Gio 27 Luglio 2017

In Germania per studiare la neurogenesi: Consuelo e la sua ricerca

 

sarde nel mondo

Tutto per lei è iniziato quando, per ben due volte, non ha passato il test di ingresso alla facoltà di Medicina. Forse all’inizio non credeva che quel piccolo “fallimento” avrebbe rappresentato la porta d’ingresso per i suoi successi futuri aprendole la strada verso una brillante, nuova carriera.

Così Consuelo Fois, 31enne cagliaritana, ha deciso di iscriversi in Biologia e continuare per quella strada: «Non ho passato il test neanche la seconda volta ma ormai i miei studi in Biologia si stavano sviluppando in maniera soddisfacente. Così decisi di abbandonare il sogno di diventare psichiatra», e nel 2011 si laurea in Neuropsicobilogia. «Nel frattempo ho iniziato a guardarmi intorno per poter fare un dottorato all’estero. Nell’estate del 2012 sono stata invitata a spese del mio capo a fare un colloquio in Germania, a Mainz (Magonza). Non riuscivo a crederci, viaggio e hotel pagati solo per fare un colloquio mi sono parsi una cosa incredibile!». A fine anno ha così inizio il suo dottorato.

Consuelo nello specifico si occupa di studiare la Neurogenesi nel cervello dell’adulto: una scoperta abbastanza recente, iniziata circa 20 anni fa e naturalmente molto interessante ed estremamente studiata perché potrebbe rappresentare una cura per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
«In pratica cerco di capire per quale ragione nel cervello dell'adulto si aggiungano nuovi neuroni e lo faccio con due tecniche: microscopia a due fotoni e optogenetica».

Un lavoro che la appassiona e la rende soddisfatta degli sforzi intrapresi finora: «Pensando unicamente alla linea di ricerca e alle tecniche che utilizzo posso dirmi estremamente soddisfatta ma purtroppo la passione non dipende solo da quello». Un capo di laboratorio intelligente e disponibile e un team di colleghi che sono come una grande famiglia: un qualcosa che chissà se in Italia avrebbe mai trovato. «Mi scuso in partenza con tutti coloro che possono considerarmi arrogante o ingrata nei confronti della mia Terra ma certo la differenza si sente nella vita quotidiana e anche in quella lavorativa. Dal punto di vista lavorativo è difficile fare paragoni. La differenza maggiore riguarda probabilmente il lato economico. I soldi qui che non mancano e questo ti permette sicuramente di elevare il livello della ricerca che fai rendendoti libero di investire sulle tue idee. D’altra parte vorrei sfatare il mito che all’estero non esistano fenomeni come il nonnismo o il favoritismo. Esistono dovunque, in Germania come in Italia».

Per ora la vita di Consuelo è destinata ad essere trascorsa a Mainz, tra l’Università e il laboratorio, ma la ricercatrice non nasconde la volontà, prima o poi, di tornare nella sua isola: «In questo momento non ho in previsione di tornare. Viaggiare è sempre stato il mio sogno e, ora che lo sto facendo per lavoro è ovviamente tutto più semplice. Sicuramente in un futuro lontano (o relativamente lontano, qualche anno) vorrei tornare in Sardegna. Non credo sia possibile staccarsi per troppo tempo dall’isola, la nostalgia è più forte di molte aspirazioni lavorative!».

La ricercatrice ha inseguito il suo sogno e, con costanza e impegno, è riuscita a coronarlo: per lei le strade della vita sono ancora tutte da scrivere e costruire ma Consuelo ha qualcosa da dire a tutti i ragazzi e le ragazze sarde che sono indecisi sul proprio percorso: «Consiglio a tutti di partire, è una delle esperienze più significative che si possano fare. Per me è stato il modo migliore per conoscere me stessa, i miei limiti e per capire ciò che voglio e ciò che non mi si addice». Facendole capire quale fosse la sua vera strada.

 

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