Dom 28 Agosto 2016

Vinicio Capossela e il tempo che si ferma a Piazza Palazzo

 
Vinicio Capossela e il tempo che si ferma a Piazza Palazzo
Foto Facebook Leggendo Metropolitano

#leggendom15

La scrittura è sempre un ritorno a casa e i luoghi in cui il tempo è sospeso, «hanno ferme le lancette alle otto meno venti. L’ora in cui finì un mondo, quello della civiltà contadina, che morì il 23 novembre 1980, col tremamento della terra». Sotto l’ombra rassicurante di questo tempo fermo, Vinicio Capossela ha descritto le storie di variopinti personaggi della sua terra, l’Irpinia, nel libro “Il paese dei Coppoloni”, presentato ieri alla settima edizione del Festival Leggendo Metropolitano da Michele De Mieri, giornalista e critico letterario. In un viaggio senza trama e struttura, l’autore fa un affresco di storie e persone fantasiose al limite della realtà, impastati con il ricordo e la memoria storica di un luogo, Calitri, paese natio del padre di Capossela, emigrato ad Hannover, dove nacque quasi sessant’anni fa lo stesso autore.

Dagli Appennini alle cime aspre del Supramonte, ciò che unisce questo profondo sud dell’Italia, ci dice Capossela, “è il vuoto e il silenzio di luoghi che hanno preservato e tenuto intatto il rapporto primigenio con la terra”. Strappa un cauto applauso quando l’autore ricorda alla folla in piazza Palazzo, di essere cittadino onorario di Ottana e riscalda la platea con qualche sorriso quando si ingarbuglia nella pronuncia del nome di Sergio Atzeni, che nel suo capolavoro "Passavamo sulla terra leggeri" utilizzò la stessa forma di racconto orale che il cantautore ha impiegato per costruire il suo libro.

Il canto a tenores, le prefiche religiose, i campanacci che accompagnano il bestiame compongono sinfonie e appartengono ad un patrimonio musicale che altrove si è perso, e solo in questa terra, come nel paese dei Coppoloni dove tutto è fermo, resiste la tradizione con indomita bellezza. Il richiamo alla musica non poteva mancare e la sintassi del libro è infatti costruita come un suono e una composizione d’orchestra.
Nel racconto di un passato dignitoso che si svolgeva nella terra dei Coppoloni, c’è una domanda che si pone De Mieri, ma alla quale Capossela non dà risposta e invita il pubblico alla lettura del suo libro per trovare qualche ipotesi interpretativa: queste società quasi arcaiche tratteggiate dall’autore con tenera nostalgia e dichiarati rimpianti, avevano una struttura maschilista tesa a perpetrare soprusi sulla donna e ad imporre rigidi modelli educativi della prole. Non proprio tutto è perduto.

Il primo tra i più attesi incontri al Leggendo Metropolitano, si è concluso con un buon successo di pubblico che radunava fasce d’età quasi da tempo sospeso. L’incantevole cornice di Piazza Palazzo ha fatto bella mostra di sé libera, come dovrebbe esser sempre, da auto e pargheggi riservati alle autorità e questa sera ospiterà il più autorevole economista e saggista internazionale, Jeremy Rifkin che volgerà lo sguardo sul futuro prossimo in attesa di scoprire verso cosa ci sospingerà questo vento che aspettiamo.