Mer 20 Settembre 2017

Il benessere nella memoria delle donne sarde

 
Il benessere nella memoria delle donne sarde
Patrizia Cossu

benessere

La donna sarda è guaritrice, esperta di benessere dalla notte dei tempi e "operatrice" della medicina Tradizionale, riconosciuta oggi dalla stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Venne accusata di stregoneria perché conosceva il potere delle parole e degli elementi della natura. Le sue facoltà però, ritenute "magiche" nel Medioevo, hanno ora una risposta scientifica e la naturopatia ne divulga la conoscenza.

Disciplina che non sostituisce ma affianca le cure allopatiche, e il cui obiettivo è riequilibrare la persona, la Naturopatia utilizza rimedi naturali che agiscono in modo preventivo, complementare e integrativo, partendo dall'approccio psico-somatico.

Il suo scopo non è lontano da quello che un tempo si proponeva la medicina popolare: riconciliare l'Essere Umano con la Natura che lo ospita per favorire una buona qualità di vitaLe curiosità sull’argomento le svela Patrizia Cossu, Naturopata.

«La scienza dimostra che il corpo umano è un campo elettromagnetico contenente una grande quantità di informazioni, e che il cuore genera un campo magnetico circa 5mila volte più intenso di quello del cervello, rappresentando la qualità delle nostre emozioni e dei nostri pensieri. Ogni messaggio - prosegue Patrizia Cossu - che deriva da questo campo è in grado di generare energia armonica o di trasformarsi in terreno fertile per l'instaurarsi di manifestazioni patologiche».

Le donne sarde, di questo tipo di comunicazione col Mondo, ne hanno sempre saputo qualcosa, e ne coservano ancora memoria. Confezionavano amuleti imbevuti di brebus per trasmettere positività, certe che i fonemi armoniosi aiutassero la salute delle persone e le proteggessero dalle influenze negative. Parlavano alle erbe e agli oggetti per farli "interagire" con il campo elettromagnetico della persona.

«La realtà terapeutica in cui si muovevano quelle donne e la sacralità dei rituali - racconta la Naturopata - sono state pian piano distorte e inquinate da una Società che ha reciso il rapporto con le Forze della Madre Terra. Ma la Sardegna rimane fertile dal punto di vista energetico e permette di evolvere, grazie alla sua Natura selvaggia, che parla ancora a chi riesce a comunicare con lei».

La Sardegna è una Terra terapeutica, un’isola antichissima che ancora celebra, specie nella Notte di San Giovanni, la potenza dell’acqua e delle erbe che agevola il “risveglio”  dell'Uomo alla sua vera Natura e al rapporto con l'Universo. Ma la donna sarda conserva ancora memoria della sua capacità di comunicare con la Natura? «Per tradizione molte di noi conoscono le erbe officiali, la cristalloterapia, l’energia delle pietre. Oggi sta rinascendo la consapevolezza della forza femminile, che permette alla donna sarda di manifestare tutta la sua conoscenza antica, senza aver più paura di essere tacciata di stregoneria».

Non c'èra magia nei riti dell'isola, se non quella intesa come attivazione delle forze naturali...e le donne ne erano catalizzatrici. Prendiamo il culto dell'acqua in Sardegna
L'isola è disseminata di
pozzi sacri costruiti attorno a sorgenti (il Pozzo di Santa Cristina a Paulilatino, la Fonte Su Tempiesu a Orune), e le cerimonie che si svolgevano erano legate alle espressioni del Creato, all'acqua in special modo perché elemento indispensabile per la sopravvivenza. La fisica quantistica oggi ha dato valenza scientifica a quelle cerimonie definite "mistiche".

La Cossu si riferisce agli studi di Masaru Emoto, i quali hanno dimostrato che l'acqua ha una coscienza e una memoria, capace di recepire la frequenza di parole scritte e di vibrazioni sonore. Nelle fotografie di Emoto si vedono molecole d'acqua ghiacciare, in bellissimi cristalli, in presenza di energia emozionale positiva (nella foto, l'acqua sottoposta alla Pastorale di Beethoven). Le stesse però, assumono strutture non armoniche se esposte a frequenze o parole negative. 

Il corpo umano, così come il nostro Pianeta, è composto per il 70% di acqua: è evidente perciò che parole ed emozioni positive possono creare una realtà armoniosa per tutti. 

«È essenziale trattare bene l'acqua del nostro corpo esprimendoci con amore e gratitudine. Gli antici rituali possono aiutarci nella quotidianeità se riconosciamo gli effetti delle leggi fisiche che ci governano, prima fra tutte quella di risonanza". "Un ruolo chiave è svolto dalla naturopatia, che educa le persone e fa ri-emergere la capacità di dialogare con il proprio corpo e la propria anima. E' "guardare" finalmente ciò che si ha davanti agli occhi!» conclude Patrizia.

Dissetarsi e non semplicimente bere, nutrirsi e non sfamarsi, per liberarsi dalla schiavitù di una vita frenetica che impedisce di comunicare col proprio corpo e con la Natura. Lo stato di benessere è una condizione che va ripristinata, e in tal senso, le donne sarde hanno memoria del segreto del benessere...devono solo ricordarlo.

 

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