Mar 28 Marzo 2017

Laura Monachella, dietro le quinte di Mab teatro

 

donne e teatro

Lavora dietro le quinte. Per un amore, quello per il teatro, che da tanti anni condivide con il fratello Daniele. Laura Monachella è la responsabile di produzione dell’associazione sassarese Mab Teatro. L'amore per il teatro inizia da un incontro semplice, casuale.

«Frequentavo le scuole superiori qui a Sassari – ricorda –. Ci portarono al teatro Verdi a vedere un’opera lirica straordinaria, Orfeo ed Euridice. Nacque così questa mia grande passione. Poi, un giorno mio fratello mi propose di fare la bigliettaia per alcuni spettacoli. Ho sempre amato il contatto con il pubblico. Quello fu il mio primo incontro con il teatro».

Dopo gli studi giuridici, dal 2004 inizia la partecipazione di Laura Monachella ai laboratori teatrali di Mab Teatro. Tanti gli incontri: dal maestro dell’arte clownesca  Emmanuel Gallot-Lavallée a Francesco Manetti, attore e regista diplomato in recitazione all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma.

Recita anche in alcune produzioni, Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia, La Bisbetica Domata di Shakespeare per la regia di Bogdanov. Sempre insieme al fratello, nel 2014 riesce a portare a Sassari l’unica tappa sarda di Ferite a morte, progetto teatrale sul femminicidio, scritto e diretto da Serena Dandini e interpretato dall’attrice Lella Costa.

Si commuove e sorride quando pensa a Valentina Pitzalis - la donna di Carbonia sfigurata nel 2011 dal marito -, che proprio in quella occasione ha modo di conoscere, perché parte dell'incasso della serata viene devoluto ad un’associazione schierata in prima linea contro la violenza sulle donne, Un sorriso per Vale.

«La mia passione, iniziata con piccoli lavori di produzione, si è trasformata poi in una professione. Dai piccoli spettacoli abbiamo iniziato a produrre eventi complessi»

Titu Andronicu. Sa mudadura è il titolo dell’ultimo spettacolo, ideato e diretto da Daniele Monachella e finanziato dalla Mab Teatro e dal Contributo della Fondazione di Sardegna. Un nuovo progetto che debutterà a Sassari il prossimo primo aprile e che vedrà come protagonisti tredici attori, per un cast formato da tanti professionisti sardi. «È un lavoro imponente – spiega  –. La traduzione del testo shakespeariano in lingua sarda è di Mauro Piredda, la scenografia di Marcello Scalas, i costumi di Simonetta e Maria Alessandra Pietri». A fare da sfondo non più la Roma Imperiale ma un’isola ideale, la Sardegna. Trasformata e dominata dalla superficialità e dalla violenza.

Le brillano gli occhi quando parla dell’Isola, sempre presente nelle produzioni di Mab teatro. Dalla Sardegna «bellissima, ma deteriorata dalla stupidità degli uomini, ma anche  terra di passione, di poesia» del recital musicale Nani o Giganti, ispirato al romanzo Dura Madre di Marcello Fois e portato in scena al Palazzo Regio di Cagliari nel 2010, a Un anno sull’Altipiano recital musico-teatrale tratto dal romanzo di Emilio Lussu, raccontato anche in un audiolibro, attraverso la lettura di sessantatrè personaggi illustri della storia italiana e sarda. Tra questi Neri Marcoré, Manlio Brigaglia, Antonello Grimaldi e tanti altri. O, ancora, quando parla dell’isola dell’Asinara, dove Laura torna spesso perché «solo lì riesco a sentire veramente le mie vere radici».    

 

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