Mar 17 Gennaio 2017

Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. Manca la Donna sarda

 

tradizioni

Preg.mo Direttore Leandro Ventura,

 

in questi giorni ricorre il novantesimo anniversario dell'assegnazione del Nobel letterario a Grazia Deledda, unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio capitale della cultura mondiale.
Troviamo propizio che la nostra le giunga in una ricorrenza tanto significativa per l'impegno e il supporto ideale e concreto che l'intellettuale sarda dedicò alla fase embrionale del Museo delle Arti e Tradizioni popolari di Roma che lei presiede.

L'odierno assetto regionale dello Stato è celebrato nel viaggio ideale tra le venti isole-teche espositive, dove ogni regione fa grandiosa mostra di sé attraverso l'abito femminile della tradizione, nel solenne Salone d'onore, al primo piano. Ogni regione meno una, la Sardegna, rappresentata da un abito maschile.

Giova ricordare che il museo nasce come lieta evoluzione dell'Esposizione Internazionale del 1911, voluta dal Governo italiano per celebrare il primo cinquantennale dell'Unità del giovane Stato. In quell'occasione la Mostra Etnografica italiana espose una generosa quantità di manufatti sardi: gioielli, cassapanche, arredi per l'infanzia e abiti femminili. 
La Mostra segnò l'ingresso dell'abbigliamento popolare della Sardegna in ambito museale, dunque la conquista del riconoscimento ufficiale di patrimonio della cultura e dell'arte popolare italiana. 

Ci chiediamo, le chiediamo, se sia possibile una nuova acquisizione dell'abito della donna sarda che ponga rimedio al forte limite di rappresentatività dell'isola. La carenza di uno spazio di visibilità della cultura femminile sarda crea un pesante vulnus all'espressione dei tratti peculiari del patrimonio identitario della regione. Corre l'obbligo dunque di esporle, senza alcun tratto di polemica fine a se stessa, la nostra sincera curiosità sulla "vistosa assenza" della donna sarda, e solo della donna sarda, nell'esposizione.

Voglia credere ad un'osservazione lontana dal troppo praticato gioco del campanilismo, nocivo ad ogni forma di sana e feconda ricerca scientifica.

In attesa di un suo riscontro porgiamo il nostro invito più cortese a voler ammirare l'abito tradizionale femminile nel suo pieno splendore di tessuti e ornamenti preziosi, per ragionare magari sull'eventualità di una futura acquisizione, in occasione della processione votiva di Sant'Efisio a Cagliari, quella del Redentore di Nuoro o alla sfilata della Cavalcata di Sassari.

Nel salutarla ringrazio anticipatamente della preziosa attenzione che vorrà tributarci. Voglia cogliere i sensi della più viva cordialità.

 

Tags: tradizioni   antropologia