Mer 20 Settembre 2017

Nel sito archeologico "Lu Brandali" una cooperativa tutta al femminile

 

lavori a tinte rosa

La notte stellata regala un fascino particolare al complesso nuragico di Lu Brandali, nel territorio di Santa Teresa di Gallura. Qui, più di tremila anni fa, i popoli nuragici scelsero di insediarsi e di costruire il villaggio nuragico, la Tomba dei Giganti e il nuraghe con le due torri. Attratte dalla magia di questo luogo, nel 2012 Arianna RivaAlessia Chisu e Stefania Simula hanno deciso di costituirsi in cooperativa e di occuparsi della gestione del sito, scoperto negli anni Sessanta e oggetto di diverse campagne di scavo.

Tre percorsi differenti, accomunati da una forte motivazione e dal desiderio di realizzare lo stesso sogno: valorizzare e promuovere il nostro patrimonio archeologico, storico e culturale, ampliarne la conoscenza, anche fuori dai confini dell’Isola. Alessia Chisu è laureata Beni Culturali all’Università di Cagliari; Stefania Simula è diplomata in Operatore turistico a Santa Teresa, mentre Arianna Riva, di Viareggio ma in Sardegna da diciannove anni, è diplomata all’Istituto alberghiero. «Il sito archeologico Lu Brandali e la torre di Longonsardo erano chiusi, o venivano aperti saltuariamente –, spiega Alessia Chiuso  –. Dopo anni di esperienza nel settore turistico e attraverso la collaborazione del comune di Santa Teresa, ho pensato di avviare questo progetto. Ho chiamato Stefania, che ancora lavorava nel settore alberghiero, e l’idea le è piaciuta. Abbiamo quindi coinvolto Arianna. Il sito era poco noto, i visitatori hanno iniziato a conoscerlo inizialmente attraverso il passa parola. Il Comune ha poi dato il via agli scavi e noi abbiamo prestato il nostro aiuto ai volontari. Ma il nostro intento era di far crescere questo luogo meraviglioso anche attraverso le attività correlate». Con questo intento la cooperativa organizza, oltre naturalmente alle visite guidate, le rassegne letterarie (attualmente è in corso “I monumenti incontrano la lettura”, in programma fino al 18 agosto), i concerti, i convegni, le osservazioni astronomiche (“Il cielo stellato sopra di me”), le degustazioni (“Estate Degustando”) e le rassegne enologiche (“La porta del Vermentino”).

«Cerchiamo di creare delle manifestazioni che coinvolgano e attirino il maggior numero di persone possibile – proseguono ancora le tre ragazze della cooperativa –. Grazie agli scavi, inoltre, il sito sta acquistando sempre più importanza. La tomba dei giganti è uno dei monumenti funerari più suggestivi della Sardegna, ha restituito circa una cinquantina di inumati. Si è capito che si trattava di una tomba collettiva, nella quale erano deposti uomini e donne, oltre ad essere un luogo sacro. Il villaggio nuragico è oggetto degli interventi di scavo, organizzati grazie al finanziamento del Comune e al contributo della Fondazione di Sardegna, sotto la direzione scientifica dell’archeologa Angela Antona e ora dell’archeologa Letizia Lemmi. Fino all’anno scorso i lavori coinvolgevano semplici appassionati (anche over 65), mentre attualmente vengono effettuati da studenti che provengono dalle Università italiane. Il sito è conosciuto e apprezzato così anche fuori dall’Isola».

«Quello che ci spinge è la passione. Sarebbe grandioso rendere fruibile questo luogo anche ai disabili, attraverso le nuove tecnologie, ad esempio con l’utilizzo di stampe tridimensionali, o avviare  percorsi per i non vedenti. Se avessimo più risorse potremmo rendere fruibile il sito anche alle persone che non hanno la possibilità di visitarlo o di vederlo».

 

 ©Riproduzione riservata