Mer 20 Settembre 2017

Le donne del CRS4, dove si costruisce il futuro con l'Hi-Tech

 

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C’è un’anima femminile di cui poco si parla al CRS4 (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna). Il centro che nell’Isola è propulsore dell'innovazione hi-tech per la soluzione dei problemi ambientali, naturali, sociali e industriali.

Le donne, per la verità, se sono al centro di progetti estremamente innovativi, costituiscono ancora una netta minoranza. Ma, aldilà dei numeri, che forse sono solo frutto di scelte personali sugli studi da seguire, il campo della ricerca sembra restare, comunque, un settore in cui la disparità di genere non abbia diritto di cittadinanza.

A giurarlo è Francesca Frexia, savonese di 39 anni che si occupa di telemedicina e di informatica clinica ed è una delle 47 ricercatrici (su un totale di 156) che al CRS4 lavora per aiutare la Sardegna a dar vita a un tessuto di imprese hi-tech, essenziali per il suo sviluppo economico e culturale. «Qui non ho mai visto attribuire valore in base al sesso, ma sempre in base al merito», racconta. 

Responsabile di un programma di ricercasull’applicazione dell’informatica e tecnologia al campo medico, Francesca sta mettendo le basi per il sistema sanitario del futuro dove, attraverso la realtà aumentata sull’esempio dei GoogleGlass e delle HoloLens di Microsoft, si vorrebbero trasmettere in tempo reale le analisi cliniche mentre vengono eseguite, facendo interagire specialisti geograficamente lontani al paziente, proprio mentre viene visitato. Il sistema è già stato sperimentato nel reparto di cardiologia pediatrica dell’Ospedale Brotzu di Cagliari limitatamente alla trasmissione video delle analisi cliniche in tempo reale nel campo delle cardiologie congenite dove gli specialisti sono pochi.

A guardare gli enormi risultati e i risvolti pratici vitali di una sperimentazione del genere, si tasta il polso della gravità delle limitazioni alla destinazione dei fondi alla ricerca. «Le idee sono tante e le risorse poche, ma delle conseguenze positive dei risultati di queste ricerche possono goderne tutti», spiega Valentina Spanu, geologa trentacinquenne cagliaritana che al CRS4 lavora col GIS(Sistema di Informazioni Geografiche).

Valentina fa parte di un gruppo prevalentemente femminile che collabora con Nurnet - La rete dei Nuraghi per la quale hanno realizzato il geoportale con la possibilità per chiunque di geolocalizzare i luoghi di interesse archeologico in Sardegna aggiungendo foto e descrizioni. «È un sistema di interazione che permette a tutti gli appassionati di promuovere il territorio, ma anche di far uscire dal sommerso luoghi fuori dalle mappe perché chiusi in terreni privati. Il sistema ha potenzialità enormi di promozione anche di strutture turistiche e ricettive vicine ai luoghi di interesse storico, inoltre si potrebbero promuovere iniziative turistiche come escursioni guidate, o anche se stessi. Un grafico milanese, ad esempio, è rimasto incantato dal sito di Sa Sedda ‘e sos Carros e ha realizzato una ricostruzione in 3D in un video che fa venire voglia di visitarlo. Firmandolo, ha realizzato anche pubblicità per se stesso».

Esco dal CRS4 con la sensazione di essermi affacciata sul futuro. Il panorama che mi si apre davanti è ricco di esempi di innovazione che mette in rete i talenti e migliora la vita di tutti, ma anche di esempi di donne che su questo futuro credono fortemente e investono ogni loro energia.
Impossibile non sostenerle.

 

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