Dom 25 Giugno 2017

Elicriso, proprietà, usi e preparazione dell'olio essenziale

 

rimedi naturali

Il suo profumo inconfondibile e intenso ricorda l’aroma pungente della liquirizia. I suoi fiori allungati, di un giallo lucente e sgargiante, crescono in piccoli mazzetti pronti alla raccolta soprattutto nelle isole del Mediterraneo: in Sicilia, in Corsica e sulle coste della Sardegna fino a 1.400 metri di altitudine. Non a caso questa pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, che nel nostro Paese prende il nome di Helichrysium Italicum (comunemente detto Eliscrisio), viene considerato l’Oro di Sardegna, utilizzato dalle nonne e dalle donne appassionate di cosmesi naturale per la preparazione di olii dalle molteplici proprietà benefiche.

Oro, sì, perché il suo nome significa proprio “sole d’oro” (dall’unione dei termini greci helios e crysios cioè sole e oro), ma in Sardegna ricorrono tanti appellativi diversi che rievocano l’area di origine e l’utilizzo tipico, spesso legato a rituali pagani. Così l’Elicrisio è conosciuto come Frore de Santu Juanne, e nel mese di giugno, ad Alghero, i suoi fiori vengono legati insieme ad altre piante mediterranee officinali e gettati nel fuoco dai presenti durante le omonime celebrazioni, prima di esprimere un desiderio. E ancora S’Erba de Santa Maria, Bruschiadinu, Archimissa e tanti altri nomi per indicare un solo unico e prezioso arboscello, così facile da reperire e così semplice da impiegare non solo nella cosmesi naturale, ma anche –grazie alle proprietà antinfiammatorie- per la cura specifica di malanni autunnali come la tosse e per risolvere problemi di digestione.

Il vantaggio dell’olio e del decotto di dell’elicrisio è che numerosi studi medici non hanno rilevato particolari controindicazioni rispetto alle normali dosi erboristiche consigliate (fatta eccezione per le pelli ipersensibili), per questo i suoi utilizzi sono vari e vanno dalla prevenzione delle rughe e delle smagliature alla cura specifica di dermatiti, eczemi e psoriasi per le sue proprietà lenitive e disarrossanti.

La fioritura dell’elicrisio avviene nei mesi di luglio e agosto, ed è proprio in questo momento che anche passeggiando nelle campagne adiacenti la costa si può raccogliere qualche mazzetto per iniziare la preparazione dell’olio di elicrisio ad uso cosmetico, su cui oggi ci soffermiamo.

La preparazione deve essere iniziata quando i fiori sono ancora freschi di raccolta ed è necessario raccoglierne almeno 100 gr per poi farli essiccare in un luogo buio e abbastanza ventilato. L’estratto che ne deriva, dovrà essere diluito con olio extra-vergine di oliva o con un più delicato olio di mandorle dolci per almeno 500 ml, per questo ad essicazione avvenuta, basterà munirsi di un barattolo ermetico in cui inserire i fiori e in cui versare l’olio di diluizione fino a coprirli.

A questo punto inizia il processo di macerazione dell’elicrisio. Il contenuto del barattolo va girato di tanto in tanto, negli intervalli di tempo fino a 40 giorni, termine stimato della macerazione. Trascorsi 40 giorni si può filtrare l’olio aiutandosi con una garza e spremendo il residuo: più volte si filtrano i fiori macerati più puro sarà l’estratto finale.

 

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