Lun 21 Agosto 2017

Nonna Murru di Baunei e l'elisir di lunga vita

 
Nonna Murru di Baunei e l'elisir di lunga vita
ph. Massimiliano Maddanu

storie di donne

Arriva pian piano aiutata dalla figlia Anna, col suo vestito a pois bianchi e neri, lo scialle e il fazzoletto in testa, che nasconde una lunga treccia di capelli d’argento. 

“Nonna Murru” – come la chiamano a Baunei - ha le gote rosee: un trucco naturale e senza inganni che s'illumina al suo sorriso, sempre presente. Indossa un orecchino d’oro sul lobo destro, e mi mostra fiera le scarpe, calde e comode. Altre paia mi dirà poi, le ha consumate in chent’annos di vita facendo su e giù da Baunei.

Mi siedo a terra vicino a lei, pronta ad ascoltare i racconti del focolare cosciente che -probabilmente- avrò bisogno di un traduttore. Mentre parla mi stringe le mani, e non le lascia fin quando un'ora dopo varcherò la porta per andar via. È forte come un albero che resiste alla tempesta, solare e materna, anche con me, un perfetta sconosciuta piombata a casa sua da chissà dove e perché.

Arriva la fatidica domanda: “Figgia de chine sesi?”. Non una parente, una continentale piuttosto, ma il calore e la cordialità della "nonna di tutti" non tremano per una forestiera, che ha la voglia di mettere a suo agio, comunque, come una di famiglia.

Non ero fra i figli, i nipoti e i pronipoti che nel 2016 hanno celebrato con lei il suo 100° compleanno, che l'hanno abbracciata in una foto ricordo estremamente numerosa mostrata da sua figlia. Emanuela Murru è nata il 15 novembre 1916 e quest’anno compirà 101 anni.

Cresciuta in Ogliastra, a Baunei, è stata testimonial due anni fa di gioielli artigianali, che ha indossato con classe e onore. Il servizio fotografico a detta del promotore, è un tributo agli anziani e alla loro bellezza, che va oltre l’apparenza e diventa patrimonio di tutti per mezzo delle loro storie. 

Nonna Murru è bella in queste foto come lo era da giovane, quando in cerca di libertà tentò di opporsi al matrimonio “suggerito” dalla zie, che la volevano unire a tale Ignazio Moretti. Dopo qualche ritrosia si fece convincere, racconta la genita Anna, e “per fortuna!” -aggiunge pronta Emanuela-, perché negli anni scoprì che il futuro marito era un uomo buono, onesto e lavoratore. Si sposò con un abito povero ma dignitoso, composto da gonna beige e corpetto verde: un fiore fra i capelli e disse sì. Dopo le nozze iniziò a tirar su la famiglia, i figli, e badava a casa, cucinava sempre il pistoccu e lo scambiava col vicinato, com'era d’uso all’epoca.

Al tempo lo scambio di alimenti fra famiglie (pane, fichi, dolci) era all’ordine del giorno, perché rimediava alla povertà, permetteva di variare l’alimentazione e faceva sì che le pietanze prodotte in abbondanza non andassero sprecate. Mentre Ignazio suo marito stava all’ovile di Cala Biriola, e si dava fare fra su barraccu e sa corte con le capre, Emanuela andava a Tortolì per vendere formaggio a piedi, perché la corriera non c’era e in qualche modo ci si doveva pur arrangiare (“Us pese funtisi sa corriera mia!” commenta ironicamente indicandosi i piedi).

A Baunei carne in casa non se ne mangiava perché era roba da ricchi, pesce nemmeno. Nei pressi di cala Sisine c’erano foche che prendevano il sole (ormai scomparse) ma non si toccavano se non per estrarre grasso e fare il sapone. Le pietanze “regine” della tavola erano su casu, le patate e i legumi, per dolci le seadas e i deliziosi amaretti.

Emanuela racconta pezzi di vita, momenti che non ritorneranno più, ma vivi nella sua mente (e oggi anche nella mia) come fossero ieri. Non voglio distrurbarla chiedendo quale sia la ricetta dell’elisir di lunga vita. Dalle parole della figlia Anna però, mi faccio una mia idea. 

Sarà il cibo il segreto di longevità? Le lunghe scarpinate fino a Tortolì? Di certo un mix di questi elementi “spolverato” d’aria buona d’Ogliastra, e la positività di Emanuela ci ha messo lo zampino.

Mi congedo con la promessa di tornarla a trovare e le chiedo se sarò la benvenuta. Mi guarda con occhi vispi, stringe ancora le mani e risponde sì. Uscendo da casa vado via un po’ più ricca, ed è merito suo.
Fragile custode dei saperi di una volta, roccia memore di scorci di Sardegna, Nonna Murru è donna, madre, nonna e patrimonio culturale dell'Isola.

 

 

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