Mer 20 Settembre 2017

Politica e imprenditoria rosa per cardioproteggere le ASD sarde

 

pubbliredazionale

Un piccolo-grande passo verso la sensibilizzazione sulla cardioprotezione. Questo l’obiettivo di Simona Buono, imprenditrice cagliaritana, che ha trovato una sintonia tutta al femminile con Anna Maria Busia, avvocata e Consigliera Regionale del Campo Progressista, che ha fatto sua l’idea, trovando terreno fertile con la delibera dell'ATS che prevede che entro il 10 luglio proprietari o gestori di impianti sportivi, e di tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche con sede nel territorio regionale e iscritte all’albo regionale possano usufruire del contributo per l’acquisto di defibrillatori semiautomatici esterni.

L'importo complessivo del contributo a disposizione è di quattrocentomila euro, somma resa disponibile con l'obiettivo, nel lungo periodo, di garantire la presenza capillare di defibrillatori semiautomatici esterni presso gli impianti sportivi nel territorio regionale al fine di fronteggiare tempestivamente e, quindi, efficacemente, il fenomeno dell’arresto cardiocircolatorio e della morte cardiaca improvvisa in ambito sportivo.

La prevenzione, dunque, come elemento di crescita di una società civile più giusta: nel caso di arresto cardiocircolatorio, infatti, l’uso del Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE) durante i primi cinque minuti dal manifestarsi dell’arresto può consentire la spontanea ripresa dell’attività cardiaca. Per ogni minuto di ritardo prima che sia erogato lo shock elettrico con un defibrillatore, si riduce la possibilità di sopravvivenza del 10% ed è stato calcolato che il tempo medio d’intervento del sistema di emergenza 118 è di circa 15 minuti.

 

Numeri importanti: secondo il Ministero della Salute ogni anno, in Italia, circa 60.000 persone muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco; molti decessi imputabili a tale causa avvengono nell’esercizio di attività sportiva. Cifre che se paragonate, ad esempio, con i decessi per incidente stradale (5000 all'anno) o per incendi (meno di 1500) evidenziano una assoluta mancanza di cultura della prevenzione sul fronte cardiologico. “Bisogna utilizzare i fondi stanziati al più presto – ha dichiarato Anna Maria Busia – perché si inizi una seria campagna di informazione sull’importanza della cardioproteziopne. Oramai è assodato, la cardioprotezione è fondamentale, non ci sono orientamenti. Si parta dai luoghi sportivi per poi allargare ad alberghi, stazioni, e così via”.

Dati da rabbrividire: di arresto cardiaco muore una persona ogni 8 minuti, ma il 76% di questi decessi potrebbe essere evitato. Negli ultimi anni, anche in seguito ad episodi drammatici, è maturata la consapevolezza di una maggiore prevenzione, ed è cresciuta fino all’emanazione del decreto legge Balduzzi che proprio dal 2012 sta cercando di imporre alle società sportive l’obbligo di dotarsi di defibrillatori.

E la Regione cosa può fare ulteriormente? “L’auspicio – ha detto Anna Maria Busia – è quello di un intervento più massiccio per far decollare i progetti di prevenzione dell’arresto cardiaco improvviso che, oltre a salvare molte vite umane, consentirebbero anche un forte abbattimento della spesa sanitaria regionale, ormai arrivata a livelli insostenibili”.

 

Per maggiori info si può visitare il sito distribuzionedefibrillatori.com, o contattare Simona Buono via all'indirizzo email simona.buono@distribuzionedefibrillatori.com o al numero 345-5665511.