Mar 22 Agosto 2017

Storia a lieto fine di Ihlam Mounsiff, tra discriminazione e orgoglio

 
Storia a lieto fine di Ihlam Mounsiff, tra discriminazione e orgoglio
Ihlam Mounsiff

storie di donne

Ihlam Mounsiff è nata in Marocco 22 anni fa, è italiana, italianissima, ma ama definirsi "sarda". Arrivò a Barisardo, in Ogliastra, quando era abbastanza presto per iniziare a ragionare in lingua italiana e vivere come tale.

Studentessa brillante si diploma a Lanusei e si laurea in Scienza della Politica e dell’Amministrazione e delle Relazioni internazionali presso l'Ateneo turritano con il massimo dei voti tanto da venire insignita del prestigioso Premio America della Fondazione Italia USA, destinato ai migliori neo laureati italiani che rappresenteranno l'Italia alle simulazioni dell'Assemblea delle Nazioni unite del Rome Mun 2017. Il suo orgoglio è grande e ora si tratta di ritirare l'onoreficenza a Montecitorio.

Qui l'interruzione del sogno: Ihlam, nonostante sia italiana a tutti gli effetti, non ha potuto accedere alla Camera dei Deputati nostante il primio conquistato con orgoglio poco. Per una commessa della Camera dei Deputati Ihlam è un'extracomunitaria, ad onta dell'onoreficenza appena conseguita.

Ancora incredula e scossa racconta: «Eravamo ben cinque sardi ad essere premiati e finita la cerimonia volevo visitare il simbolo della nostra democrazia, un'occasione da non perdere visti i miei studi». Si reca con una collega verso l'ingresso principale di piazza del Parlamento dove, dietro presentazione di un documento e compilazione di un modulo, è possibile essere ammessi ad assistere alle sedute. Ma accade l'imprevedibile: «La commessa dopo una breve consultazione telefonica mi ha detto che poiché ho il passaporto di un Paese extraeuropeo non potevo entrare, specificando che la regola non riguarda me in quanto marocchina ma anche i cittadini americani. Ci sono rimasta malissimo, la mia amica ha deciso a quel punto che non sarebbe entrata neanche lei. Per quanto mi riguarda - osserva - è stata una delle tante ingiustizie e assurdità del nostro Paese, che non ci riconosce come cittadini, è la prova che la legge va approvata al più presto».

«Sono arrivata in Sardegna dal Marocco quando avevo due anni, mi sono laureata a Sassari, amo l'isola dove vivo con la mia famiglia. Credo in un'Italia migliore e sogno di rappresentarla. Non sopporto più che la mia vita e quella di tanti come me dipendano dalla decisione di una classe politica che inspiegabilmente vuole ignorarci».

 

Laura Boldrini non rimane indifferente davanti a quello che ritiene un grave atto discriminatorio nei confronti dell'eccellenza italiana e giovane donna Ihlam. La Presidente della Camera non ha omesso di intervenire così la neolaureata di Barisardo, nelle scorse ore, è stata ospite d'onore della Presidente alla manifestazione "Montecitorio a porte aperte". Gesto che segna un lieto fine in una esistenza che è lotta continua per l'integrazione di segno positivo.

 

 

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