cura di orti e giardini: irrorando piante e fiori con dosi abbondanti d'infuso d'assenzio sarà evidente una progressiva diminuzione di parassiti, bruchi e lumache.

La pianta amara, celebrata di frequente dal mondo dell'arte, dai poeti maledetti francesi fino al pittore Manet, è ben accolta in ambiente medico come efficace rimedio contro l'inappetenza prolungata. Oltre a facilitare la funzione digestiva contrasta le infiammazioni della mucosa gastrointestinale. È ritenuto un eccellente vermifugo ed efficace regolatore del flusso mestruale, ma l'organo maggiormente debitore all'Assenzio rimane il fegato. Note sono infatti le proprietà protettive a livello epatico.
Purtroppo le grandi virtù dell'Assenzio sono bilanciate da altrettanti effetti collaterali dovuti al sovradosaggio. Si badi inoltre di evitarne, assolutamente, l'assunzione anche in dosi minime, durante la gravidanza e l'allattamento.

Di seguito vi illustriamo la ricetta originale del liquore d'Assenzio, brevettata dal medico francese Pierre Ordinaire, che scampato alla Rivoluzione Francese riparò in Svizzera dove, con spirito filantropico, volle diffondere il suo elisir come prodigioso toccasana con il nome di La Fée Verte, la Fata Verde.

Si mettono a macerare, per almeno 12 ore, in 1 litro d'alcool a 85° e le seguenti piante medicinali secche:
Artemisia absinthium 25 grammi, Anice 50 grammi, semi di finocchio 50, piccole porzioni di ginepro, noce moscata, veronica, anice stellato, angelica, succo di limone.
All'estratto ottenuto si aggiungono 0,5 litri d'acqua, e la soluzione si pone in un distillatore. Il processo di distillazione va interrotto quando si è ottenuto 1 litro di distillato. Si prelevano 0,4 litri del distillato e si aggiungono: Artemisia absinthium 10 grammi, Issopo 10 grammi, succo di limone 5 grammi. L'estratto ottenuto si scalda a temperatura moderata e si filtra, al filtrato si aggiungono i restanti 0,6 litri di distillato. Il litro circa d'Assenzio finale va diluito con acqua fino a raggiungere una gradazione alcolica pari a 75°.

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