Mer 20 Settembre 2017

Nostalgia degli anni Ottanta? Ci pensa Geppi Cucciari

 
Nostalgia degli anni Ottanta? Ci pensa Geppi Cucciari
Geppi Cucciari in "Eities - Ottanta mi dà tanto" ph dplay.com

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Se poteste tornare indietro nel tempo grazie ad una app, quale epoca scegliereste? La comica, attrice e conduttrice televisiva sarda Geppi Cucciari non ha dubbi: gli anni Ottanta! Colori discutibili, giacche con spalline e capelli alla Ivana Spagna e il sogno diventa realtà.

“Eities - Ottanta mi dà tanto” è la web serie on line dal 10 marzo visibile sulla piattaforma Dplay di Discovery Italia. Vede come protagonista la talentuosa conterranea alle prese con un’era gloriosa, guardata ultimamente con non poca nostalgia.
Nella serie Geppi interpreta Mery, una receptionist che grazie ad una app cinese, segretissima e ancora in versione Beta, può viaggiare nel tempo per ritrovarsi nei Fabulous '80s e precisamente negli studi di TeleNaviglio, emittente televisiva dell'epoca. Qui Mery incontrerà i miti di quel leggendario decennio, come il mascherato e glitterato DJ Super X di Superclassifica Show ma anche star dei giorni nostri, come un ragazzino di nome Fabio Volo, special guest del primo episodio.

In più di un’occasione Geppi, involontariamente e trascinata dagli eventi, rischierà di cambiare per sempre e in maniera bizzarra il - nostro - futuro (vedi Enrico Mentana che fa il rapper). I nostalgici di capelli frisé, look fluo e musica disco avranno di che sbizzarrirsi con questa web serie dalla comicità immediata, il cui linguaggio e durata da sketch comico, contribuiscono a creare aspettativa nei confronti dell’episodio successivo.

Ultimamente i media hanno spesso rivisitato gli anni Ottanta, non ultimo Fabio Fazio che nelle scorse settimane ha dedicato il monologo iniziale della sua trasmissione Che tempo che fa proprio ad un racconto nostalgico di quell’epoca. Fino a non molti anni fa li definivamo trash, soprattutto per quanto riguarda la moda, ora li abbiamo ribattezzati orgogliosi cult. C’è chi ad esempio non rimpiange le voluminose spalline, ma piuttosto quanto era più semplice avere i capelli ricci e gonfi, senza necessariamente bisogno di piastrarli. C’è chi ricorda, invece, i primi baci dati durante il gioco della bottiglia, o il divertimento quando si doveva riavvolgere il nastro delle musicassette con la penna Bic. E ancora la collezione delle biglie, gli Europe, Mazinga Z e Jem & The Holograms, le tute da ginnastica, i cocktail con nomi improbabili come “orgasmo”, le feste private che si organizzavano in casa e per le quali si stampavano appositi inviti in tipografia. I vestiti dai colori molto più che sgargianti, Heather Parisi le sue meravigliose spaccate e la hit “Cicale” che ha fatto amare la danza a più di qualche bambina; quando la ginnastica in televisione era prerogativa di “In forma con Barbara Bouchet” i cui body attillatissimi erano sexy tanto quanto il suo italiano con accento tedesco.

Il paradosso, di questa recente ed imperante nostalgia degli anni Ottanta, è che se si guardano dal punto di vista storico, in Italia si stava uscendo a brandelli dagli anni di piombo, era ancora in piedi il muro di Berlino e la Guerra Fredda non accennava a dissiparsi. Ma la generazione che ha vissuto la propria gioventù durante quel periodo guarda e si aggrappa, con indulgente malinconia, alla spensieratezza del passato, quando ancora si anelava al futuro con fiducia e i cambiamenti si accettavano con disinvoltura.

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