Gio 27 Luglio 2017

Donne, yoga e danza: la Shakti Dance® per stare bene

 

benessere

Che cosa succede se lo yoga si unisce alla danza? Che la tonicità muscolare aumenta, si eliminano tossine, la postura diventa più stabile e, allo stesso tempo, flessibile. A guardare i visi del gruppo di donne che ha appena terminato una classe di Shakti Dance®, però, si ha la percezione che ci sia ben altro: nell’aria si avverte uno stato di rilassatezza e positività che racchiude in sé tutta la forza dell'essere donna.

La Shakti Dance® è una disciplina basata sui principi del Kundalini yoga, ideata e fondata nel ‘92 da Sara Avtar Olivier e insegnata da quattro anni in Sardegna da Elisabetta Amritdev Zambon, sbarcata sull’isola vent’anni fa sulle orme dell’amore. È lo Yoga della Danza, un vortice di energia che permette di esprimersi nella consapevolezza e nella vitalità di queste due discipline (nella filosofia yogica, infatti, Shakti rappresenta l’energia primaria creativa).

Ogni lezione si divide in otto fasi: prima si vibra un mantra per centrarsi e aprire la classe, poi si praticano una lunga fase di stretching a terra e una di standing con esercizi in piedi guidati (sia di tipo yogico sia con piccoli passi di danza), in cui si coordinano movimento e respiro. La quarta fase è quella della danza libera «che diventa espressione dell’impulso creativo» - spiega Elisabetta - e che è poi seguita da un rilassamento profondo. A questo punto la classe va avanti o con una “comunicazione celestiale” (una meditazione dove mani e braccia mimano il mantra che si va a vibrare) o con una “coreografia mantrica” in piedi, costruita su passi e geometrie. Al termine, ci si raccoglie per qualche minuto in meditazione, prima di chiudere la classe con un breve canto e un mantra.

«L’obiettivo della Shakti Dance, come di tutto lo yoga, è entrare nel Sat Cit Ananda, in uno stato di controllo della mente che permette di sperimentare una condizione di beatitudine e consapevolezza. In più questa disciplina permette di esprimere la propria femminilità nella sua forma più alta: nella Shakti Dance, infatti, la danza va al di là della sensualità e permette a chi la pratica di esprimersi con grazia nella propria vera essenza».

Per praticarla, quindi, non c’è bisogno di essere delle perfette Shakti dancers, ballerine o yogini: ognuna delle donne presenti in sala arriva da esperienze diverse (alcune hanno anni di danza alle spalle e altre non hanno nemmeno praticato un solo minuto di yoga). Tutte, però, sono accomunate dalla voglia di condividere qualcosa che le fa stare bene. Di uomini, per il momento, nessuna traccia: a tenerli lontani, suggerisce Elisabetta, è probabilmente una diffidenza innata per qualcosa che percepiscono come troppo femminile. «Servirebbe da parte loro un po’ più di coraggio per andare alla scoperta di una disciplina che, tra le altre cose, li aiuterebbe a entrare in un mondo (quello delle donne) che per lo più guardano da lontano, ma che di fatto non vivono».

Dallo spogliatoio, intanto, arrivano chiacchiere e risate e si percepisce che i toni si abbassano quando gli argomenti si fanno più seri. Uscite da quella porta, però, tutte vanno via sorridendo: chissà forse oggi nessuna avrà raggiunto il Sat Cit Ananda, ma a fine lezione portano via un po' di gioia e serenità in più.


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