Gio 19 Gennaio 2017

Il Crescione. Le sorprese nascoste del fiore d'acqua

 

tradizione

Il Crescione d'acqua è la pianta mediterranea dai mille nomi ed altrettante proprietà. La varietà sarda è denominata mattutzeddu mentre in italiano è chiamato anche nasturzio. Il nome latino, Nasturtium, trae origine dalla curiosa espressione "Nasum torquere", cioè torcere il naso, simpaticamente ispirata alla reazione istintiva che il crescione provoca ad un primo contatto con il palato, il cui gusto piccante fa, appunto, storcere il naso.

Secondo Greci, Romani e Persiani un uso continuativo della pianta cruda contribuiva a potenziare la memoria. Concordi anche i Sardi che, probabilmente, per via dell'alta concentrazione di sali minerali e oligo elementi attribuivano al mattutzeddu il potere di agire sulla concentrazione ed infondere coraggio, placare l'ansia e gli attacchi di colite nervosa.

Il crescione vegeta in acque cristalline, terse e sorgive a scorrimento lento, per consentire alle radici di essere costantemente irrorate.
Il sapore del mattutzeddu, dalle note piuttosto forti e persistenti, è da preferire con l'accompagnamento di verdure dal gusto neutro come pomodoro e mais. Proprio per via della vena piccante è consigliabile un uso moderato per quanti avvertano una predisposizione anche leggera a sofferenza gastrica.

Anticamente si riteneva che l'acqua di cottura del crescione, filtrata e bevuta ancora calda, stimolasse nelle puerpere la produzione di latte. La pianta perenne riusciva però ad accontentare anche la popolazione maschile, si credeva infatti, un tempo, che gli impacchi di crescione arrestassero la precoce calvizie degli uomini.

La medicina sarda tradizionale, inoltre, trovava abbondante ed efficace impiego del mattutzeddu contro la malaria. Ciò che ripetono tutt'ora le anziane sagge barbaricine ed ogliastrine è che l'uso del crescione crudo rallenti l'invecchiamento cutaneo.
Piuttosto diffusa anche in Sardegna la convinzione collettiva per cui il crescione goda di significative proprietà afrodisiache che si cerca di potenziare con lo sfizioso abbinamento dell'aragosta in letto di sedano e crescione. Seppure tali poteri siano tutti da verificare, qualsiasi palato non resterebbe comunque deluso.

 

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