Mer 20 Settembre 2017

«I bimbi di Nairobi meritano una chance»: la missione di Claudia

 
«I bimbi di Nairobi meritano una chance»: la missione di Claudia
Claudia all'orfanotrofio di Nairobi

solidarietà

Aveva 19 anni Claudia quando, dopo essersi diplomata, decise di partite in Kenya per un’esperienza di volontariato. Sarebbe stata fuori casa solo per un mese, in attesa di cominciare l’Università. Non sapeva bene di cosa si sarebbe occupata e non aveva troppe aspettative. Quello che non aveva considerato, prima di fare le valigie, è quanto quell’esperienza l’avrebbe segnata.

In quell’estate Claudia lavorò in un orfanotrofio, in una baraccopoli a un’ora da Nairobi. La struttura ospitava 60 bambini di età compresa fra zero e diciotto anni, costretti a dormire anche in quattro nello stesso letto per la mancanza di spazio. La direttrice, ovvero la donna che aveva fondato l’orfanotrofio diverso tempo prima, era aiutata nella gestione solo da sua figlia. Claudia fu da subito un’aiutante preziosa. La prima cosa della quale si rese conto fu che i bambini non mangiavano abbastanza.
«L’unica fonte di sostentamento per l’orfanotrofio erano sporadiche donazioni - ricorda la ragazza - quindi i bambini erano spesso costretti a saltare i pasti per mancanza di cibo. La cosa mi toccò nel profondo. Quando in occidente si parla di povertà o di situazioni difficili raramente si fa riferimento al cibo, mancano sempre altri beni perché nella nostra società almeno il poter mangiare regolarmente è abbastanza scontato», dice.
Avendo toccato con mano la durezza di quella vita, destinata a incolpevoli bambini e ragazzi poco più giovani di lei, una volta tornata in Italia, decise di lanciare una raccolta fondi per aiutarli.

Nel settembre 2012 Claudia Puddu ha fondato l’associazione Onlus Give Him a Chance, della quale è presidentessa.
«Attualmente riusciamo a mandare all’orfanotrofio circa 1000 euro al mese, grazie alla generosità dei nostri 54 soci e sostenitori. Con delle piccole rinunce è possibile cambiare radicalmente la vita di altre persone e credo che vedere i risultati sia davvero gratificante». L’associazione di Claudia mostra costantemente i progressi nella vita della piccola comunità. Grazie al contributo di Give Him a Chance, gli ospiti dell’orfanotrofio possono andare a scuola, «qualcuno è riuscito anche a farsi ammettere all’Università», dice con una punta di orgoglio la giovane studentessa cagliaritana.

La gestione dei fondi è trasparente e precisa. «A differenza di quanto succede in altri casi, noi abbiamo un filo diretto con l’orfanotrofio, non ci sono intermediari e questo ci permette di sapere precisamente in che modo viene speso ogni singolo euro che inviamo. I bambini conoscono alcuni membri della nostra associazione e sono per questo molto più motivati nello studio, è bello per loro che giungono da situazioni veramente difficili in alcuni casi sapere che qualcuno ha creduto in loro». Nei progetti dell’associazione c’è quello di comprare, a breve, una libreria per l’orfanotrofio e anche un pulmino per permettere ai bambini di raggiungere più facilmente la scuola. «Sono felice di aver trovato tante persone disposte a sposare la causa e lavorare con il cuore, gratuitamente nel tempo libero. Per adottare un bambino a distanza bastano 20 euro al mese, ma abbiamo tanti sostenitori che con un contributo di 15 o 30 euro all’anno ci permettono di fare tanto. In quattro anni ho visto l’orfanotrofio cambiare volto, ma c’è ancora tanta strada da fare».

 

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