Dom 25 Giugno 2017

La leggenda della ragazza nella casa in Via Roma

 

contos de foghile

Circa quarant’anni fa, un’anziana signora si alzò di buon mattino per fare delle compere presso alcune botteghe del paese. Acquistato il necessario per il pranzo, si diresse verso casa. Quando aprì la porta notò una conoscente, una compaesana seduta su uno sgabello, proprio nella suo ingresso. Spaventata chiuse di colpo la porta e scappò.

Non capiva il perché quella donna fosse lì e, per giunta, la sua immagine faceva sorgere in lei qualche dubbio. Non volendo rientrare per timore, decise di recarsi in “piazzetta”, com’è chiamato comunemente il mercato ambulante del sabato. Tra una chiacchierata e l’altra, le dissero: «Ma hai saputo cosa è successo? È morta suicida la figlia di…». La nostra protagonista impallidì, fece finta di niente e andò di corsa verso il negozio di una parente, per raccontarle l’accaduto. Le rivelò: «Sono tornata a casa, stamane, ed ho visto questa donna seduta su uno sgabello… Esco di nuovo, vado in piazzetta e mi dicono che ieri notte si è uccisa!». 

Era per lei incomprensibile il motivo per cui quella donna si trovasse a casa sua. Per quanto si potessero conoscere, essendo dello stesso paese, non c’era stata mai grande amicizia. Nulla, oltre il “Ciao, come stai?”, che potesse giustificare quella presenza in casa. Rimane un mistero ancora oggi.

Fatto sta che, per paura, la padrona di casa chiese ad una nipote di farle compagnia nella notte. Non accadde nulla per diverso tempo, o meglio, lei ha sempre negato che sia mai avvenuto qualcosa. 

Una notte, qualche anno dopo, la nipote chiese il favore alla zia di far dormire in una stanza il suo fidanzato di Alghero. La zietta acconsentì. Verso le due, le tre del mattino l’anziana si recò, come spesso faceva, nella casa di una ricca proprietaria, per cumassare, ossia per fare il pane. Il giovane fidanzatino, proprio allora, venne destato dal suo sonno. Vide che le sedie volavano, le ante degli armadi sbattevano con forza, le luci si accendevano e spegnevano in continuazione e, con forza, lui veniva spinto fuori dal letto. Preso dal panico, corse verso la porta e si dileguò a gambe elevate. Arrivò a casa della fidanzata nel Corso del paese, e le raccontò l’accaduto.

La ragazza e sua cognata cercarono di tranquillizzare il ragazzo e si diressero verso l’abitazione, per vedere con i propri occhi. La stanza era sottosopra. Un disastro ed un disordine fuori dal normale: le sedie sopra il mobile e il letto capovolto. Mai più il giovane volle dormire in quella casa.

Morta la proprietaria, qualcuno ci abitò per qualche annetto, con la sensazione di essere sempre osservato. Turbato, poi, da diversi rumori nella notte, decise di trasferirsi definitivamente.

La casa ora è sfitta, almeno in parte. Ma attenti: se dovete scegliere, scegliete bene.