Lun 21 Agosto 2017

Bambina sarda scomparsa:attenzione a cosa nasconde davvero la denuncia

 

no alla violenza

È arrivata in redazione questa mattina: una segnalazione anonima con lo screenshot di un post Facebook e la copia di un decreto del Tribunale per i Minorenni di Cagliari datato 7 luglio 2017. Secondo il post, «una bambina di solo 9 mesi [....] manca da casa dal 14 maggio portata via dalla madre» e per questo si invita chiunque abbia notizie a contattare i recapiti indicati. La lettura del decreto però, che riguarda i protagonisti della vicenda, documenta un'altra storia.

Il 6 luglio, secondo gli atti, il Pubblico Ministero ha inoltrato richiesta al Tribunale per i Minorenni di «avviare la procedura volta alla dichiarazione della decadenza della responsabilità genitoriale» del padre della bambina e convivente della madre «con provvedimento urgente» (come si legge testualmente nel documento). In seguito alla richiesta, il 7 luglio, il Tribunale ha sospeso la responsabilità genitoriale del padre, ha disposto che «la minore e la madre permangano nella struttura in cui si trovano o in altra che dovesse successivamente risultare adeguata», che il Servizio sociale del Comune di appartenenza svolga le opportune attività di accertamento e che i genitori compaiano in udienza il prossimo 10 agosto.

Il decreto dimostra, quindi, che la bambina (di cui omettiamo il nome, insieme a quello dei genitori, per tutela della privacy) non è scomparsa, ma si trova insieme alla madre in una struttura protetta, dove appunto la donna si era rifugiata. L'atto documenta, inoltre, le ragioni di queste disposizioni. Il ricorso del Pubblico Ministero si basa, infatti, su una denuncia-querela della madre che «lamenta che il convivente  [...] l'ha sottoposta a ripetute violenze psicologiche e a gravi minacce, anche di morte, rendendole la vita con lui insostenibile», dichiarazioni «confermate [...] dagli accertamenti finora svolti» e per cui la donna «è stata inserita con la figlia in una struttura protetta».

Nel momento in cui pubblichiamo, il post di denuncia sulla scomparsa della bambina (che arriva a pochi giorni dall'udienza in tribunale del 10 agosto) è stato rimosso dal profilo dell'utente Facebook che l'ha pubblicato, ma in poche ore aveva già superato le duemila condivisioni e lo screenshot continua a essere condiviso su diversi gruppi, anche WhatsApp. 

Continuare a diffonderlo ed eventualmente a far pervenire informazioni ai numeri indicati significa mettere a rischio la sicurezza di una donna e di sua figlia, una bambina di poco meno di un anno, per le quali il Tribunale ha invece disposto che stiano al sicuro, lontano da casa, in una struttura protetta. 

 

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