Ven 28 Aprile 2017

Tintarella: godersi il sole senza macchie e senza paure

 

sole

L’eccessiva e incauta esposizione al sole è all’origine delle macchie scure che compaiono sulla nostra pelle. Dito puntato dunque contro l’abbronzatura selvaggia che sicuramente ci darà un colorito più piacevole, ma che invece è colpevole di alimentare l’accumulo di melanina e, quindi, la formazione dell’inestetismo. E se l’estate è la stagione più a rischio, anche nei mesi invernali la protezione del derma dai raggi solari deve essere sempre assicurata, ad ogni età e per qualunque fototipo di pelle.

Il sole non è però l’unico responsabile della comparsa di antiestetiche discromie su viso e corpo. «Bisogna prestare attenzione anche ai farmaci che  fotoreagiscono con i raggi ultravioletti», avverte Maria Franca Marceddu, medico estetico con studio a Cagliari.
«L’interazione è pericolosa e dannosa, soprattutto se si assumono antibiotici, antinfiammatori, antistaminici, pillole anticoncezionali o integratori a base di iperico». Sotto accusa anche le oscillazioni dei livelli ormonali che in situazioni particolari, come la gravidanza o la menopausa, contribuiscono alla maggior produzione di melanina.

Un ulteriore fattore scatenante è la predisposizione genetica. Le combinazioni del DNA, infatti, giocano un ruolo importante sulla comparsa delle chiazze. «Le persone di carnagione olivastra sono più soggette a macchie e iperpigmentazioni rispetto alle pelli meno scure. Di contro, chi ha un incarnato molto chiaro ha maggiori probabilità di macchiarsi prematuramente, come nel caso dei bambini».

Sul banco degli imputati, inoltre, sale anche l’alimentazione: chi mangia correttamente, con cibi sani e salutari, chi si idrata e utilizza integratori per il benessere dell’organismo, allontana il pericolo di un invecchiamento precoce dell’epidermide.

In presenza di uno o più fattori di rischio, la parola d’ordine è prevenzione, come sottolinea la specialista che ci suggerisce il vademecum antimacchia.
«Esporsi al sole esclusivamente nelle prime ore della mattina e nel tardo pomeriggio; evitare la tintarella nei casi in cui si assumano farmaci; bandire creme o profumi in spiaggia; usare sempre, quotidianamente e più volte al giorno, filtri solari con un alto fattore di protezione; seguire un’alimentazione equilibrata e idratarsi di continuo per stimolare le difese della pelle».

E se le macchie hanno fatto capolino con ombre scure sul viso e sul corpo, i rimedi sono diversi secondo la stagione. Le cure, infatti, andrebbero fatte da ottobre in poi, ma già nei mesi caldi è possibile arginare il problema con qualche trattamento leggero in ambulatorio.
«In estate bisogna intervenire in maniera blanda», spiega la dr.ssa Marceddu. «Oltre al peeling esfoliante, consiglio di iniettare delle vitamine o acido ialuronico. Naturalmente dovrà essere evitata l’esposizione al sole avendo cura di utilizzare tutti i giorni un filtro solare con schermatura 100».

Il periodo migliore per correre ai ripari è l’autunno, quando l’intensità dei raggi Uv si è attenuata e l’abbronzatura ha perso brillantezza. «In questo caso le soluzioni non mancano e i trattamenti possono essere anche più invasivi. Tra le tecniche più innovative vi è il laser, con la vaporizzazione del tessuto, e la luce pulsata perché stimola la produzione di collagene e il ricambio cellulare. L’importante è che ci si affidi sempre ad un medico per la diagnosi della macchia e per stabilire il metodo migliore per eliminarle».

©Riproduzione riservata

 

Tags: sole   abbronzatura   estetica   medicina